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Ascoli-Cosenza: partire col piede giusto è sempre incoraggiante

SERIE B - Quattromila tifosi sugli spalti con distanziamento... optional. Tre punti per cominciare bene, ma la squadra è in rodaggio e deve assestarsi. L'avversario? Squadra giovane, inesperta ma con buone individualità di prospettiva
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di Lino Manni

 

Ascoli-Cosenza lontano sì dal “Del Duca” ma… sul divano. Tifosi bianconeri della Tribuna Mazzone allineati e coperti, ovvero tutti seduti ma non certamente a debita distanza. Non si vede una bandiera. La Curva Nord non è inquadrata dalle telecamere di Sky, tuttavia si intravede lo striscione del “Club Costantino Rozzi Montegiorgio” e un bandierone dedicato a “Lu Sik”, ovvero Giorgio Marini, il grande tifoso bianconero scomparso qualche tempo fa.

Però non manca il tifo, anche se per questa volta non è organizzato. Dagli spalti si sentono cori, grida e incitamenti alla squadra di Sottil, e non manca il “campanaccio” della supertifosa Palma. Il contorno sonoro e le presenze fisiche (quasi 4.000 spettatori), dopo tanto tempo, ci sono.

Insomma un buon esordio che coincide con tre punti in classifica. Ascoli primo dopo 90 novanta minuti di campionato ma, per favore, guai a parlare di Serie A.

Una vittoria senza particolari emozioni sui calabresi. Di tiri in porta se ne sono visti davvero pochi. Leali inoperoso, mentre il collega del Cosenza si è fatto infilare sul suo palo da Bidaoui: buon per il Picchio.

Partire con il piede giusto è sempre incoraggiante. La squadra è ancora in rodaggio e dare giudizi dopo soli novanta minuti non è proprio il caso.

In effetti il Cosenza, ancora in fase di allestimento, è poca cosa. Squadra giovane e inesperta con qualche individualità di prospettiva (Florenzi e Gori). Tra i bianconeri ha fatto la sua (solita) bella figura Fabbrini uno che sa dare del tu alla palla.

Nulla da dire sul reparto difensivo, mai impegnato a dovere, dove ha fornito una buona prova Baschirotto. Centrocampo ancora macchinoso, ma è ancora in rodaggio. Davanti Bidaoui si è visto poco, ma ha segnato il gol decisivo. Dionisi, da buon capitano, spinge urla e sbraccia ed è sempre uno spauracchio per gli avversari.

Sottil, sempre in piedi, ha  gesticolato e gridato per 93 minuti: alla fine ha avuto ragione lui.

Chiudo la tivù e mi tuffo sui social, dove non esistono freni: più la dici grossa e più… le prendi. Alla prossima.


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