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Stagione 1985/86: gli ultimi derby

VENTOTTESIMA puntata della rubrica di Cronache Picene "Ascoli e Sambenedettese, un secolo di rivalità". Storie di sport, ma non solo
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Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Oltre alla rivalità sportiva, talvolta becera, c’è di più. Ci sono realtà figlie di passati gloriosi, che ai due centri hanno conferito prestigio. Ci sono state persone, popoli, storie e culture diverse, di pari dignità, separate solo da una manciata di chilometri, da conoscere, raccontare e tramandare. Accomunate, tutte, da un “eroismo” straordinario, che nessun astio, fazioso e municipalistico, può e deve cancellare. Di cui andare, tutti insieme, indistintamente, orgogliosi. L’amore cieco e sordo per il proprio campanile, il fanatismo che, in ogni campo, tutto avvelena, rischiano di farci ignorare, sia sotto il Torrione che in Piazza del Popolo, il meglio che, su entrambe le sponde, nei più diversi campi, con valore, sacrificio e abnegazione, durante lo scorrere degli ultimi secoli le nostre genti sono riuscite a costruire. A puntate, su Cronache Picene, racconteremo senza presunzione la Storia dei due centri. Sportiva e non. Scritta dai grandi personaggi del passato, soprattutto quelli meno celebri, da tramandare ai più giovani, e ai posteri, spesso ignari. Attraverso le glorie e le infamie, i fasti e le tragedie. Le pagine più esaltanti e i giorni più neri. Senza partigianerie e autoincensamenti di sorta. Senza sconti, che la Storia non può concedere a nessuno. Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto. Non più cugine invidiose e malevoli. Ma sorelle unite. E regine, entrambe, del Piceno e delle Marche. Non solo sui campi di calcio.

 

L’Ascoli 85-86 promosso in A e contestato per il pari con la Samb

PUNTATA n. 28

 

La coppia delle due principali squadre calcistiche del Piceno si ricompone dunque, come visto, in serie B nel campionato 85/86. La Samb ha sofferto per salvarsi solo nella stagione 83/84, per il resto disputando onorevoli campionati di mezza classifica. L’Ascoli, come già ricordato, dopo gli exploit dell’80 e dell’82, quando era riuscito ad arrivare a ridosso delle primissime posizioni di classifica nella massima serie, è appena retrocesso dalla serie A. Ma è già ben instradato, in testa alla classifica com’è, per ritornarci subito. La Samb veleggia tranquilla dal canto suo a ridosso delle prime, con sette punti di ritardo.

La Sambenedettese 85-86

l derby fra le due squadre manca da sette stagioni. Il calendario propone quello di andata alla diciassettesima giornata. E’ il 5 gennaio 1986. Il primo, e unico, finora, derby giocato al “Riviera delle Palme”, uno stadio nuovo di zecca, inaugurato appena cinque mesi prima. Contro la capolista l’allenatore Giampiero Vitali manda la Samb in campo con: Braglia, Petrangeli, Schio, Annoni, Cagni, Ferrari (17’st Di Nicola), Di Fabio, Galassi, Fattori (43’st Nobile), Manfrin, Ginelli. A disposizione Mattolini, Bronzini, Ranieri. Vujadin Boskov e Aldo Sensibile sul fronte opposto schierano Corti, Destro, Cimmino, Iachini, Perrone, Trifunovic, Marchetti Bonomi, Vincenzi (30’st Agostini), Incocciati, Barbuti. A disposizione Muraro, Giovannelli, Pochesci, Sabadini. Arbitra un fischietto internazionale, D’Elia di Salerno.

Gara molto equilibrata. In apertura di ripresa il gol di Massimo Barbuti gela la torcida rossoblù sulla gradinata nord del “Riviera delle Palme”. Per la Samb l’incubo di una sconfitta interna nel derby dura però solo nove minuti. Sauro Fattori ristabilisce infatti la parità calciando un magistrale calcio di punizione dal limite. Passato lo spavento si bada solo ad arrivare al triplice fischio finale senza danni. Con un pareggio che finisce, alla fine, per accontentare tutti.

Potrebbe essere così anche al ritorno. Invece no. Vale la pena, a questo punto, aprire una parentesi. Nel calcio succede spesso. Quando un punto basta a tutte e due le squadre per centrare i rispettivi obiettivi, va a finire sempre con un pari. Così, alla fine, possono far festa tutti. Come cinque anni prima, sempre in casa. 24 maggio 1981. Ultima di campionato. Al “Del Duca” si gioca Ascoli-Brescia. Un punto basterebbe ad entrambe le squadre per restare in serie A.

Derby di andata, l’ultimo al “Riviera” nel 1986: 1-1 con gol del bianconero Barbuti

Per novanta minuti va in scena una farsa con le due squadre intente solo a non farsi male a vicenda, aspettando il triplice fischio finale che anche l’arbitro, Redini di Pisa, non vede l’ora di fischiare per porre fine alla recita. La festa finale comune salta solo a causa dei risultati maturati sugli altri campi. Ben cinque squadre chiudono infatti al terzultimo posto a quota 25, ma la peggior classifica avulsa condanna proprio il Brescia. E’ solo la sfiga a rovinare la festa ai lombardi, e vanificare così il “biscotto” che, sugli spalti, tutti avevano gradito molto, prima, durante e dopo i novanta minuti di… non belligeranza, pur di garantirsi, a braccetto con gli avversari, matematicamente, la permanenza in serie A.

Vincenzi dell’Ascoli durante il derby del “Riviera”

Le cose però andranno invece, come vedremo, molto, molto diversamente, quando, dall’altra parte, la convenienza della spartizione della posta è per una squadra che si chiama Sambenedettese. Succede il primo giugno 1986. Terz’ultima giornata di campionato. Un solo punto è sufficiente a promuovere l’Ascoli di Vujadin Boskov e Aldo Sensibile in serie A. E’ la terza volta che accade nella sua storia. La Samb invece è inguaiata di brutto nella lotta per la salvezza. Deve assolutamente fare risultato nel derby per poter continuare a sperare di rimanere in serie B. Ascoli in campo con Corti, Destro, Cimmino (27’st Dell’Oglio), Iachini, Perrone, Trifunovic, Marchetti, Bonomi, Vincenzi, Incocciati, Barbuti (17’st Scarafoni). Giampiero Vitali, alla fine di quella sua unica stagione alla guida della Sambenedettese schiera Braglia, Petrangeli, Nobile, Ferrari, De Cicco, Annoni, Bronzini, Ranieri, Fattori (41’st Schio), Turrini, Di Nicola (31’st Giunta). Ad arbitrare il derby è stato designato uno dei fischietti più quotati, Paparesta di Bari. Quindicimila spettatori sugli spalti del “Del Duca” nel giorno, è l’auspicio, della grande festa per la promozione in serie A dell’Ascoli.

Ascoli-Samb, ultimo derby al “Del Duca”: a bordo campo i due presidenti Zoboletti e Rozzi seguono la gara seduti accanto

Le cose invece andranno molto diversamente. La Samb, sostenuta da numerosi supporter al seguito, resta sempre, ovviamente, abbottonata, a difesa del punto d’oro di partenza. L’Ascoli guida sempre la classifica, ma non sta attraversando un buon momento. Non segna da 250 minuti, ed è reduce da un mortificante 0-4 rimediato a Bologna sette giorni prima. Fa la partita, ma non è brillante e aggressivo come i suoi tifosi si aspettano. Mantiene ritmi blandi e quando riesce ad andare in gol, con Vincenzi, verso la fine del primo tempo, l’arbitro annulla subito per un fallo precedente commesso dallo stesso giocatore. L’unica occasione della gara per la Samb capita sui piedi di Bronzini che la sciupa malamente al cospetto di Corti.

Nell’intervallo cori bellicosi si levano dalle opposte tifoserie, ma il contatto sarà impedito ovunque dalle forze dell’ordine preparate da tempo all’appuntamento. Nella ripresa, al quarto d’ora, si registrerà anche un palo, colpito da Incocciati, a testimoniare della buona volontà dei bianconeri. Anche i sei ammoniti e l’espulsione di Trifunovic, possono indurre a pensare ad una accesa contesa. Ma quando lo slavo manda a quel paese l’arbitro, a sei minuti dalla fine, guadagnandosi il cartellino rosso, le bordate ingenerose di fischi del pubblico di casa piovono sulla propria squadra già da un pezzo.

Ascoli-Samb 0-0: a fine gara Turrini e Di Fabio salutano i tifosi rossoblù

Finisce 0-0. L’Ascoli è matematicamente in serie A, ma in pochissimi fra i suoi tifosi pensano a festeggiare. Anzi. Davanti alla tribuna del “Del Duca” prende subito corpo la contestazione più dura nel giorno meno adatto. “Promossi e assediati” titola eloquentemente un quotidiano locale il giorno dopo. Squadra e dirigenza bianconere vengono infatti duramente contestati proprio nel giorno del trionfo per la terza promozione in serie A. Un trionfo che sarebbe stato tale solo vedendo la Samb retrocessa in quello stesso giorno, proprio per opera dell’Ascoli. Con una vittoria. Che però non è arrivata. Il pareggio finale, è bene accetto, forse, ai due presidenti, Rozzi e Zoboletti, due galantuomini, che hanno seguito la partita seduti fianco a fianco.

Il derby di ritorno al “Del Duca”: azione davanti alla porta della Samb

Un pari, si convincono le malelingue, forse aggiustato da qualche dirigente bianconero compiacente, amico dei “pesciari” sambenedettesi. I sospetti dei tifosi, sempre in cerca di un capro espiatorio per ogni vicenda, si appuntano subito sul presunto autore della, presunta anch’essa, combine. Uno dei dirigenti bianconeri, che ha l’unico torto di lavorarci a San Benedetto, viene colpito anche da un pugno, dopo l’aggressione verbale da parte di un gruppo di tifosi inferociti subita nel piazzale del “Del Duca”. I giocatori restano assediati a lungo nello stadio, che lasceranno tutti insieme, molto più tardi, sotto i fischi e polemici lanci di monetine, sul pullman della squadra. Persino una sortita all’esterno del presidente Rozzi e dell’allenatore Boskov, nel tentativo di allentare un pò la tensione e cercare di placare, con un confronto diretto, le ire dei tifosi, non ha esito. L’allenatore slavo è addirittura colpito nel corso del parapiglia in cui il breve colloquio presto degenera, e riportato in salvo dal suo presidente all’interno della tribuna assediata. Qualche settimana dopo annuncerà il suo passaggio alla guida della Sampdoria, che condurrà a tanti successi.

Vujadin Boskov aggredito dai tifosi dell’Ascoli nel dopo derby

Costantino Rozzi è furente con i sostenitori bianconeri. A caldo, molto deluso e amareggiato per la contestazione, e, soprattutto, per il trattamento riservato nell’occasione anche a lui, minaccia persino di mollare tutto. Non sopporta l’idea di essere disprezzati così, lui con la sua squadra, proprio nel giorno di una promozione in serie A, riconquistata dopo solo un anno in serie B, al primo tentativo di risalita. Una impresa straordinaria, dopo un anno di battaglie, che pare non contare più nulla di fronte alla salvezza della Samb, favorita dal pareggio di quel giorno. All’imbocco del ponte che porta al quartiere Luciani, davanti alla curva sud, intanto, carabinieri e polizia stanno arginando a fatica gli ultras bianconeri. Questi infatti stanno cercando di entrare in contatto con quelli rossoblù, che stanno defluendo dalla curva opposta verso via delle Zeppelle.

Il Presidentissimo Costantino Rozzi

Arriva anche un elicottero di rinforzo, che con voli radenti a bassissima quota su quel ponte, cerca di disperderli. Solo per fortuna nessuno si farà male. L’Ascoli conserva anche la testa alla classifica davanti a Brescia e Vicenza. La Samb sale a quota 31 lasciando sul fondo Catanzaro e Monza. Ma non sarà solo il punto raccolto nel derby ad Ascoli a salvarla. Gli ci vorranno ben due altre imprese memorabili, che compirà nelle due ultime giornate per conquistarsi la permanenza in B. Travolgerà infatti sette giorni dopo il Palermo (4-1) nello scontro diretto al “Ballarin”, e si conquisterà la sudata e strameritata salvezza, la domenica successiva, vincendo anche (2-1) sul campo del Genoa all’ultima di campionato. Un finale di stagione davvero trionfale per quella Samb.

 

(continua)


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