Quantcast
facebook rss

Covid, «Al Pronto Soccorso
situazione insostenibile:
si apra un reparto idoneo»

SANITA' - A chiederlo il Nursind attraverso il segretario territoriale di Ascoli Maurizio Pelosi, che scrive ai vertici della Sanità regionale e locale: «Personale stremato: 4 ore con la tuta di protezione, altre 4 a gestire i codici rossi. La carenza di organico non giustifica le scelte che le amministrazioni prendono pur di tenere in piedi immutato questo sistema»
...

 

 

La quarta ondata della pandemia da Coronavirus si sta rivelando piuttosto pesante per il personale sanitario dei Pronto Soccorso degli ospedali di Ascoli e San Benedetto. «Infermieri e oss non ce la fanno più», afferma Maurizio Pelosi, segretario territoriale del Nursind di Ascoli che ha raccolto diverse istanze da parte degli operatori.

E’ vero che, nonostante l’elevato numero di contagi, le terapie intensive non sono sature per il momento. Resta però il fatto che le richieste di cure ospedaliere ci sono e sono i Pronto Soccorsi a doverle fronteggiare, barcamenandosi, nel frattempo tra il doppio percorso, quello per sospetti Covid e quello pulito.

Per loro, ed è quello che scrivono ai vertici della Sanità regionale e locale, «è necessario promuovere la riapertura di un reparto Covid a norma di legge, con una dotazione appropriato di personale». «Non importa che sia la Pneumo Covid del “Mazzoni” o altra struttura dedicata come una residenza sanitaria», aggiunge Pelosi.

Maurizio Pelosi

E’ lui che, a nome degli iscritti, scrive: «Gli infermieri e gli altri operatori sanitari, in prima linea nella gestione epidemiologica da Covid 19, si sono rivolti alla segreteria NurSind di Ascoli per segnalare differenti criticità nei due pronto soccorso dell’Area Vasta 5 (del “Mazzoni” e del “Madonna del Soccorso”), che stanno quotidianamente incontrando nell’emergenza Coronavirus.
La quarta ondata di Covid avanza e i Pronto Soccorso dell’Area Vasta 5 sono orami al collasso, per mancanza strutturale di posti letto e scarsa organizzazione programmatica.

A distanza di quasi due anni dalla prima ondata, risulta che l’Area Vasta 5 ed in particolare l’ Asur, non hanno progettato un piano pandemico da attivare in prospettiva della nuova e prevedibile quarta ondata Covid, apparendo quasi impreparati alla gestione del picco dei nuovi contagi.

Oltretutto, neanche alla parte sindacale risulta essere stato comunicato ufficialmente alcuna notizia del nuovo ipotetico assetto strategico.
I pazienti Covid ricoverati in “Ot rossa ex Murg di Ascoli” (reparto non a norma per motivi già notificati alla Procura di Ascoli Piceno), risultano essere 5 di cui 1 intubato.

Gli infermieri e gli oss si dichiarano stanchi, affaticati e sottomessi ad una quotidianità deprimente, che giorno dopo giorno diventa sempre più insostenibile.
Per essere ancora più espliciti, il turno di lavoro di un operatore sanitario si articola in 8 ore, così suddivise: circa 4 ore con indosso tute e dispostivi di protezione avanzati e a seguire, altre 4 ore a gestire i codici rossi in pronto soccorso.
Il personale infermieristico ed Oss è logorato dalla tipologia di assistenza scatenata dalla pandemia.

Molti, anche giovani, sono al limite della sopportazione a causa del crescente carico di lavoro e del conseguente fortissimo stress, in quanto escono distrutti al termine del turno, senza nessuna garanzia di poter godere del riposo, perché l’indomani tutto ricomincia da capo. E’ chiaro che questa situazione allarma e preoccupa anche la rappresentanza sindacale, perché gli operatori sanitari potrebbero anche recedere subito dalle clausole contrattuali, a causa della perversa gestione dalla parte datoriale.
Gli infermieri in servizio sono insufficienti, ma ciò non giustifica la scelta che le amministrazioni prendono pur di tenere in piedi immutato questo sistema, di “dissanguare” ancora di più le poche risorse umane rimaste ancora attive».


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X