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Ascoli celebra
il grande “Toro Day”
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ASCOLI - Sul campetto dell’oratorio dei Frati Cappuccini la grande festa in onore di Giuliano “Toro” Torelli. Uno dei miti viventi del calcio ascolano. L’affetto di tanti ex compagni di squadra riuniti per l’occasione ripercorrono l’arco di sessant’anni di calcio cittadino
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Giuliano Torelli

 

di Walter Luzi

 

Giuliano Torelli, ottantaquattro primavere e lo stesso cuore di eterno ragazzo. Lo hanno festeggiato tanti amici, quasi tutti ex compagni di squadra, su un campo di pallone. La location più adatta, per uno dei miti viventi del calcio ascolano. A Borgo Solestà, nel quadro dei festeggiamenti di San Serafino da Montegranaro, il frate cappuccino semianalfabeta ma di smisurata fede, che in questo quartiere vanta folte schiere di devoti.

Un triangolare di calcio a otto un po’ speciale, riservato ad over irriducibili fra i sessanta e i …novant’anni. Sono pochissimi i più giovani … infiltrati under 60. Ma tutti, indistintamente, grandi amici ed estimatori di Giuliano Torelli. Che scende in campo anche lui. Scarpini che non troveranno mai il chiodo per essere appesi, e casacca giallorossa ufficiale della Pro Calcio.

Scambia la fascia di capitano durante i tanti cambi, di necessaria e comprensibilissima frequenza, con Gabriele Cinelli. Un altro personaggio senza tempo del calcio ascolano. E’ suo cugino, nonchè ispiratore ed organizzatore della fantastica reunion. Grande Toro c’è scritto su tutte le maglie. Hanno colori diversi: giallorossa quella della Pro Calcio, arancione quella dell’Elettrocarbonium, bianca quella dell’Ascoli. Le tre squadre, fra le tante con cui Torelli ha militato, che ha amato di più. Un amore sempre ricambiato. Giovanissimo talento nella Del Duca Ascoli degli anni Cinquanta e Sessanta, quando i suoi tifosi segarono le porte del campo “Squarcia” in segno di protesta per la sua esclusione dalla formazione.

L’indiscrezione trapelò alla vigilia della partita interna contro la Lucchese. Mister Mezzadri avrebbe fatto esordire il nuovo acquisto, Carlo Mazzone, al suo posto. Il raid notturno, seghe alla mano, firmò in maniera eclatante e senza precedenti, l’affetto e la stima infinite degli sportivi ascolani verso di lui.

Nella Pro Calcio, già di Gabriele Cinelli in veste di factotum, era nato calcisticamente, e tornerà a giocare a lungo sotto la presidenza illuminata di Nazzareno Agostini. L’Elettrocarbonium gli diede invece, ormai giunto a fine carriera semi-professionistica, con il posto di lavoro, la sicurezza economica per la sua famiglia. La gratitudine per Giuseppe Mascetti, che lo volle nella sua grande Elettro, e che stravedeva per lui fin da ragazzini, non gli è venuta mai meno. Con Cinelli che tentò nell’occasione, scherzosamente come suo solito, antesignano dei moderni procuratori, di alzare la posta nella “trattativa”: «Se Mascetti vuole il tuo cartellino, ci deve dare un capannone!».

Vecchie storie del calcio dilettantistico ascolano. Quando sotto le maglie, sulla pelle fiorivano i brividi e non i tatuaggi. Quando i terreni di gioco non erano biliardi in sintetico ma superfici da domare insieme al pallone. Come questo di oggi. Più fango e buche fra i disordinati ciuffi d’erba, sotto la pioggerellina che fa capolino leggera, senza però riuscire a rovinare la festa. Tutto quanto fa riassaporare profumi antichi a questi evergreen. Un tempo questo terreno era un orto coltivato dai frati del convento, che è antico anche lui. Risale al 1600.

Padre Fedele, il Superiore ci spiega: «Questa non è una parrocchia. E’ un santuario. I frati oggi siamo rimasti in pochi, e così questo spazio abbiamo preferito regalarlo ai giovani, ricavandoci il campetto di calcio. Hanno così bisogno di ritrovarsi, e trovare la loro via nella vita».

I bambini sono venuti anche oggi e approfittano degli intervalli delle partitine di questi intrusi, altri bambini come loro, solo un po’ cresciuti, per fare due tiri in porta. Si stringono anche loro intorno a Giuliano Torelli, maestro di calcio e, soprattutto, di vita per una foto ricordo. Un modello di esempio per riuscire a trovare sé stessi, e la propria strada nella vita, come sogna padre Fedele.

A bordo campo l’ex arbitro Mimì Morganti fischia con la stessa autorità di una volta. Cinelli non fa mancare mai le sue battute fulminanti, e i suoi divertenti siparietti. L’impegno di tutti è massimo, e anche la preoccupazione per ossa artritiche e muscoli semi atrofizzati. Domani si passa tutti in farmacia. Sicuro. Ma il gusto di esserci valeva qualsiasi prezzo. A bordo campo, dove trovano posto anche le bacheche con le foto della lunghissima carriera calcistica di Toro, si applaudono generosamente gli intrepidi. Sono venuti a salutare Giuliano anche tanti vecchi camminatori, appassionati di trekking, suoi compagni in mille escursioni sulle nostre montagne.

Ci sono l’assessore comunale allo sport Nico Stallone, e tanti ex di tutte le squadre calcistiche cittadine. Li guida Orlando Nardi, che ha superato abbondantemente le novanta primavere, ma non molla mai. Il triangolare se lo aggiudica la Pro Calcio, ma non si vince niente. La classifica finale è solo un pretesto per alimentare gli scherzosi sfottò incrociati di rito. Ci voleva questa giornata, questo Grande Toro Day, su questo campetto dei frati Cappuccini per tornare, tutti insieme, oggi, indietro nel tempo.

 

LA FOTOGALLERY DEL “TORO DAY”

TORO AI TEMPI DELLA “DEL DUCA ASCOLI”

Giuliano “Toro” Torelli, una serata per celebrare il mito del calcio ascolano


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