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“Madonna del Soccorso”,
M5S: «Atto dovuto la denuncia
a Procura e Ministero»

SAN BENEDETTO - Un doppio attacco dei pentastellati locali. Sfoderano tutte le criticità dell'ospedale rivierasco: «Sulla Murg si sta delineando una condizione riferibile alla “interruzione di pubblico servizio”». E gridano all'inerzia da parte della nuova maggioranza: «Tentano evidentemente di far sfumare il progetto per un nuovo ospedale nel comprensorio sambenedettese»
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Il “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

Un “malato” speciale: così viene definito l’ospedale “Madonna del Soccorso” di San Benedetto dagli esponenti locali del Movimento 5 stelle, che in una nota lanciano un appello alla mobilitazione cittadina: «Questo è un invito a tutta la cittadinanza, affinché si aprano gli occhi e ci si mobiliti al capezzale del nostro presidio, pena vederlo spegnersi con conseguenze devastanti per l’intero comprensorio».

«Ormai la situazione – si legge nel documento – è diventata insostenibile, alla mancanza di personale, di posti letto, all’accorpamento dei reparti, all’affaire Medicina d’Urgenza si è aggiunto quello della Risonanza Magnetica ferma da quasi un mese a tutto vantaggio del privato e del privato convenzionato. Riteniamo sia un atto dovuto presentare denuncia sia alla Procura della Repubblica, sia al Ministero della Salute».

«La causa è sempre la stessa: la mancanza di personale per la regolare funzionalità di reparti vitali e il mancato aggiornamento tecnologico delle attrezzature per la diagnostica (Tac e Risonanza Magnetica)».
Non solo la denuncia, ma il “sospetto” che «forse ci sono interessi occulti che lavorano al depauperamento, lento e programmato, della struttura per favorire il privato».

I pentastellati entrano poi nel merito delle criticità: «Il deficit di personale è noto da tempo, denunciato a tutti i livelli; riguarda l’intera struttura con criticità evidenti ad esempio in Cardiologia, dove sono a rischio i turni di notte dell’Unità operativa di Terapia Intensiva Cardiologica. Ma andiamo con ordine.

Per quanto riguarda la Risonanza magnetica, già fiore all’occhiello del “Madonna del Soccorso” con circa 7.000 prestazioni all’anno, funziona da anni ad intermittenza e mostra gli inesorabili segni del tempo, costringendo i cittadini che ne hanno urgente bisogno a recarsi presso cliniche private, a pagamento naturalmente, che, guarda caso, detengono macchinari nuovi di zecca e di ultima generazione.

Nello scorso mese di aprile i sindacati di categoria hanno denunciato una “lenta agonia del reparto di Radiologia per la mancata assistenza e manutenzione alle apparecchiature, quali Tac e Risonanza” sottolineando “una incomprensibile inefficienza organizzativa che comporta lo spostamento dell’utenza verso il privato” laddove si sono registrati, nel 2020, ben 40.000 potenziali prestazioni in meno rispetto al 2018 e al 2019, ovvero il 40% in meno.

La Medicina d’Urgenza è un reparto essenziale per un ospedale che voglia mantenere un efficiente standard qualitativo, poiché si occupa di pazienti potenzialmente in pericolo di vita: non è certamente tollerabile il “rattoppo” effettuato attingendo ad altri reparti.

Per legge il reparto di Medicina d’Urgenza non può essere operativo part time, ma deve essere operativo e accogliere h24, soprattutto in un ospedale di primo livello, quale è, o meglio come dovrebbe essere, il “Madonna del Soccorso”. Nessun’altra ipotesi raffazzonata può sostituire la Murg, visto che il medico d’urgenza ha molte conoscenze ed esperienza tecnico–specialistica che altri non hanno, vedasi estrema confidenza con le tecniche di intubazione, essenziali in tempo di pandemia.

Per tutte queste motivazioni, crediamo si stia delineando una condizione riferibile alla “interruzione di pubblico servizio”, reato disciplinato dal codice penale il quale sanziona le stesse condotte di un ufficio, servizio pubblico o servizi di pubblica necessità.

Al riguardo la Cassazione si è pronunciata: “L’articolo 340, in linea con l’interesse tutelato, sanziona non solo la condotta che abbia comportato l’interruzione del servizio pubblico di cui si tratti, bensì anche il comportamento che abbia inciso semplicemente sul regolare svolgimento dell’ufficio o servizio pubblico”.

Il Movimento 5 Stelle San Benedetto del Tronto si è espresso più volte in tempi non sospetti: la situazione del nostro ospedale, negli anni a venire, sarebbe peggiorata ancora di più, ed è quanto sta avvenendo». 

Il gruppo conclude la lunga disamina sui “mali” dell’ospedale evidenziando la mancanza, alla luce del recente risultato elettorale, di  «portavoce che parlino con i fatti e non con le chiacchiere. Ora procede tutto in maniera inerziale, come se lo spolpamento del nostro ospedale fosse cosa dovuta.

Verso l’attuale maggioranza c’è ben altro da imputare: oltre alla volontà dei politici ascolani di blindare la struttura di Ascoli come polo provinciale, con un chiaro doppio gioco politico affermano da un lato di aver annullato l’ospedale unico a Spinetoli con una insignificante mozione, dall’altro invece, sottotraccia, tentano evidentemente di far sfumare il progetto per un nuovo ospedale nel comprensorio sambenedettese».

 


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