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Bohème tradizionale
dopo quella sessantottina:
lo spirito dei giovani
per combattere la pandemia

ASCOLI - Al Teatro Ventidio Basso sabato 27 novembre. «E' un allestimento proprio come voleva Giacomo Puccini». Superate le difficoltà per consentire l'ingresso senza green pass agli studenti. Si spera nella presenza della leggendaria Renata Scotto. Regia di Danilo Capezzani. Attesa per il tenore Matteo Desole. Mimì è il soprano Linda Campanella
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di Franco De Marco

 

E’ una Bohème del tutto tradizionale, nel rispetto più rigoroso dello spartito di Giacomo Puccini e del libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, per la felicità dei melomani “puristi”, quella che va in scena sabato prossimo 27 novembre (ore 20,30) al Teatro Ventidio Basso di Ascoli, con anteprima giovani giovedì 25 alle 17. Dopo quella in chiave moderna andata in scena nel 2017, che il regista Leo Muscato ambientò durante la contestazione giovanile del Sessantotto, si torna alla Parigi dei primi anni dell’Ottocento.

Interessante il confronto tra l’allestimento di ieri e quello di oggi. Due diverse visioni. Forse era inevitabile tornare al classico visto che la regia di questa Bohème è di quel monumento della lirica mondiale che è Renata Scotto, 87 anni, la quale farà sapere nei prossimi giorni se potrà essere presente alla prima. A curare la ripresa della regia del celebre soprano, al Ventidio è l’assistente Danilo Capezzani, giovane marchigiano molto promettente, che ha seguito gli allestimenti di Savona e Como (è una coproduzione). E’ dunque la versione marchigiana magari anche migliorata.

Questa mattina, sabato 20 novembre, lo spettacolo è stato presentato in Pinacoteca dal presidente della Fondazione Rete Lirica delle Marche, l’ascolano Francesco Ciabattoni, dall’assessore comunale alla cultura Donatella Ferretti, dal direttore della Rete Lirica Luciano Messi e dal direttore e dal presidente del Coro del Teatro Ventidio Basso Giovanni Farina e da Pietro Di Pietro. Si può dire che questo è un titolo – i cui protagonisti come noto sono i giovani, con le loro speranze, la loro sensibilità, i loro ardori,  i loro entusiasmi e la loro voglia di futuro – quasi balsamico difronte alla pandemia che tanti problemi ha provocato e provoca soprattutto ai giovani.

Una digressione. E’ questo il secondo titolo della stagione 2021-2022 della Fondazione che già sta pensando alla prossima stagione. Dalle parole, indirettamente, di Luciano Messi è facile ipotizzare che il prossimo anno avremo una nuova regia del maestro Pier Luigi Pizzi, genio del teatro musicale, grande amico del capoluogo piceno. «La prima volta che entrò nel Teatro Ventidio Basso – ricorda Luciano Messi – mi telefonò e mi disse di essere commosso nel vedere un teatro così bello».

Donatella Ferretti e Francesco Ciabattoni

Il cast della prossima Bohème è composto da giovani già in carriera e giovani che muovono i primi passi. Mimì sarà Linda Campanella (come il 4 dicembre alle ore 21 con anteprima giovani il 2 dicembre alle 17 mentre a Fano sarà Sarah Tisba) dalla voce molto estesa e facile all’acuto e oltre. Rodolfo invece sarà interpretato da Matteo Desole. «Un tenore lirico strepitoso. Un numero uno» lo presenta Luciano Messi. Annunciata come piacevole sorpresa il soprano Greta Doveri al suo debutto.

Gli altri interpreti: Luca Galli (Marcello), Palo Ingrasciotta (Schaumard), Federico Sacchi (Colline), Matteo Peirone (Benoit/Alcindoro), Claudio Covato (Parpignol), Carlo Bonelli (Un sergente) e Mimmo Lerza (Un doganiere). Il maestro Giovanni Di Stefano dirige la Form Orchestra Filarmonica Marchigiana. Sul palcoscenico il Coro del Teatro Ventidio Basso diretto dal maestro Giovanni Farina e il coro di voci bianche Incanto  di Fano  diretto dal maestro Francesco Santini (collaboratore Rossella Ragnetti). Figuranti: Mattia Liberati, Sara Malavolta, Maria Teresa Santarelli, Michele Marini, Fabrizio Pagliaretta e Mauro Procacci.

Qual è l’andamento della biglietteria? «Buono – dice l’assessore Donatella Ferretti – anche per quanto riguarda la partecipazione delle scuole. Finalmente è stato stabilito con legge che gli studenti, per partecipare ad uno spettacolo a loro riservato, non hanno bisogno del green pass che invece non è necessario per entrare scuola. Questo ha creato molte difficoltà in passato e comprensibili resistenze».

Auguriamoci dunque che le scuole partecipato in maniera massiccia all’anteprima a loro dedicata. «Mai titolo più indovinato visto il momento che stiamo passando a causa della pandemia. Dopo l’angoscia ci vuole proprio lo spirito dei giovani bohemien e la ricerca del bello» le parole di Francesco Ciabattoni.

Donatella Ferretti: «Accogliamo con soddisfazione il ritorno del Coro del Tetaro Ventidio Basso nostra eccellenza». Giovanni Farina: «E’ una Bohème esattamente come la voleva Giacomo Puccini».

Pietro Di Pietro: «Noi felici di essere al Rof  anche nel 2022 dopo 7 anni. Ma il Ventidio Basso è sempre nei nostri cuori».

Luciano Messi: «La Fondazione è un progetto. L’obiettivo è valorizzare tutta la filiera del mondo musicale. Creare e sviluppare professionalità. Mettere insieme più teatri vi assicuro che non è facile. Ma questo è il nostro percorso valoriale».


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