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Gestione dei rifiuti nel Piceno,
Moreschini: «In pochi decidono per tutti,
scellerato insistere su Relluce»

APPIGNANO - Il sindaco interviene dopo l'ultima riunione dell'Ata in cui si è votato sul Piano d'ambito: «Assemblea convocata nel periodo sbagliato per prendere decisioni nodali, senza condivisione. Bocciata la nostra proposta di redistribuire i carichi ambientali senza gravare sempre e solo sulle nostre valli. Fioravanti vuole creare un parco a tema in loco? Vergognoso»
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di Luca Capponi 

 

«Pochi sindaci hanno deciso per tutto il Piceno la pianificazione sul trattamento dei rifiuti per i prossimi trent’anni. La scelta di convocare l’assemblea dell’Ata in questo periodo si è rivelata scellerata tanto quanto la decisione di continuare a insistere su Relluce, come avviene ormai da decenni, senza provare a redistribuire i carichi ambientali. L’idea del sindaco di Ascoli di realizzare in loco un grande parco a tema? Vergognosa».

Il sindaco di Appignano Sara Moreschini

Ad intervenire sullo scottante tema della gestione dei rifiuti, in maniera dura, è il sindaco di Appignano Sara Moreschini, da anni impegnata a far valere le ragioni del territorio su una questione che vede coinvolto il suo comune in maniera più che diretta visto che il sito di Relluce, seppure ricadente dentro i confini ascolani, impatta fortemente sul comprensorio (non solo) appignanese.

«Da qualche tempo, complice anche la pandemia, non si è più parlato seriamente del Piano d’ambito sui rifiuti -continua Moreschini-. Di recente però, la Regione è entrata a gamba tesa comunicando il rischio di commissariamento dell’Ata se il documento non viene approvato entro dicembre. Da qui l’accelerazione e la convocazione tutti i sindaci (per mano del presidente dell’Ata Sergio Fabiani, che è anche presidente della Provincia, ndr) in un periodo però fortemente complicato, dove molti tecnici e amministratori sono ferie. Diciamo che si è trattato di un momento sbagliato per una decisione così importante, non a caso nonostante ci fosse il quorum parte dei sindaci non era presente».

«Per anni il nulla, e adesso in due sedute, con la velocità di chi deve andare ad elezioni (e non ne conosce ovviamente l’esito) che ordina di sbrigarsi, addirittura volevano impedire anche la discussione ai punti e andare subito al voto sia il rappresentante di San Benedetto che quello di Ascoli -attacca ancora-. Si era approvato il preliminare del piano d’ambito nel 2017 dove c’era scritto che i territori dovevano essere coinvolti nella redazione dello stesso, era necessario ascoltare i nostri intendimenti i problemi e le nostre volontà, invece i punti all’ordine del giorno hanno previsto esclusivamente le proposte delle due società Ascoli Servizi Comunali e Picenambiente; la nostra richiesta (Appignano del Tronto, Castel di Lama e Castignano) di valutare insieme la redistribuzione dei carichi ambientali e quindi la condivisione degli impianti su tutto il territorio piceno, non è stata minimamente presa in considerazione. Nessun territorio può essere vocato per sempre alla gestione dei rifiuti, nessuno, è iniquo, scorretto, crudele e scellerato».

Il sito di Relluce

«Alla fine dell’assemblea hanno deciso con nostro voto contrario, per il futuro di tutti -continua Moreschini- L’esito del voto porta ad un piano d’ambito con revamping dell’impianto tmb di Relluce con possibilità di trattamento di rifiuti fino ad 80.000 tonnellate, anche se noi ne produciamo come ambito Piceno circa 30.000 tonnellate, il resto arriverà con i camion da altre provincie e altre regioni».

«Poi, una vasca di ambito nella valle del Bretta di circa 860.000 metri cubi nella valle dei calanchi, e un biodigestore a Relluce per il trattamento della frazione umida che tratta rifiuti ma che il sindaco di Ascoli Fioravanti, oggi, propone come il “Gardaland” della vallata del Tronto, questo perché probabilmente non si rende conto delle difficoltà dei confinanti e della desolazione che hanno creato negli anni accanto alla discarica -continua-. Forse lui a Relluce non ci è mai stato e non capisce che si tratta di una zona martoriata, irrecuperabile, per cui gli abitanti subiscono ancora disagi e problemi»

«La vasca 7 di Relluce non è rientrata nel piano, ma se verrà approvata alla valutazione di impatto ambientale faranno pure quella per rifiuti non pericolosi, sempre provenienti da chissà dove -ribadisce il sindaco Moreschini-. Un voto disastroso che mostra l’anima vera di molti amministratori, cioè di essere ecologisti esclusivamente dentro i propri confini. Tanto Relluce è lontana dalle città e dal naso degli ascolani, molti dei quali non sanno neanche dove si trovi».

«Un presidente dell’Ata inesistente, incapace di gestire l’assemblea e ovviamente la pianificazione e la programmazione di un tema tanto complesso, partiti inesistenti, solo uomini e donne a votare senza condivisione di intenti e con il motto “meglio a casa tua che a casa mia” -è l’amara conclusione-. Ma la partita non è finita, questa decisone non ci fermerà dal lavorare nei tavoli tecnici affinché questi progetti non vengano approvati e siamo pronti anche a fare tutti i ricorsi del caso qualora necessario per far valere i diritti dei cittadini».

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