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Omicidio di Rosina, interrogato il nipote:
Enea nega di aver ucciso
e punta il dito verso il nonno

ENEA Simonetti ha negato il suo coinvolgimento nel delitto della nonna, avvenuto il 24 dicembre 2020, dopo aver chiesto di essere sentito dal gip. Enrico Orazi, a seguito delle dichiarazioni del 21enne, ha cambiato legale. Fissata per il 19 novembre l'udienza dal gup
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La villetta di Montecassiano dove è avvenuto il delitto

 

di Gianluca Ginella

Omicidio di Rosina Carsetti, il nipote tenta la carta dell’interrogatorio nella speranza di essere scarcerato ma il gip respinge la richiesta. Nel corso dell’udienza ha puntato il dito contro il nonno, incalzato dalle domande del gip. Intanto è stata fissata l’udienza preliminare, che si svolgerà il 19 novembre al Tribunale di Macerata.

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Enea Simonetti e alle sue spalle la mamma Arianna Orazi e il nonno Enrico

Dopo l’interrogatorio c’è stato il cambio nella difesa di Enrico Orazi: il marito di Rosina da qualche settimana è assistito dall’avvocato Barbara Vecchioli, una mossa legata alle dichiarazioni fatte dal nipote.

Enea Simonetti, 21 anni, nipote di Rosina Carsetti, è accusato insieme alla mamma Arianna Orazi, e al nonno Enrico (la cui posizione è ritenuta più marginale) di aver ucciso la nonna il 24 dicembre dello scorso anno nella villetta di Montecassiano (Macerata), dove vivevano.

Dopo che il pm Vincenzo Carusi ha chiuso le indagini, i legali di Enea, gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagnoli (che assistono anche Arianna) hanno chiesto di fare un interrogatorio per il giovane chiedendone la scarcerazione in base a quanto emerso dalle perizie dei Ris (sui vestiti di Rosina è stato trovato il solo Dna di Enrico Orazi) e dall’autopsia.

Per la difesa da queste perizie sarebbero emersi elementi tali da ritenere l’estraneità di Enea al delitto, da qui la richiesta di interrogatorio allo scopo di poter arrivare alla scarcerazione. Il 30 settembre scorso (ma la notizia si è appresa oggi) Enea è comparso davanti al gip Giovanni Manzoni, presente anche il pm Carusi.

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Rosina Carsetti

Nel corso dell’interrogatorio, in base a quanto emerso, Enea ha dato la sua versione dei fatti (non ha comunque più parlato della storia del rapinatore) e ha indicato il nonno come autore del delitto. Una dichiarazione che il nipote ha fatto pressato dalle domande del giudice, il giovane ha detto che i famigliari gli avrebbero riferito che il responsabile del delitto sarebbe Enrico Orazi.

«Questo quanto ha dichiarato – conferma l’avvocato Romagnoli – ma quello che è successo dovrà essere il processo a dirlo. Nell’interrogatorio ha inoltre confermato il fatto che non era a casa quando si è verificato l’omicidio. L’ordinanza con cui è stata respinta la richiesta di scarcerazione dice che ci sono ancora troppi dubbi per accogliere tale richiesta, dice che ad oggi il quadro non è chiaro». In seguito all’interrogatorio «Sono emersi profili che differenziano le posizioni degli indagati, in virtù di ciò c’è stato un avvicendamento nella difesa di Enrico Orazi» dice l’avvocato Barbara Vecchioli.

Per il delitto della 78enne il processo si avvicina. Il 19 novembre ci sarà l’udienza preliminare, una tappa tecnica prima della fissazione del processo di Corte d’Assise (non è possibile chiedere il rito abbreviato per il reato di omicidio premeditato).

 

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Gli avvocati Andrea Netti e Valentina Romagni

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Il pm Vincenzo Carusi

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