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Le voci dei manifestanti:
«Il Green Pass è un ricatto,
il Governo non ci fa lavorare»
(Foto)

ANCONA - Pensieri e parole dei lavoratori che questa mattina si sono ritrovati in via Mattei e provenienti da ogni zona delle Marche. Un'imprenditrice di Porto Sant'Elpidio, arrivata con un suo dipendente: «Dobbiamo difendere i diritti di tutti»
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Lavoratori Fincantieri in via Mattei

«Il Green Pass è la scelta scellerata di un Governo che non ci fa lavorare».

«È un ricatto bello e buono».

«I principi costituzionali sono messi a repentaglio da leggi discriminatorie».

Sono le voci dei manifestanti che questa mattina hanno partecipato al presidio – apolitico e apartitico – che ha preso corpo lungo via Mattei. Sono arrivate persone da tutte le Marche, famiglie intere, imprenditori, non solo lavoratori della realtà portuale.

Sylvie Bourdin, parigina, è venuta da Porto Sant’Elpidio, dove gestisce un’azienda di moda. Con lei, il marito e un suo dipendente: «Ci tenevamo ad essere qui perché è indispensabile difendere la libertà di tutti e la libertà di lavorare, per la quale è una vergogna chiedere il Green Pass. Tutto il popolo – ha detto  – dovrebbe essere contro queste leggi anticostituzionali. Dobbiamo lottare tutti». Marco Verdenelli, operaio Crn: «L’obbligatorietà del Green Pass  toglie le libertà fondamentali dei cittadini e dei lavoratori. La protesta è unita a quella del porto di Trieste per far eliminare la Carta Verde. Siamo in sciopero fino al 20 ottobre».

Al presidio c’era anche Gabriele Menotta, autista Conerobus: «Riteniamo che la legge per l’obbligatorietà del Green Pass abbia uno sfondo di illegittimità. Ci impedisce di lavorare. Lo stipendio se non si va al lavoro non c’è? Secondo noi è il meno. Siamo qui perchè riteniamo il Green Pass un ricatto bello e buono, non ci piace la china del Governo». Al megafono si sono susseguiti vari e brevi interventi. Un ristoratore ha ritenuto la certificazione verde «la scelta scellerata di un Governo che non ci fa lavorare». E ancora, un altro intervento: Nessuna bandiera politica ci rappresenta (c’era solo il tricolore, ndr). Siamo tutti uniti da principi costituzionali messi a repentaglio da leggi discriminatorie. I palazzi dei poteri si muovono per interessi diversi da quelli del popolo».

Attorno a mezzogiorno, il presidio di via Mattei si è spostato verso gli Archi, passando dal bypass della Zipa.

(fe.ser)

 

 


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