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L’Uplea riparte dopo il Covid
Laganà: «Ridurre il divario
tra le generazioni»

ASCOLI - Era dal marzo del 2020 che non teneva più corsi in presenza. Una realtà che non ha solo scopo didattico e sociale ma che organizza conferenze, pubblicazioni, mostre, escursioni. La sigla sta per Università Itinerante Popolare del Tempo Libero e della Libera Età. L'intervista al presidente
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di Gabriele Vecchioni

 

Dopo un lungo periodo di “letargo” per la pandemia di Covid-19, l’Uplea (Università Itinerante Popolare del Tempo Libero e della Libera Età) riapre i battenti. Era un ritorno atteso (e richiesto) dai tanti che hanno approfittato dell’occasione culturale offerta dai suoi corsi a prezzi contenuti ma sempre di livello. Abbiamo incontrato il presidente dell’associazione, Franco Laganà, personaggio conosciuto ad Ascoli, anche grazie ai suoi trascorsi sociali (è stato assessore alla Cultura e presidente della sezione ascolana del Club Alpino).

Franco Laganà

Prima delle domande, Franco, ricordiamo che tu sei presidente dell’Uplea (Università Popolare Itinerante del Tempo libero e della Libera Età) e dell’Auser di Ascoli Piceno (autogestione dei servizi e la solidarietà), due associazioni da tempo attive nel Piceno e non solo. L’Uplea è una realtà presente ormai da più di quindici anni sul territorio dove ha saputo ritagliarsi un suo spazio, grazie alla formula agile (corsi brevi e poco costosi) e stimolante (ampio ventaglio di proposte).

«L’Uplea è una delle 25 associazioni affiliate all’Auser Provinciale di Ascoli Piceno insieme ai tradizionali circoli ricreativi, dove le persone possono incontrarsi per socializzare e vincere così la solitudine, una condizione in cui purtroppo si trovano a vivere molte persone anziane. L’Uplea è un’università popolare – una delle tre affiliate all’Auser che operano nella nostra regione – che si pone l’obiettivo di stimolare le attività nell’ambito conosciuto come apprendimento permanente: con la partecipazione ai corsi in programma si mantiene una vivacità culturale in ogni età. Tra l’Uplea e i circoli Auser si è instaurato un proficuo rapporto di collaborazione, ne è un esempio il progetto Volontariato cultura ambiente per ripartire, composto da 15 attività realizzate con chi è rimasto nei luoghi danneggiati dal terremoto del 2016 e al quale hanno partecipato circoli Auser delle tre province marchigiane colpite dal sisma, con l’Uplea come capofila».

Tutto pronto per iniziare. Una delle aule presso l’ex-Dispensario

Abbiamo detto che l’Uplea riprende l’attività dopo un periodo di inattività per la pandemia. Con quali prospettive? Cosa ti aspetti?

«In pratica, dal marzo 2020 abbiamo dovuto sospendere i nostri corsi in presenza. Si è cercato di completarne alcuni in videoconferenza, ma non è la stessa cosa, ne soffre la didattica ed è precluso il contatto fisico tra persone che resta fondamentale per le nostre iniziative. Abbiamo però fatto esperienze nuove, come un corso (sempre in videoconferenza) con il quale sono state formate persone sull’uso dello smartphone, così poi da insegnare agli altri soci, in presenza, tante applicazioni utili, per esempio come saper accedere ai vari servizi pubblici. L’obiettivo è quello di ridurre il divario di conoscenze tra generazioni che in ambito informatico è diventato un abisso. Le prospettive iniziali dell’Uplea sono quelle di riprendere gradualmente i corsi in presenza, ovviamente in sicurezza, così da vincere i timori e tornare a stare insieme. Abbiamo quindi predisposto il programma dell’Anno Accademico 2021-22 e aperto le iscrizioni. Ripartiamo!»

Ricordo che, nel corso dell’anno, le attività didattiche dell’Uplea, secondo tradizione, saranno integrate da conferenze, pubblicazioni, mostre, escursioni, visite d’istruzione e gite…

Uno dei laboratori (foto pre-Covid-19)

«Normalmente era così, in passato ne abbiamo fatte tante di iniziative e torneremo di nuovo a farle, ma con gradualità. Un’iniziativa imminente, già c’è: insieme al Comune di Ascoli ricorderemo la poetessa Lea Ferranti con l’intitolazione del chiostro di Sant’Agostino, nel corso della quale distribuiremo un volumetto con una selezione di scritti e poesie di Lea dedicate alla sua amata città».

Posso confermare che la voglia di ripartire c’è. Il desiderio di partecipazione è un fiume carsico che, a lungo nascosto, riaffiora. Sulla pagina social (Facebook, per intenderci) dell’Uplea, quasi “ferma” da tempo, molti hanno continuato a mettere “mi piace”, come per richiamare in vita le attività sopite.

«È una cosa che fa piacere, vuol dire che i nostri associati non si sono dimenticati di noi e hanno ancora voglia di studiare e, soprattutto, di tornare a stare insieme».

Uno degli incontri (Case SAE di Pescara del Tronto) del Progetto Auser

L’Uplea lamenta la scomparsa di alcuni suoi elementi rappresentativi…

«Purtroppo, prima del Covid avevamo perso Marco Straccia e il professor Roberto Buondi, due persone che avevano contribuito in modo determinante alla nascita e all’affermazione dell’Uplea. Adesso ci ha lasciati improvvisamente il dottor Ettore Palestini che teneva un apprezzato corso di antropologia. Avremo modo di ricordarlo con un’iniziativa specifica».

Qualche parola, ora, su un’altra attività, quella di presidente dell’Auser, un’associazione di volontariato e di promozione sociale, impegnata nel favorire l’invecchiamento attivo degli anziani e la valorizzazione del loro ruolo nella società. È una battaglia culturale a favore dei “cittadini invisibili” perché non più produttivi: in una “società dello scarto” come la nostra…

Per iniziativa dell’Uplea in collaborazione con l’amministrazione comunale, il chiostro di Sant’Agostino sarà intitolato alla poetessa Lea Ferranti

«Molte attività che portiamo avanti come Auser sono tipiche delle organizzazioni di volontariato. Abbiamo convenzioni con diversi comuni che riguardano il trasporto sociale, i nonni vigili, la cura del verde, l’accompagnamento negli scuolabus. Insomma, cerchiamo anche di renderci utili. Ci sono tante iniziative portate avanti dai nostri circoli diffusi nel territorio provinciale e ben inseriti nel tessuto sociale sia nelle città più grandi, come Ascoli e San Benedetto, sia nei piccoli borghi collinari e montani. Abbiamo utilizzato il periodo di sosta forzata per il Covid-19 per far iscrivere i nostri circoli ai registri regionali di organizzazioni di volontariato e di promozione sociale, così da diventare Enti del Terzo Settore una volta che sarà attivo il Registro Unico Nazionale. Adesso siamo nel pieno della fase congressuale che si svolge ogni quattro anni e che non poté essere fatta lo scorso anno. Dopo i congressi di circoli, si è svolta la fase provinciale, nel corso della quale i rappresentanti dei circoli hanno finalmente potuto dibattere insieme e si sono approvati i documenti congressuali che trattano di temi generali come la crisi del welfare, messo a dura prova dalla pandemia, la riforma del terzo settore e il progetto sociale dell’Auser. Per la fase conclusiva, ci aspettano i congressi regionali e nazionali».

Laganà e il nuovo direttivo Auser Ascoli Piceno

C’è sinergia tra le proposte dell’Uplea e quelle dell’Auser…

«C’è un settore – diretto a livello nazionale da Fabrizio Dacrema – che si chiama Auser Cultura e consiste in una rete nazionale dell’apprendimento permanente, con diramazione nei luoghi dove operiamo, che ha l’obiettivo di promuovere l’integrazione territoriale dell’offerta formativa e culturale attraverso il coinvolgimento delle università popolari e dei circoli ricreativi che si sono attivati per favorire la partecipazione dei cittadini di ogni età alle iniziative di apprendimento permanente. Accanto a questa rete ne stanno per nascere altre, dedicate ad altre due in aree dove l’Auser è da anni impegnata: benessere-salute-comunità e volontariato civico di comunità».

Ricordiamo anche la trasmissione da te condotta sulle onde di Radio Ascoli. In “Diari di vetta” tu apri una finestra sul territorio…

«Su questo sei un buon maestro, visto che hai realizzato tante bellissime guide sul nostro territorio insieme a Narciso Galiè, altro nostro docente nell’apprezzato corso di Ambiente e territorio. La trasmissione “Diari di vetta” va in onda dal 2010 nel periodo ottobre-giugno, ogni primo e terzo giovedì del mese, e affianca gli articoli quindicinali pubblicati nell’edizione cartacea ed ora on line del periodico “La Vita Picena” che riguardano gli itinerari piceni alla scoperta del nostro territorio… che non si finisce mai di conoscere».

La copertina dell’ultimo numero della rivista Itinerari

 

Torniamo (per concludere) all’Uplea. Una nuova sede, nuovi corsi, nuove prospettive…

«Al momento abbiamo dovuto rinunciare all’utilizzo pomeridiano delle aule scolastiche, prima a causa del terremoto che ne ha reso inagibili alcune e poi per la pandemia che non ne agevola l’uso promiscuo. Per fortuna ci sono venuti incontro il Comune di Ascoli e l’Università di Camerino che ci hanno permesso l’uso temporaneo di un piano dell’ex dispensario. Speriamo di trovare una collocazione definitiva che ci permetterebbe di programmare meglio le nostre attività anche con nuovi corsi. Di idee ne abbiamo, ma non possiamo fare il passo più lungo della gamba, dipende dagli spazi e anche dai docenti disponibili che sono tutti volontari, il nostro vero valore aggiunto».

L’Uplea ha promosso la realizzazione di opere a stampa, riviste e volumi, frutto della passione e dedizione di suoi iscritti. Uno dei punti forti di queste pubblicazioni è l’analisi del territorio. Riporto una tua frase relativa a quest’ultimo aspetto: «Diverse pagine sono occupate da articoli dedicati alle bellezze del nostro territorio: viviamo in una città d’arte immersa in un paesaggio di fascino straordinario, la cui conoscenza va continuamente approfondita e alimentata».

«Segnalo anche che la rivista Itinerari, attraverso la quale diffondiamo il programma dei corsi, che propone articoli dei nostri docenti su tanti aspetti della nostra città e del territorio circostante che sono argomento dei nostri corsi. Se le risorse ce lo consentiranno, ho in mente di incrementare le uscite annuali».

Grazie Franco, per la disponibilità e la chiarezza delle risposte. Un auspicio: che le attività dell’Uplea possano aver successo e attirare vecchi e nuovi soggetti interessati a partecipare al progetto.

Il manifesto che annuncia la ripresa delle attività dell’Uplea


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