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Peste suina africana,
nelle Marche attivata
l’Unità di crisi

APPROVATA in Regione l’istituzione dell’organismo per coordinare le attività di monitoraggio. Il vice presidente Mirco Carloni: «Non è trasmissibile all'uomo, ma potrebbe avere pesanti ripercussioni economiche sulla zootecnia e sul settore agroalimentare». Mercoledì prima riunione del coordinamento
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Mirco Carloni

 

Dopo i primi accertamenti del contagio in Italia, avvenuti in Piemonte e Liguria, la Regione Marche attiva l’Unità di crisi per l’emergenza della Peste suina africana (Psa).

La giunta regionale ha approvato l’istituzione dell’organismo per coordinare le attività di monitoraggio della Psa e per segnalare, alla stessa giunta, i provvedimenti da adottare.

L’Unità di crisi sarà composta dai Dipartimenti regionali di Salute, Sviluppo economico e della Protezione Civile e già mercoledì si riunirà per una prima riunione propedeutica di coordinamento. Componenti saranno l’Istituto zooprofilattico Umbria e Marche, i servizi veterinari regionale e Asur, il settore faunistico e la rete ecologica regionale, Polizia Provinciale e Carabinieri Forestali.

È previsto anche il coinvolgimento delle categorie interessate (agricole, venatorie, ambientalistiche) e delle parti sociali coinvolte. Opererà in stretto collegamento con il ministero della Salute, in sintonia con i Piani Psa nazionale e delle Marche 2021 e il protocollo d’intesa Gestione cinghiali 2021.

«E’ una malattia virale altamente contagiosa che colpisce esclusivamente i suini e i cinghiali. Seppure non trasmissibile all’uomo, potrebbe avere pesanti ripercussioni economiche sul settore zootecnico e l’industria agroalimentare, con percentuali di letalità che possono arrivare al 90 per cento – ricorda il vice presidente della Regione Mirco Carloni – appena giunta la segnalazione dal Ministero della Salute, venerdì 7 gennaio abbiamo immediatamente convocato il tavolo tecnico di emergenza per valutare il problema. Abbiamo anche inviato subito una nota informativa a tutti ai cacciatori, agli agricoltori e alle categorie sociali interessate per indicare la precauzioni da adottare e per segnalare eventuali avvistamenti di cinghiali morti o ammalati al Centro recupero animali selvatici. Un elemento chiave per contenere la diffusione della Psa consiste nella rapida localizzazione dell’infezione nelle popolazioni animali, attraverso un monitoraggio passivo. Come Regione Marche avevamo già attivato azioni mirate per contenere la popolazione dei cinghiali. Continueremo su questo fronte, adottando contestualmente tutte le azioni di prevenzione e di contrasto della Psa».


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