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Rifiuti, Fioravanti non convince
i contestatori: «Solo un pretesto
per tornare a Relluce»

ASCOLI - I rappresentanti del comitato Aria Pulita di Villa Sant’Antonio esprimono le proprie perplessità sulle reali finalità dell’assemblea pubblica di lunedì 26 ottobre. Nel mirino il primo cittadino, «paladino dell’ambiente» accusato di non essersi preso cura della salute dei cittadini
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Dopo l’assemblea pubblica promossa nella giornata di ieri, lunedì 26 ottobre, dal sindaco Marco Fioravanti per illustrare la sua posizione sull’ormai noto piano d’ambito Ata, è il turno delle associazioni ambientaliste che a vario titolo hanno fatto sentire la propria voce nel dibattito andato in scena nella sala della Ragione di Palazzo dei Capitani esprimere le loro sensazioni su un confronto piuttosto animato dal quale, purtroppo, non sembra essere emersa alcuna soluzione concreta per il territorio.

Alcuni manifestanti in piazza del Popolo

«È chiarissimo – sostengono i rappresentanti del comitato Aria Pulita di Villa Sant’Antonio – che l’unico scopo del sindaco è portare tutto a Relluce, sia il mega biodigestore che la nuova vasca 7, utilizzando la protesta contro la delibera Ata per tornare al suo progetto originario dove a guadagnare è Ascoli Servizi.

Oltre ad autoincensarsi come paladino dell’ambiente, a conti fatti non ha esposto nessuna iniziativa concreta e, anzi, non ha voluto nemmeno prendere in considerazione le proposte avanzate da 19 comitati da tutta la provincia. In sintesi, da qui parte la campagna del comune di Ascoli per riaprire Relluce».

Il sindaco Fioravanti

Le associazioni e i comitati, però, non ci stanno. «Ci batteremo in modo netto contro questa ipotesi – confermano i membri di Aria Pulita – come abbiamo sempre fatto per difendere il nostro territorio, la nostra salute, il nostro futuro.

Ricordiamo poi che il difensore dell’ambiente e della salute dei cittadini non ha mai speso mezza parola sulla questione del depuratore che ammorba la vita di Villa Sant’Antonio, frazione del comune di Ascoli Piceno, né ha mai fatto alcunché nemmeno a fronte dell’ordine inviatogli dall’Asur che imponeva al sindaco un intervento urgente a difesa dei cittadini. Silenzio, omissioni di atti dovuti e totale indifferenza nei confronti dei suoi amministrati».

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