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Capitale della cultura, 61 eventi
e investimento di 146 milioni
Fioravanti: «Progetto di comunità
verso il 2030»

ASCOLI - Il dossier "La cultura muove le montagne" presentato al Ministero. I tre eventi principali hanno come protagonisti Giovanni Allevi con la Compagnia 7-8 chili, Dario Faini con Alessandro Sciarroni e, per l'arte contemporanea, una mostra anche con opere di Marina Abramovich e Maurizio Cattelan. Il territorio alla ricerca di un rinascimento economico. Il sindaco: «Basta individualismi ma collaborazione». Hanno aderito tutti gli altri 32 Comuni della provincia
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di Franco De Marco

 

“La cultura muove le montagne” e speriamo che muova anche il Ministero della cultura affinché scelga Ascoli quale Capitale italiana della cultura 2024. Non sarà facile battere le altre 23 città concorrenti, compresa la cugina Pesaro, ma il capoluogo piceno ha le carte (molte e belle) in regola per conquistare il titolo e incassare il milione in palio.

Questa mattina, nella Sala della Vittoria della Pinacoteca, è stato ufficialmente presentato il dossier che il Comune di Ascoli ha consegnato al Ministero della cultura. E’ stata sviscerata soprattutto la filosofia del progetto  mantenendo la riservatezza sulla gran parte degli eventi, 61 in totale, previsti durante il 2024.

Hanno preso la parola tutti gli artefici di questo progetto di comunità che il sindaco Marco Fioravanti ha giustamente definito storico per modalità e partecipazione senza i soliti distruttivi campanilismi tra città. Accanto a lui, sul lungo tavolo addobbato di creazioni floreali, l’assessore regionale alla cultura Giorgia Latini, l’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti, il dirigente della Cultura Loris Scognamiglio e i deus ex machina ovvero i progettisti Giorgio Bisirri ed Elisabetta Mariani. Tra i presenti anche il neo assessore comunale alla cultura di San Benedetto Lina Lazzari a dimostrazione di sensibilità personale e sicuramente di una nuova volontà di dialogo tra i due enti.

L’assessore Ferretti e Laura Gabrielli

Il sindaco Marco Fioravanti ha spiazzato tutti dicendo: «Questo progetto, frutto di una partecipazione collettiva molto vasta, con tutti i 32 Comuni del Piceno che hanno aderito, ha una visione che non si limita al 2024 ma guarda al 2030.

Riguarda tutti: dalla montagna al mare. Vuole introdurre un modello nuovo. Basta individualismi ma collaborazione vera. Non è un progetto di città ma un territorio come progetto. Come afferma il claim scelto, crediamo fortemente alla città metromontana con lo sviluppo delle aree interne sino alla costa».

Infatti il logo vede la scritta “Ascoli&Piceno 24”. E il disegno stilizzato simboleggia efficacemente le montagne, le torri, i monumenti, le chiese, il mare e anche l’oliva che non poteva mancare.

«Anche se il progetto non sarà scelto dal Ministero – sottolinea il primo cittadino – esso rappresenta la visione del territorio per i prossimi anni. Partiamo dalla storia per guardare al futuro con sistemi innovativi. Anche il digitale ha infatti un grande rilievo».  

C’è la città con i suoi monumenti di travertino e c’è la città che vive e si gode anche in poltrona.

Giorgio Bisirri

«Insieme fisico e digitale per proiettarsi nel futuro», sottolinea Giorgio Bisirri, il progettista, passando in rassegna le varie slide che fotografano quanto ideato.  Insomma questo progetto ha una caratura filosofica di enorme interesse. Ricca di spunti. Gli altri sapranno fare meglio? Difficile dirlo. Di sicuro, almeno da quanto emerso oggi, ha spunti di assoluta creatività e novità (forse sta tutta qui il successo del progetto).

Sono coinvolti tanti artisti: esterni e interni. Si punta al site specifc ovvero a spettacoli che nascono in loco. Non d’importazione.

Quanto costa il tutto? Gli investimenti pubblici programmati sono di ben 146 milioni dei quali – è stato detto – 131 già assegnati per nuovi interventi  e 15 in attesa di completamento. Centodiciannove milioni di finanziamenti sono stati già concessi e 27 milioni sono in fase di valutazione. E’ stato anche costituito un Comitato di sostegno “Ascoli 24” pronto a dare il suo contributo economico: ne fanno parte Fondazione Carisap, Bim Tronto, Magazzini Gabrielli (presente oggi Laura Gabrielli), Fainplast (presente oggi Battista Faraotti), Ciip, Start, Assistenza 2000, Genera.

Giorgia Latini

Il palinsesto di “A&P24” prevede come detto 61 iniziative: 11 sotto il titolo “Esploratori del limite”, 13 sotto “Costruttori di bellezza”, 11 sotto “Custodi di futuro”, 10 sotto “Complici di vita” e 3 tra lancio, main event e evento di chiusura. Insomma un gran bel pacchetto in cui spicca la valorizzazione di artisti born in Piceno.

Sono tre i principali nel progetto: quello di apertura, quello di mezzo e quello di chiusura del 2024. Se il primo e l’ultimo sono di carattere musical-teatrale, con al centro due musicisti ascolani purosangue molto noti, ovvero il pianista e compositore Giovanni Allevi e Dario Faini (Dardust) anche lui, anche se più marcatamente pop, pianista e compositore, il main event, da dicembre 2023 e dicembre 2024,  è una mostra d’arte contemporanea sul tema “La socievolezza” a cura di Nomas Foundation.

“Socievolezza, la forza che accomuna gli individui”, è una grande mostra diffusa in diversi luoghi della città – è stato specificato – con 53 opere di artisti italiani e internazionale del calibro di Marina Abramovic, Maurizio Cattelan, due simboli dell’arte contemporanea,  Julian Bismuth, Kapwani Kiwaga, Micol Assael, Jimmie Durham, Braco Dimitrijevic, Jan Peter Hammer, Sislej Xhafa, Valerio Rosso Orlando, Petrit Halilaj e Francesco Arena.

L’evento di apertura, sul tema naturalmente “La cultura muove le montagne”, in vari luoghi della città, vede come protagonisti  Giovanni Allevi  e la compagnia teatrale 7/8 chili, sede ad Offida, ma apprezzata a livello internazionale, punto di riferimento nei linguaggi artistici della performance alla video art. «Due giorni di eventi – si legge nella descrizione – che invaderanno teatri, chiostri, locali e spazi pubblici in cui artisti ed esperti ci guideranno alla scoperta dei cinque filoni narrativi di A&P24 dandoci un assaggio di ciò che ci aspetta».

Loris Scognamiglio

L’evento di chiusura, a dicembre 2024, nel Teatro Ventidio Basso, si intitola “Ascoli 2030”  e vede Dardust insieme ad Alessandro Sciarroni esibirsi in perfomance originali. Alessandro Sciarroni, originario di San Benedetto, è uno straordinario esponente  delle performing arts che ha avuto anche il Leone d’oro per la danza alla Biennale di Venezia nel 2019. «Questi 3 eventi – afferma il primo cittadino – anche se Ascoli non sarà capitale italiana della cultura 2024 saranno ugualmente realizzati».

E annuncia inoltre, comunque, a prescindere, un piano triennale della cultura. Incrociamo le dita: che questo dossier faccia davvero cambiare marcia ad un territorio alla ricerca di un rinascimento culturale ed economico.

 


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