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Assalto in strada, bloccano l’auto e picchiano il benzinaio: banditi tentano la rapina ma sono costretti alla fuga

LA SCORSA notte a Porto San Giorgio hanno bloccato l'auto del collaboratore di Mauro Cardinali, che arrivava dal distributore di Lido di Fermo. Attimi di terrore quando, alla ricerca del denaro, l'hanno picchiato. Poi è sopraggiunta una vettura che li ha costretti alla fuga. Indagano i Carabinieri
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di Giorgio Fedeli

 

Una tentata rapina in pieno stile “assalto alla diligenza”, efferata, con banditi senza scrupoli, studiata in ogni minimo dettaglio.

A farne le spese, ieri sera, il dipendente del distributore di benzina Cardinali, lungo la Statale Adriatica a Lido di Fermo.

Intorno alle 21,30 il collaboratore del noto imprenditore fermano, chiuso il distributore, è salito in auto per portare l’incasso in ufficio, dove l’azienda tiene la contabilità.

Ha percorso l’Adriatica arrivando a Porto San Giorgio dove, nel tratto sud, ha imboccato via dei Giochi Olimpici, traversa della Statale che sale fino al PalaSavelli. Una scorciatoia, insomma.

Non poteva sapere che lì lo stavano aspettando i rapinatori. A bloccare il transito delle auto, infatti, c’era una vettura di traverso in mezzo alla strada. Quando l’uomo se l’è trovata davanti non ha potuto fare altro che fermarsi.

Dalla vettura sono scesi due uomini, passamontagna in testa, che gli si sono scagliati addosso. Uno è entrato nella sua auto alla ricerca del denaro, l’altro lo ha picchiato con un bastone di ferro.

Colpi dappertutto, uno anche sulla testa. Un raid efferato durato pochi secondi, fino a quando i banditi sono stati costretti a scappare, ma a mani vuote.

In via dei Giochi Olimpici è infatti sopraggiunta anche un’altra auto e questo li ha costretti alla fuga.

«Il mio dipendente era una maschera di sangue, è stato colpito alla testa – racconta Mauro Cardinali – qui anche parlare non ha più senso. Uno lavora con entusiasmo per mandare avanti un’attività e poi succedono queste cose. Spiegatemi che colpa abbiamo noi lavoratori che dobbiamo subire queste aggressioni (Cardinali ne sa qualcosa visto che anche lui ha subìto una violenta rapina, in casa, nel 2012, ndr). La verità è che non siamo protetti, non dalle forze dell’ordine, sia chiaro, ma dalle leggi. Come sta il mio collaboratore? Non bene».

Sul posto sono arrivati i Carabinieri che hanno subito avviato le ricerche dei banditi. Al vaglio dei militari dell’Arma anche le immagini della videosorveglianza dei varchi della città. Si sta lavorando per dare, nel minor tempo possibile, un nome e un volto ai malviventi.

E’ stato un raid studiato nei minimi dettagli, questo è fuori discussione. I banditi conoscevano bene l’itinerario del collaboratore di Cardinali, anche che avrebbe deviato in via dei Giochi Olimpici. E’ probabile che abbiano avuto un “palo” per segnalare il suo arrivo.


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