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Sorpresa per i bambini ricoverati:
Spiderman e Santa Claus
consegnano i doni

ASCOLI - L'iniziativa dell'associazione "Futura" e il sogno del presidente Luca Carboni: regalare un sorriso ai piccoli pazienti del reparto di Pediatria dell'ospedale "Mazzoni". Anni di lavoro per un costume ultra realistico e la collaborazione fattiva con l'Area Vasta 5 per il progetto "Piccoli grandi eroi"
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Supereroi in azione al “Mazzoni”

 

di Luca Capponi

L’aspetto che rende ancora più bella questa storia è relativo alla discrezione mostrata da chi l’ha messa in piedi. Lontano dai riflettori, senza le smanie di apparire tipiche del mondo d’oggi. Senza voler a tutti i costi essere eclatanti o autocelebrativi. Tutto vero. Tutto lodevole. Ma per chi scrive certi gesti vanno comunque raccontati, e posti sotto la giusta luce, per due semplici motivi. Mandare un messaggio positivo, augurandosi che qualcuno possa seguire l’esempio. Magari sperando che, chi può, possa dare una mano in più.

Spiderman-Carboni e Babbo Natale-Fabiani

È così che Spiderman e Babbo Natale fanno visita, con tanto di doni, al reparto di Pediatria dell’ospedale “Mazzoni”. A ridosso del Natale, per dare un sorriso a chi vive le difficoltà. E non se ne capacita, in un’età che vorrebbe solo spensieratezza e sorrisi.

Il progetto “Piccoli grandi eroi” è un’idea dell’associazione Futura. Tanto semplice quanto necessaria. Portare regali, animazione e sollievo ai piccoli pazienti. Con costumi e rappresentazioni certosine, frutto di un meticoloso lavoro preparatorio. Non un’iniziativa spot. Ma qualcosa da mettere in campo con costanza, nel tempo.

Ed oggi, mercoledì 22 dicembre, il primo step. Dopo alcune settimane di preparazione, tra autorizzazioni di Asur Marche e Area Vasta 5, ed un lavoro di raccordo con il primario Ermanno Ruffini e il dottor Michele Rosati, l’Uomo Ragno e Santa Claus hanno incontrato i bambini ricoverati in Pediatria. Giochi da tavola, peluche, principesse, supereroi da regalare. Ed una vera e propria animazione teatrale, che ha lasciato i bimbi conquistati. Qualcuno non voleva più farli andare via. Ma come hanno promesso, torneranno.

«Regalare un momento così a questi bambini è qualcosa di speciale. La loro meraviglia, il loro sciogliersi al momento della consegna dei doni, i loro abbracci, il loro stupore nonostante il disagio di trovarsi in ospedale. Si tratta di una sensazione davvero impagabile», racconta Luca Carboni alias Spiderman, che con l’amico Riccardo Fabiani ha messo in archivio il primo capitolo di questa bella avventura umana. Che parte da molto lontano.

L’idea, infatti, Carboni ce l’ha dall’adolescenza. Ore di navigazione su Internet a reperire informazioni pratiche, giorni passati a progettare un costume più possibile vicino al reale, con l’aiuto complice della nonna in versione sarta. Tanti ostacoli, però, soprattutto di tipo economico. Dunque, fondamentale si è rivelato l’apporto di Futura, che dopo anni di rinvii ha finalmente concretizzato il tutto, fornendo supporto, aiuto, disponibilità.

«Senza l’associazione non avrei fatto nulla -conferma Carboni, che ne è diventato anche presidente-. Mi ha fornito una sponda solida, mi ha dato nuovi stimoli ed aiutato a trovare i fondi necessari per acquistare regali e materiali, anche grazie alle persone che hanno accettato di mettersi in gioco, agli sponsor e ad iniziative come “Il mio Presepe”, un concorso riservato a tutte le famiglie del Piceno e cui è possibile partecipare fino al 27 dicembre inviando tre foto all’indirizzo presepifutura@gmail.com».

«Ora l’obiettivo è quello di continuare così, con un occhio sempre rivolto al sociale, perché esserci è importante -conclude-. In situazioni del genere tutti gli stupidi problemi che abbiamo nel quotidiano cadono dinanzi a chi vive un momento difficile e riesce comunque a sorriderti. Per questo vogliamo andare avanti. Quindi, dopo “Il mio presepe” abbiamo intenzione di dare il là a una raccolta fondi per ampliare gli “eroi” a disposizione dei bambini: vorremmo acquistare un costume per un nuovo personaggio, sto prendendo contatti con alcuni professionisti del settore, deve essere una cosa ad hoc perché vogliamo che i bimbi vivano una vera e propria esperienza e non un mero scambio di doni».

 

 


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