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Il Piano Sosta
nel mirino della minoranza:
«Alla fine paga Campo Parignano»

ASCOLI - In vista del Consiglio comunale e la discussione dell'accordo Amministrazione-Saba, i consiglieri comunali d'opposizione chiedono chiarezza e lanciano proposte. Ecco cosa dicono Francesco Ameli, Angelo Procaccini e Pietro Frenquellucci (Pd), Massimo Tamburri (5 Stelle), Massimo Speri e Emidio Nardini (Ascolto&Partecipazione)
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I consiglieri di minoranza

 

Il prossimo 2 dicembre ad Ascoli c’è il Consiglio comunale. Punto nodale la discussione il Piano Sosta, ovvero l’accordo raggiunto tra il Comune e la Saba. Sullo spinoso argomento intervengono i consiglieri d’opposizione che chiedono chiarezza e lanciano anche delle proposte.

Ecco cosa dicono Francesco Ameli, Angelo Procaccini e Pietro Frenquellucci del Partito Democratico, Massimo Tamburri del Movimento 5 Stelle, Massimo Speri e Emidio Nardini di Ascolto&Partecipazione.

FRANCESCO AMELI (Partito Democratico)

«Il 2 dicembre va in discussione in Consiglio comunale la proposta di accordo Comune-Saba. E’ stata fatta una commissione consiliare in questi giorni, alla quale abbiamo partecipato e abbiamo dato nostro contributo aspettando di vedere bene le carte, ma le anticipazioni che avevamo confermano che l’accordo è sì storico, ma a pagare continueranno ad essere gli ascolani. Il sindaco aumenta 836 nuovi posti a pagamento. Oltre a Campo Parignano, che si sapeva fin dai tempi del sindaco Castelli, ci sono altri 166 nuovi posti blu nati dal nulla come regalo di Natale, più gli altri 670. Per noi è grave che gli ulteriori 166 nuovi posti verranno dati alla Saba in maniera del tutto gratuita. Mentre sugli altri posti blu il Comune incassa un canone per ogni posto, questa volta il Comune li regala alla Saba per arrivare a un accordo che altrimenti il privato, cioè la Saba, non avrebbe sottoscritto. Siamo contenti che si passi a un euro, ma non può essere questa la soluzione se poi ci sono i danni per i cittadini. Viene “venduto” tutto come una grande rivoluzione, ma una grande rivoluzione non è. Ancora una volta sulle spalle continuano a gravare ulteriori spese e si tratta di un accordo capestro. In passato ci è stato chiesto di trovare una soluzione, noi proponemmo di riacquistare i parcheggi vendendo “Piceno Gas”, ma che fine hanno fatto i soldi di “Piceno Gas” e quelli della vendita di “Ascoli Servizi Comunali”? Non solo, ma anticipo pure: che fine faranno i soldi della vendita di Ascoli Reti Gas?».

MASSIMO TAMBURRI (Movimento 5 Stelle)

«Abbiamo capito ancora una volta che quando il sindaco Fioravanti parte con quelle solite frasette come “accordo storico”, “amiamo Ascoli”, “chi è contro questi accordi, è contro Ascoli”, c’è la fregatura. Dal 2014 chiediamo in Consiglio un approccio più duro verso la Saba, considerando che questo accordo nel 2002 partì in maniera molto anomala con consiglieri che votarono con lo spettro del fallimento del comune. Cosa che poi si rivelò falsa. Ora c’è stata una trattativa alla quale noi non c’eravamo. E’ stato ottenuto il massimo? Impossibile da dire. Ma guardando quello che fa il sindaco anche in altri settori, vedi i rifiuti, noi non ci fidiamo che sia stato ottenuto l’accordo migliore».

MASSIMO SPERI (Ascolto&Partecipazione)

«In commissione il sindaco ha ribadito che in questo approccio la Saba non si è poi rivelato quel mostro che ci si aspettava. Ha anche detto che ha trovato una Saba comprensiva. Ma in passato abbiamo sempre avuto un atteggiamento molto timoroso, come una sudditanza di assessori e consiglieri verso questa multinazionale. Riappropriarsi della città? Forse, ma non abbiamo documenti e testimonianze, e non siamo stati invitati a dire la nostra. Reputo positivo che l’accordo preveda la possibilità di revisione ogni due anni. Si può quindi aggiustare il tiro. Ma quanti soldi abbiamo nel caso di un eventuale riscatto? A quanto ammonta il debito? Se vedendo le carte sono 6 milioni di euro, allora queste cifre che vengono dette da dove escono fuori? E’ stata una trattativa vantaggiosa? Sarebbe stato opportuno che i presupposti della trattativa fossero sottoposti ai cittadini. Il centro verrà in parte sgravato, sì, ma il centro non si valorizza solo con i parcheggi, questi sono solo un veicolo, una sorta di porta di accesso della città al turismo. Ma si devono fare i parcheggi in base a come si vuole la città e non per trovare l’accordo. Bisogna decidere se mettere il carro davanti o dietro ai buoi. Di questa storia, una sola zona della città, Campo Parignano, diventa lo sfogo. E paga».

EMIDIO NARDINI (Ascolto&Partecipazione)

«A Campo Parignano venne fatta un’assemblea pubblica. Si parlò di un milione e 800mila euro di debiti, ma non si capisce perchè non c’è chiarezza e manca la progettualità. Il sindaco si appropria di questo accordo, ma l’accordo riguarda il Comune tutto perchè non abbiamo il Podestà, e lui fa tutto prima di ascoltare il Consiglio. E’ una delegittimazione del ruolo fondamentale del Consiglio comunale, a prescindere da maggioranza e minoranza».

ANGELO PROCACCINI (Partito Democratico)

«Fioravanti ha solo invertito la strategia avviata da Castelli che aveva lavorato per un contenimento delle strisce blu in centro aumentando, non di poco, le tariffe. Fioravanti ha dato seguito agli accordi con la Saba che aveva diritto a un tot di posti blu».

PIETRO FRENQUELLUCCI (Partito Democratico)

«Faccio il conto della serva. Fioravanti ci dice che con questo provvedimento ha abbassato il costo dei parcheggi portandolo a un euro. Faccio una domanda ai cittadini invitandoli a riflettere. Vado dal salumiere e compro un etto di prosciutto pagandolo un euro, poi ci torno il giorno dopo insieme a un’altra persona e lo paghiamo a metà. L’etto di prosciutto costerà sempre un euro, vuol dire che io e quest’altra persona ci siamo divisi la spesa. Ma se il prosciutto me lo mangio solo io, significa che l’altra persona mi ha regalato 50 centesimi. E’ quello che succede con i parcheggi. Parcheggio vicino Piazza del Popolo e pago un euro, ma quei 70 centesimi che risparmio li pagherà un residente di Campo Parignano. Questo per dire che bisogna uscire fuori da questo modo di prendere in giro la città, dicendo le cose come stanno. Il sindaco ha fatto un’operazione sui generis, vedremo quali saranno gli effetti. Ma non ci venisse a dire che ha ridotto il costo dei parcheggi, perché non vogliamo farci prendere in giro. Se a questo aggiungiamo tutti quegli orpelli di permessi, permessini ecc. sono convinto che a fine convenzione la Saba ci avrà sicuramente guadagnato. E noi restiamo con la situazione degli spazi da cui sarà sempre più complicato venire fuori. La città forse riscatterà i parcheggi, ma poi non sappiamo cosa farne. Se avevamo un problema a gestire il mattatoio, che il Comune voleva vendere poi ha fatto marcia indietro, ma un investimento di due milioni di euro sui parcheggi mi preoccupa se non c’è una prospettiva ben chiara di quella che sarà la gestione».


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