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Elezioni, terremoto in casa Pd:
Marini e il circolo nord
si schierano con Canducci

SAN BENEDETTO - Dopo aver aspramente criticato la scelta del partito di non aver sostenuto con forza l’alleanza di centrosinistra con a capo Francesca Pulcini, il segretario della sezione locale dei dem ufficializza la sua candidatura nei “Democratici per Canducci”, confluendo nella lista dei dissidenti a sostegno del leader dei Verdi. «Il vero Partito Democratico è qui»
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di Federico Ameli

La notizia era nell’aria già da qualche giorno, con le dichiarazioni rilasciate all’indomani del fallimento della grande alleanza elettorale di centrosinistra guidata dalla responsabile regionale di Legambiente Francesca Pulcini che non lasciavano presagire nulla di buono per il Partito Democratico sambenedettese in vista delle prossime elezioni del 3 e 4 ottobre.

Dopo un paio di settimane di botta e risposta a distanza tra il segretario comunale Claudio Benigni e gli altri vertici locali dei democratici, alla fine è arrivata l’ufficialità: il circolo nord di San Benedetto sosterrà la candidatura di Paolo Canducci, con il segretario Alessandro Marini pronto a scendere in campo in prima persona nella lista dei “Democratici per Canducci” disertando così la causa di Aurora Bottiglieri per abbracciare quella del leader dei Verdi.

Alessandro Marini

«Il circolo nord – spiega Marini – ha approvato a maggioranza un documento con il quale delibera di sostenere la candidatura di Paolo Canducci a sindaco di San Benedetto. Si è arrivati a questa importante decisione dopo aver constatato che l’attuale dirigenza, dopo mesi di continui rinvii, accuse, boicottaggi, non ha mai voluto perseguire la strada di un percorso unitario, trincerandosi dietro uno scaricabarile continuo.

È davvero assurdo che un grande partito come il Pd abbia scelto di nascondersi invece di trovare il coraggio di fare scelte innovative e mettersi nella posizione che più gli compete, ovvero quella di perno di una coalizione di centrosinistra. Sarebbe infatti spettato alla prima forza del centrosinistra un atto di responsabilità e una forte azione politica, soprattutto alla luce della piena disponibilità dimostrata dal Movimento 5 Stelle e dai suoi alleati, cui mi sento di riconoscere il tentativo di aver cercato di percorrere la via unitaria fino all’ultimo».

Con il Pd fermo sulle sue posizioni e la coalizione di centrosinistra naufragata ancor prima di vedere la luce, è stato dunque Marini a cambiare rotta e a compiere così per primo “l’atto di coraggio” che lui stesso aveva chiesto invano al suo partito all’indomani della fallimentare riunione dello scorso 16 agosto, nel corso della quale l’assenza di Paolo Canducci al tavolo delle trattative aveva peraltro contribuito in maniera decisiva a far saltare l’accordo.

Una scelta, quella di Marini, che negli ambienti di centrosinistra farà senza dubbio discutere, dato che in quell’occasione, oltre ad accusare il segretario Benigni, il rappresentante del Pd aveva espressamente criticato anche la condotta dello stesso Canducci, reo di aver giocato sul filo dell’ambiguità un «rimpiattino che di certo non ha contribuito a creare lo spirito unitario che sarebbe servito».

Paolo Canducci

«Contestualmente – prosegue il segretario del circolo nord – nel documento del circolo nord si chiede a me un impegno forte e in prima persona nelle liste di Paolo Canducci, così come già fatto da tante compagne e tanti compagni tuttora iscritti al Partito Democratico. Mi sono preso qualche giorno di riflessione, ma il confronto avuto con tante persone in questi giorni mi ha spinto a sciogliere ogni riserva e a confermare un mio impegno.

Più di una volta mi sono pubblicamente espresso per una scelta unitaria, che sapesse racchiudere tutto il centrosinistra dietro una guida di sintesi. Al di là delle strumentalizzazioni non ho mai avuto intenzione di rottamare nessuno, perché non ho nulla contro la figura di Aurora Bottiglieri. La reputo una buona candidatura e una persona di indubbio valore, che però non è mai riuscita ad aggregare attorno alla sua figura quel consenso necessario a vincere queste elezioni».

Con i democratici sambenedettesi costretti a presentarsi all’appuntamento elettorale senza il sostegno del circolo nord, si attende ora la reazione di Benigni e dei vertici del partito, chiamati a gestire una crisi che, a poco più di un mese dalle urne, rischia di compromettere le chance del Pd alle prossime comunali.

Claudio Benigni

«Non è stato Alessandro Marini a disconoscere il Partito Democratico – precisa il segretario del circolo nord – ma il partito locale a sconfessare e ignorare quello nazionale. Sulle minacce di espulsione pure ventilate in questi giorni, con il segretario comunale che non riesce a trovare il coraggio neppure per prendere una posizione chiara in questo senso, non intendo commentare: in questi mesi il Pd locale a tutto ha pensato fuorché alla città e ai suoi cittadini. Per tutto il resto, valuteranno gli organismi preposti.

I compagni di strada saranno quelli di sempre, così come il candidato sindaco è un pezzo importante del centrosinistra di questa città, una figura di grande esperienza amministrativa, la persona giusta per rimettere in piedi San Benedetto dopo il disastroso quinquennio di Pasqualino Piunti. Con ogni probabilità il nuovo sindaco sarà scelto al ballottaggio: il mio auspicio è che almeno al secondo turno si possa trovare quell’unità che sin qui purtroppo è mancata.

Non ci sarà il simbolo del Pd – conclude – ma mi sento di dire che il vero Partito Democratico è qui e che da qui ripartirà quando si tratterà di discutere cosa vorremo essere come singoli e come forza politica. La battaglia, lo so bene, sarà dura, ma se non avessi avuto intenzione di combattere in vita mia non avrei mai cominciato a fare politica».

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