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«Papà sta male,
puoi riportarlo a casa?»
Le letterine che riconciliano
col Natale
C’è anche chi chiede
il “gratta e vinci”

ASCOLI - Anche quest'anno tante le missive inviate dai bimbi a Santa Claus, un migliaio quelle finite del centro smistamento di Poste Italiane. Prima del Covid c'era anche un operatore che rispondeva. Oltre alle canoniche liste di regali ci sono anche richieste sui generis. Da chi chiede il biglietto "se possibile vincente" a chi mette le mani avanti: "A scuola ho preso due note, ma anche molti bravissimo"
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di Luca Capponi 

 

C’è chi chiede un “Turista per sempre” con la specifica fondamentale: “Possibilmente vincente”. Per uno scopo nobile però, cioè andare a visitare i parenti che vivono molto lontano dall’Italia. C’è chi spera nel regalo ma, preoccupato per l’orientamento di Santa Claus, disegna un’apposita mappa per aiutarlo a localizzare la casa giusta. C’è pure chi, evidentemente per mettere le mani avanti, specifica: “A scuola ho preso due note, ma anche molti bravissimo”. 

Le lettere arrivate a al centro smistamento di Ancona

E poi ci sono le letterine che stringono il cuore, in cui si chiede il ritorno di un genitore malato: “Papà sta molto male, ti chiedo se puoi di riportarlo presto a casa”.

L’indirizzo di destinazione apposto sulla missiva può variare: da Circolo Polare Artico a Via delle Renne fino a via Natalizia- Polo Nord, per citarne alcuni. I mittenti, invece, cambiano, ma nel caso specifico hanno tutti la stessa base di partenza: il Piceno con le sue 176 cassette rosse per imbucare la missiva e con i suoi 59 uffici postali pronti a riceverle.

Quello delle lettere di Natale è un esercito silenzioso che ogni anno riempie i cuori. Di sogni e desideri. Quelli più belli e puri. Quelli dei bambini.

Ma dove finiscono, poi, questi fogli di carta colorati, vergati a penna o matita, che dispensano tenerezza in chi si trova a leggerle?

Poste Italiane, che ogni anno si preoccupa di gestire tale flusso silenzioso di parole, ha stimato che le lettere arrivate al centro smistamento di Ancona, per questo Natale 2021, sono un migliaio circa. Tutte finiscono inevitabilmente nel capoluogo, dove fino all’emergenza Covid c’era anche qualcuno incaricato di fornire risposte ai tanti bambini, in nome di Babbo Natale. Un lavoro certosino, umano, che però le misure anti virus hanno fatto venire meno.

La poesia contenuta in questi piccoli spaccati di vita, al contrario, è rimasta la stessa. Per fortuna.

“Vorrei un overboard oppure se non puoi un Nintendo Switch. So che non abbiamo molti soldi quindi vedi tu…va bene anche un pappagallino inseparabile…ovviamente se puoi. Grazie per renderci felici ogni Natale”. 

 

 


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