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“Ti presento un artigiano”:
Luciano Costantini,
una vita in falegnameria

MONSAMPOLO - L’instancabile titolare di “Luciano Arreda” ripercorre oltre 60 anni di esperienza a tu per tu con il legno, autentico compagno di vita. Formazione e crescita delle nuove leve i pilastri di un uomo che ama il suo lavoro e che spera di trovare un degno erede a cui affidare le chiavi della sua bottega
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Nuovo appuntamento con “Ti presento un artigiano”, la rubrica dedicata ai rappresentanti dell’artigianato locale per fare il punto della situazione in un momento cruciale per la ripartenza di tutte le attività economiche.

Sette storie all’insegna del saper fare dedicate a sette artigiani che, nonostante le difficoltà degli ultimi tempi, con grande determinazione e un profondo amore per il proprio lavoro continuano a fare impresa per il bene del territorio.

Luciano Costantini in falegnameria con i suoi nipotini

In questo quinto approfondimento nel mondo dell’artigianato piceno, a ripercorrere la sua avvincente esperienza professionale è Luciano Costantini, titolare di “Luciano Arreda” a Stella di Monsampolo e decano della falegnameria nostrana, che nella sua bottega di via De Gasperi porta avanti una nobile tradizione artigiana con lo stesso entusiasmo che lo accompagna da oltre 60 anni.

«Ho cominciato da ragazzo, a soli 14 anni – ricorda Luciano – e appena ho avuto il libretto di lavoro ho iniziato a fare il falegname in un’azienda di Monsampolo leader nel settore del mobile di stile.

Dopo sei o sette anni di apprendistato mi sono stabilito per undici anni in Svizzera, sempre facendo il falegname e realizzando mobili su misura. Nei primi anni ’70 ho fatto ritorno in Italia: per riprendere confidenza con l’ambiente lavorativo locale sono tornato nella mia vecchia azienda di Monsampolo per un paio d’anni, per poi mettermi in società con un altro ragazzo e aprire un’attività in proprio».

La falegnameria Luciano Arreda

Era il 1974 quando Luciano Costantini decide di spiccare il volo e dare il là a una carriera imprenditoriale ricca di successi in una società che contribuirà a tenere alto il nome della falegnameria locale per ben 35 anni. Prima o poi, però, anche le cose più belle sono destinate a finire, in questo caso con l’arrivo della meritata pensione. Luciano, però, ha ben altri progetti.

«Nonostante l’età – racconta – mi sono rimesso in gioco allestendo una nuova struttura e acquistando tutti i macchinari necessari per poter svolgere la professione con il supporto dell’alta tecnologia e continuando a lavorare da solo, come faccio da 13 anni a questa parte.

La falegnameria è la mia seconda famiglia, mi piace trascorrere lì il mio tempo anche nel fine settimana. Creo, disegno, faccio preventivi e tutto il resto in completa autonomia. Lavoro circa 13-14 ore al giorno, ma lo faccio volentieri e non mi pesa affatto: inizio alle 5,30 e prima delle 20 difficilmente torno a casa.

Il legno, per me, è un vero e proprio amore. Anche nel periodo del lockdown non mi sono mai fermato: lavorando da solo, andavo comunque in falegnameria con la scusa di dar da mangiare ai miei animali da cortile nell’orto che ho a due passi dalla bottega».

In tanti anni di onorata carriera, Luciano ha avuto modo di avvicinarsi e conoscere sempre più da vicino la realtà della Cna picena, ricoprendo incarichi di primo piano nel direttivo locale e mettendo al servizio dei colleghi la sua preziosa esperienza acquisita sul campo per la crescita – professionale e non – delle nuove generazioni.

«Sono iscritto alla Cna da diversi anni – conferma -. A un certo punto, poi, mi è stato proposto di entrare nel consiglio direttivo e tuttora, pur essendo uno dei più esperti, ne faccio parte molto volentieri. Ho la fortuna di essere circondato da persone giovani e dinamiche, che si danno un gran da fare per il bene dell’artigianato locale. In questo senso, voglio rivolgere un plauso alla presidente della Cna picena, Arianna Trillini, e al direttore Francesco Balloni per l’impegno profuso quotidianamente nel sostegno a tutti gli associati».

Lo stesso direttore Balloni ha voluto sottolineare l’importanza della figura di Costantini nei quadri dirigenziali della Cna picena, mettendo in evidenza l’amore di Luciano nei confronti della sua professione e il suo ruolo chiave nel processo di formazione delle nuove generazioni.

«Luciano Costantini – dichiara Balloni – rappresenta un esempio di attaccamento a un’attività tra le più importanti dell’artigianato. Lui e la sua falegnameria hanno una grande storia alle spalle, parliamo di una persona da ammirare per tutto ciò che fa per il suo lavoro e in ambito sociale. Lo ricordo da sempre molto disponibile, attento, con il sorriso e pronto ad aiutare il prossimo.

Luciano Costantini premiato da Francesco Balloni e Arianna Trillini

Ad oggi continua a lavorare per passione, con grande qualità, cura dei particolari e disponibilità a insegnare ai più giovani un mestiere che tutti noi – e lui in primis – non vogliamo far scomparire.

Abbiamo la fortuna di averlo come dirigente Cna da tanti anni: la sua parola è quella dell’artigiano che con studio e costanza cerca di migliorarsi ogni giorno, una parola rispettata da tutti che può risultare di insegnamento a giovani e meno giovani.

Luciano – prosegue – è anche uno sportivo e sa bene che i sacrifici vengono sempre ripagati dai risultati. Ho avuto la fortuna di lavorare a stretto contatto con lui e di prenderlo come modello dell’artigiano locale.

Una delle problematiche principali nel nostro territorio è quella del ricambio generazionale: grazie alla sua disponibilità e alla sua bontà verso il prossimo, negli anni ha accolto diversi stagisti insegnando loro un mestiere. Chi vuole intraprendere questo percorso professionale sa di non poter trovare maestro migliore di Luciano Costantini».

Oggi Luciano ha 78 anni, ma la passione con cui si dedica alle sue creazioni è quella di sempre, la stessa che cerca quotidianamente di tramandare ai più giovani in un ideale passaggio di consegne che al giorno d’oggi si rivela spesso travagliato, ma che al tempo stesso risulta irrinunciabile nell’ottica di un ricambio generazionale che, prima o poi, dovrà coinvolgere anche il mondo di Luciano Arreda.

Luciano Costantini in compagnia di altri rappresentanti della Cna

C’è ancora tempo per pensare al passaggio di testimone, ma la necessità di una formazione specifica e le difficoltà legate al fare impresa in un momento storico così delicato non possono non rappresentare temi cari agli occhi di un artigiano innamorato del suo lavoro e del suo territorio.

«Sinceramente – confessa – in pensione non mi ci vedo bene. Sono comunque alla ricerca di ragazzi preparati che possano rilevare l’attività, ma vedo che al giorno d’oggi i giovani hanno un po’ di timore nel fare il grande passo.

Devo dire che un po’ li capisco, i tempi sono cambiati rispetto ai miei: sono tornato dalla Svizzera dopo tanti anni ripartendo da zero, senza conoscere i costi dei materiali, senza un locale e senza clienti, ma in qualche modo sono partito. Una volta si lavorava in modo diverso, ma serve un po’ di coraggio anche per cercare di attingere a qualche finanziamento».

«Qualche anno fa – prosegue – ho avuto in falegnameria due ragazzi per un progetto regionale. Sono rimasti con me per due anni, sono stato felicissimo di poterli seguire da vicino: tengo molto ai giovani e a questa professione, che rischia sempre più di finire dimenticata.

Una volta finito il progetto, due anni fa, avrei potuto assumerli, ma a 76 anni non potevo certo offrire loro grosse garanzie a lungo termine. Ho suggerito a un mio collega di Centobuchi di prenderli con sé e fortunatamente tutto è andato per il meglio, ma di fronte alla richiesta di rilevare l’attività serve un investimento che i ragazzi di oggi, per varie ragioni – tra conseguenze della pandemia e costi altissimi – purtroppo non sempre possono permettersi.

Vorrei andare avanti ancora per un po’ – conclude – ma sono consapevole che prima o poi dovrò lasciare il lavoro. La mia speranza è trovare qualche ragazzo che possa prendersi cura di questa bottega, altrimenti sarò costretto a consegnare le chiavi alle mie figlie in attesa di un affittuario. Proprio qualche giorno fa Doriana Marini, presidente Cna Federmoda Marche, mi ha riferito l’interesse di un paio di ragazzi: farò loro le mie proposte e valuteremo insieme il da farsi».

 

(articolo pubbliredazionale)


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