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Stato di agitazione in Area Vasta 5,
Usb: «Presidio davanti al Mazzoni»

ASCOLI - La manifestazione di protesta è indetta per l'1 ottobre, alle ore 11,30. Tra le motivazioni: la discriminazione salariale dei lavoratori, rispetto ai colleghi delle Marche, la mancata riapertura di alcuni reparti e di certezze sulla proroga dei contratti in scadenza
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L’ospedale “Mazzoni” di Ascoli

Dopo numerosi incontri con l’Asur Marche e l’Area Vasta 5 (l’ultimo risale al 27 settembre), l’Usb comparto Sanità del Piceno ha indetto una manifestazione di protesta, programmata per  l’1 ottobre, alle ore 11,30, davanti all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli.

L’organizzazione sindacale lamenta che i i lavoratori di Area Vasta 5 sono «discriminati rispetto a tutti gli altri lavoratori Asur». 

E chiede la «riapertura reparti chiusi con un piano di assunzioni stabili e proroga precari».

Nella nota in cui viene annunciato il presidio, Mauro Giuliani non risparmia le altre organizzazioni sindacali:

«In data 27 settembre si è svolta trattativa tra Asur, Area Vasta 5 e Rsu. Una data che segna la vergogna della sottoscrizione definitiva della maggioranza Rsu, delegati eletti nelle liste Cisl Cgil Nursind Fials e Asur che ha sancito che i lavoratori Area Vasta 5 sono figli di un Dio minore rispetto agli altri lavoratori Asur ».
Tra le recriminazioni, l’assegnazione del Peo 2019, la richiesta non soddisfatta di conoscere i fondi residui 2019 e 2020, le premialità Covd .

Inoltre, sull’accordo economico 2021, «abbiamo fatto presente – si legge ancora nella nota Usb – che non c’erano le condizioni minime per sottoscriverlo dato che non era presente una opportunità che il Ccnl ci fornisce: l’uso delle risorse economiche per aumentare sostanzialmente le indennità notturna, festiva e di reperibilità colpevolmente ferme da oltre 20 anni»

Risposte anche su assunzioni stabili, proroga dei contratti in scadenza«promessa ma solo fino al 31 dicembre»–  «riapertura dei reparti ancora chiusi e di informare la Rsu in maniera dettagliata rispetto allo sforamento di oltre 28 milioni di euro nei primi sei mesi 2021».

«Denunceremo il fatto, ancora una volta, all’assessore alla Sanità della Regione Marche».


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