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Agricoltura sociale,
strumento di inclusione
«Opportunità
per i ragazzi disabili»

COLLI DEL TRONTO - L'interessante convegno all'Hotel Casale ha tracciato le prospettive di uno strumento che punta lo sguardo verso le persone più fragili. Una fonte di nuova occupazione e reddito stabile per un settore vitale dell’economia spesso trascurato. L'evento organizzato dall’Ambito 23 dei Servizi sociali in collaborazione con l’Unione Comuni della Vallata e l’Università Politecnica delle Marche
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di Claudio Felicetti

 

Lo stato dell’arte e le prospettive dell’agricoltura sociale, intesa come strumento di inclusione delle persone più fragili e quindi di coesione sociale, ma anche fonte di nuova occupazione e reddito stabile per un settore vitale dell’economia spesso trascurato, sono stati gli argomenti al centro del convegno organizzato all’hotel “Casale” dall’Ambito 23 dei Servizi sociali, in collaborazione con l’Unione Comuni della Vallata e l’Università Politecnica delle Marche, grazie ai fondi previsti dall’intervento “OstHello” della Regione Marche.

Un momento del convegno. Da sinistra: il presidente dell’Unione Comuni della Vallata Andrea Cardilli, la moderatrice del convegno Maria Teresa Ferretti, il dirigente della Regione Leonardo Lopez e, in piedi, il professore dell’Università Politecnica delle Marche Gianfranco Romanazzi

Dopo i saluti del presidente Unione Comuni Andrea Cardilli, dell’assessore regionale all’Agricoltura Mirco Carloni e del Rettore della Politecnica Gianluca Gregori, il convegno, moderato dalla sindacalista Maria Teresa Ferretti della Cisl ascolana, è entrato nel vivo con l’intervento del dirigente regionale Leonardo Lopez, il quale ha riassunto le tappe più significative della normativa regionale in materia, varata nel 2011 con sperimentazioni sul territorio, e poi migliorata e centrata sugli anziani nell’ambito della longevità in ambito rurale, e sui reclusi con il progetto dell’orto sociale in carcere, esperienza poi allargata a tutti i penitenziari delle Marche. Lopez ha aggiunto che nel 2021 sono state avviati anche progetti sperimentali per il coinvolgimento dei soggetti autistici.

«È stato istituito un tavolo tecnico – ha concluso Lopez – per capire come coinvolgere tutte le cooperative sociali agricole e definire le fasi di questa sperimentazione».

L’assessore Carloni in collegamento

Il professore Gianfranco Romanazzi del Dipartimento di Scienze agrarie, Alimentari e Ambientali della Politecnica ha ricordato il grande lavoro che la Regione sta facendo con il tessuto produttivo, sottolineando come l’agricoltura sociale, strumento di integrazione, si stia aprendo alla società fornendo nuovi servizi e richiedendo nuove professionalità tramite borse di studio per laureati. Ma l’agricoltura sociale è anche al centro di una serie di relazioni con il mondo della Ricerca e con i professionisti del Sociale, e può dare opportunità diverse, sia per la crescita delle stesse aziende sia per quella del territorio.

“Il benessere delle comunità e le sfide dell’agricoltura sociale” è stato il tema affrontato dalla professoressa Carla Moretti del Dipartimento di Scienze economiche e Sociali della Politecnica. «Quando parliamo di comunità – ha detto la Moretti – pensiamo a una lettura condivisa di problemi e soluzioni con l’obiettivo dell’inclusione sociale. Ma serve anche la fiducia, che stimola la partecipazione di tutti, creando una rete di relazioni e vicinanze. Lo abbiamo visto soprattutto nel post terremoto, quando lo spirito di comunità ha spinto molti a rimanere sul territorio».

Il professore Gianfranco Romanazzi

Per la Moretti, l’agricoltura sociale è anche un modello di sviluppo territoriale in un’ottica partecipativa e relazionale. «Tutto questo – ha sottolineato – ha bisogno però di un sostegno regionale con un tavolo di confronto multidisciplinare. Quali sono le nuove sfide? – ha concluso -Crescita inclusiva e sostenibile, partecipazione del territorio e infine innovazione sociale».

Sono seguite poi le testimonianze degli operatori del settore: Ilaria Signoriello del Forum nazionale, Marco Marchetti della Fattoria sociale Montepacini di Fermo, Massimo Urriani dell’azienda agricola Ama-Aquilone di Castel di Lama, Martina Perugini di Horticulture oriented to recreation and techniques e Cetty Ummarino di B&B Lyke your home.

«Sono stati due anni difficili per tutti – ha rilevato la Signoriello – a causa della pandemia, ma il ruolo degli operatori è stato prezioso perché tutti hanno agito come comunità. L’agricoltura sociale può anche essere un deterrente al caporalato, una soluzione per la gestione dei beni confiscati alle mafie e un potente strumento educativo».

Maria Teresa Ferretti

Marchetti ha ricordato la storia della sua fattoria sociale sorta nel 2012, diventata dal 2019 coop agricola certificata biologico, con molteplici attività e produzioni, che tra qualche settimana aprirà un nucleo per adulti con disabilità. «Il nostro obiettivo – ha rimarcato – è stato sempre quello di passare dalla logica socio-assistenziale a quella dell’indipendenza, dal bisogno ai diritti».

Infine, l’esperienza davvero innovativa e lodevole, riferita dalla Ummarino, delle persone con disabilità inserite nel settore turistico: ospitare nelle proprie case, già predisposte per soddisfare le necessità di soggetti non autosufficienti, turisti con gli stessi problemi.

«Le persone con disabilità – ha spiegato – hanno tutte le competenze per accogliere bene gli ospiti e conoscono tutti i luoghi dove possono recarsi senza problemi. E’ anche l’occasione per offrire alle persone con disabilità l’opportunità di un nuovo lavoro». Insomma, valore sociale e reddito insieme».

Infine gli interventi dei rappresentanti delle associazioni di categoria: Ugo Marcelli (AseS-Cia), Federica Agati (Copagri), Emiliano Pompei (Confagricoltura), Michela Fabiano (Coldiretti), Maria Teresa Ferretti (Cisl) e Alessandro Schettino (Vinea Offida).

Marcelli, anche imprenditore agricolo, ha evidenziato il problema della burocrazia, prospettando la possibilità da parte dei Comuni di poter utilizzare le aree di loro proprietà a fini agricoli. Poi, con tono accorato, a proposito del ricorso agli extracomunitari sfruttati e sottopagati, ha difeso la categoria: «Non siamo delinquenti». Agati ha invece posto l’accento sulle tante esperienze di aziende agricole che utilizzano metodi con basso impatto ambientale, impiegando più giovani e donne, per produrre raccolti equo-solidali. «L’agricoltura sociale – ha evidenziato -è un nuovo modo di sviluppo con al centro la persona».

Il dirigente regionale Leonardo Lopez

La Ferretti ha ricordato l’impegno dei sindacati per dare risposte al territorio: «Vogliamo sostenere tutti gli imprenditori di questo settore, aumentando sensibilità e motivazioni, dobbiamo però capire prima le disponibilità attuali e le potenzialità. Possiamo aprire dei percorsi e dare voce alle persone per tutelarle».

Al termine, le conclusioni del Responsabile Politiche sociali dell’Unione Comuni e Coordinatore dell’Ats 23, Luigi Ficcadenti.

«Il percorso è iniziato due anni fa, ma si tratta di un punto di partenza, non di arrivo –ha concluso Ficcadenti- . Il nostro obiettivo è quello di inserire il più possibile in questo settore persone fragili, sensibilizzando prima tutto il territorio. Abbiamo 150 disabili ma ci impegneremo per arrivare a un loro totale inserimento. Ci sono ancora delle criticità da eliminare, ma con il contributo di tutti ce la possiamo fare. Il Piano nazionale di Ripresa e Resilienza dà grandi possibilità ai Comuni, bisogna sfruttare questa grande opportunità per dare prospettive a disabili, immigrati e giovani».

 


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