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Da 5 anni in viaggio
con due asinelli,
Helena e Carlo
arrivano nel Piceno
Storie di vita lontano dalla frenesia
(Foto e video)

FOLIGNANO - Lei svedese, lui ligure, si sono conosciuti nel 2016 e da quel momento hanno fatto del cammino e della lentezza il modo per riscoprire un'esistenza diversa. Centinaia di chilometri in compagnia di Tony ed Auroralba, poi la sosta forzata in Puglia a causa del Covid ed ora la risalita dello Stivale. Attualmente si trovano a Piane di Morro. Il racconto toccante di chi li ha conosciuti ed ospitati
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Helena e Carlo con i loro asinelli di passaggio tra Marche e Abruzzo

di Luca Capponi 

Se chiedi a loro ti rispondono con parole che tutti, in linea di principio, dovremmo riscoprire. Anche se a volte siamo bravi solo a dirlo. Loro invece, seppure in modo un po’ particolare, lo stanno facendo. Tanto di cappello. Lentezza laddove regna la frenesia, riscoperta e dialogo in un’epoca dove a farla da padrone è la superficialità.

Gioia, Davide, Helena, Carlo e Gabriele

«È un cammino lento in tempi in cui tutti siamo costretti a correre. È un modo di vivere lontano dal caos, assaporando ogni attimo, ogni esperienza, ogni persona. Il nostro motto è “un attimo, sto arrivando…”».

Con Helena e Carlo, 50 anni, lei svedese di Goteborg e lui ligure di La Spezia, ci sono anche due asinelli (Tony e Auroralba) e un bel cane. Camminano insieme dal 2016 dopo essersi conosciuti qualche anno prima, essersi innamorati ed aver mollato il lavoro che li vedeva entrambi impegnati nello spettacolo dal vivo.

Da quel momento, missione ben chiara: percorrere dieci chilometri al giorno per spostarsi e compiere un viaggio che non è solo migrazione “fisica”, ma moto dell’anima.

In viaggio con la guida speciale Gioia

In queste ore Helena e Carlo si trovano nel Piceno, a Piane di Morro (Folignano), dopo avere percorso centinaia di chilometri dalla Liguria fino alla Svezia e poi giù di nuovo verso la Puglia, dove sono rimasti fermi per un anno a causa del Covid. Ora la risalita dello Stivale.

«Hanno suonato al mio campanello giovedì scorso, e mai avrei immaginato di vivere un’esperienza del genere», racconta Gabriele Centioli, che vive con la famiglia a Santa Croce di Civitella, provincia di Teramo al confine con le Marche.

«In quel momento non ero in casa ma dalla telecamera ho visto una ragazza che si avvicinava con le borse e un asinello e mi sono detto “ma chi è?” -continua Gabriele-. Hanno chiesto solo un po’ di fieno per gli asini ed il permesso di accamparsi proprio di fronte a noi e glielo abbiamo ovviamente concesso».

Difficile resistere alla cucina di Enrica

«Ho avuto modo di conoscerli ed è stato davvero emozionante -va avanti-. Parlando con loro è come scoprire un mondo fatto di esperienze intense, quasi filosofiche. Hanno passato qualche giorno qui giocando con i miei figli Davide e Gioia, trascorrendo del tempo con loro, facendogli scoprire i segreti degli animali e della natura, aiutandoli nei compiti. Poi durante i pasti stavamo tutti insieme e, di sera, raccontavano le loro avventure, prima di tornare a dormire in tenda. Sono una coppia bellissima, molto innamorata, di un’educazione straordinaria».

«Sono rimasti più del previsto sotto nostra insistenza, ed anche perché conquistati dalla cucina di mia madre Enrica, tra ceppe e gnocchi -racconta ancora Gabriele-. Al momento dei saluti, dopo quattro giorni, è stato difficile non commuoversi. Allora, al momento di partire, hanno deciso fare una sorpresa a mia figlia e di presentarsi a scuola per conoscere e salutare tutti gli altri bambini, entusiasti di ascoltare come si fa, ad esempio, a interagire con un asinello».

Davide con uno dei due asini

«Tra gli insegnamenti che mi hanno lasciato ce n’è uno in particolare -conclude-. A far rumore sono sempre le brutte notizie, mentre chi accoglie, offre un pasto caldo e dà ospitalità senza chiedere nulla in cambio lo fa in silenzio. Helena e Carlo mi hanno assicurato che ci sono tante persone così intorno a noi. Ed io ci credo. Mi ritengo fortunato che abbiano suonato proprio al mio campanello qualche giorno fa».

Alla fine la domanda non può che essere: ma Helena e Carlo, adesso, dove sono diretti? Quesito banale, probabilmente, e poco utile a capire il messaggio insito in ciò che stanno facendo. E poi, a dirla tutta, neanche loro lo sanno. Forse tornano in Svezia. Forse no. Decidono volta per volta. Perché non conta tanto dove vai. Ma con che anima ci vai.

Difficile salutarsi alla fine

L’incontro fuori dalla scuola

Tony e Auroralba


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