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«Il saltarello,
tradizione marchigiana»:
approvata la legge in Regione

L’ATTO è stato proposto dalla Lega e in particolare dal consigliere Antonini: «Nel riconoscimento dell’eccellenza lavoriamo per trasformare in opportunità le nostre radici marchigiane»
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ANTONINI-GRUPPO-SALTARELLO

I consiglieri regionali di Lega e FdI con alcuni rappresentanti delle associazioni

 

Approvata dal consiglio regionale la legge per valorizzare il saltarello, tradizione connotante delle Marche. Obiettivo: sviluppare un ulteriore canale promozionale della regione come fatto dalla Puglia con la pizzica salentina. Porta la firma della Lega con Andrea Maria Antonini, consigliere regionale e presidente della 3° Commissione Ambiente e Territorio e ha ricevuto il tributo di alcune associazioni che tengono viva la tradizione con un flash mob praticamente in diretta.

«Non abbiamo solo approvato una legge regionale: nel riconoscimento dell’eccellenza lavoriamo per trasformare in opportunità le nostre radici marchigiane – spiega Antonini – È dimostrato che una politica culturale attenta e che investe con pazienza sul binomio tradizione e formazione determina un forte riscontro turistico ed occupazionale. La legge sul saltarello è un ulteriore segnale che unire le tipicità immateriali a quelle materiali è la strada per tramandare, connotare e rilanciare».

«Il saltarello non è solo una danza tradizionale: è un rituale che evoca quella socialità attiva e quella mutua solidarietà di cui nelle nostre comunità grandi e piccole sentiamo, purtroppo, la mancanzaaggiunge il capogruppo della Lega Renzo MarinelliI marchigiani ci hanno dato il mandato di muoverci, pur tra i rituali della politica, come un unico corpo espressione della comunità regionale in tutte le sue sfaccettature proprio come fanno i danzatori di saltarello.

Un anno esatto dopo aver ricevuto questo mandato rinnoviamo quindi anche simbolicamente il nostro impegno con una legge dalla forte componente identitaria».


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