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Amandola, Jonny Greenwood
al concerto per l’inaugurazione
dell’organo restaurato

EVENTI- Anche il chitarrista dei Radiohead al fianco della coproduzione che ha visto RisorgiMarche, insieme a Comune, Regione e Comitato Arte Pro Arte, impegnati a ripristinare l'antico strumento musicale nella chiesa di San Tommaso. L'evento è stato omaggiato dal musicista inglese con “Fanfara per Amandola”, brano da lui composto ed eseguito con il maestro Maffezzoli
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Con l’inaugurazione del restaurato organo positivo della Chiesa di San Tommaso di Amandola, inserita nel cartellone della quinta edizione di RisorgiMarche, brilla una coproduzione che si inserisce nel solco tracciato dal 2017.

Oltre al maestro Maurizio Maffezzoli, all’iniziativa tenutasi mercoledì sera presso la scalinata del Beato Antonio in piazza Risorgimento, ha preso parte anche Jonny Greenwood, chitarrista dei Radiohead, profondamente legato al territorio fermano e costantemente impegnato nel sostegno alle comunità colpite dai terremoti del 2016.

Per l’occasione Greenwood ha composto “Fanfara per Amandola”, un brano che ha eseguito insieme al maestro Maffezzoli incantando il pubblico presente. Prezioso e ricco di storia, l’organo positivo della chiesa di San Tommaso della società “Artieri” di Amandola è stato portato a nuova vita. Grazie alla sua pregevole fattura, l’organo ha attraversato i secoli giungendo fino a noi. Tutte le operazioni di restauro, oltre che dal contributo del Comune di Amandola, sono state sostenute dalla Regione Marche e dal Comitato Arte Pro Arte che ha creduto in questo intervento fin dal principio avendo il coraggio di scommettere sull’arte e la cultura.

«Un’altra importante pagina di storia dell’entroterra marchigiano è stata scritta grazie alla collaborazione tra RisorgiMarche, Comune di Amandola, Regione Marche e realtà associative come il comitato Arte Pro Arte e la Società degli Artieri di Mutuo Soccorso – tiene a rimarcare Giambattista Tofoni, direttore esecutivo del festival -. Raccogliere l’invito di Arte Pro Arte, insieme a cui avevamo già dato forma a straordinari eventi all’insegna della solidarietà per le aree interne, era per noi un segno di continuità con quanto portato avanti in questi anni.

E il recupero di un organo del XVIII secolo, autentico patrimonio di una città che mostra ancora le ferite del sisma, si inserisce nella nostra visione di una cultura capace di creare occasioni di incontro e di promozione del territorio: è quanto continuiamo a portare avanti con i nostri concerti tra borghi e prati, ed è quanto continueremo a fare sostenendo iniziative di profonda rilevanza storica ed artistica».


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