Quantcast
facebook rss

Abbattimento di un capriolo
e macellazione clandestina
delle carni: denunciato cacciatore

ACQUASANTA - L'illecito è stato scoperto dai Carabinieri Forestali durante i controlli, mirati al rispetto delle regole della battuta al cinghiale, dal controllo della "casa di caccia", sul retro della quale erano stati occultati i resti dell'animale. Nei guai anche gli altri componenti della squadra 
...

Abbattimento e macellazione clandestina di un capriolo: per questo un cacciatore è stato denunciato dai Carabinieri Forestali della Stazione di Acquasanta.

I militari hanno scoperto l’illecito durante i controlli mirati, nell’acquasantano, alla verifica del rispetto delle norme che disciplinano la caccia al cinghiale.

Grazie ad una paziente attività di appostamento, i carabinieri hanno potuto riscontrare la macellazione del giovane capriolo (Capreolus capreolus) all’interno della cosiddetta “casa di caccia” di una delle squadre regolarmente autorizzate al prelievo dei cinghiali mediante braccata. Le carni appena macellate dell’animale, che erano state occultate nel retro di una baracca, sono state poste sotto sequestro insieme all’arma utilizzata ed ai resti dell’animale scuoiato.
Il responsabile dell’accaduto è stato denunciato in stato di libertà alla Procura della Repubblica di Ascoli e dovrà rispondere del reato di “abbattimento, cattura e detenzione di animali per cui la caccia non è consentita”, sanzionato dalla legge che vieta, durante le battute di caccia al cinghiale, l’abbattimento di “qualsiasi specie animale diversa dal cinghiale”.

Inoltre nella Regione Marche il prelievo del capriolo è consentito soltanto nella forma del “controllo selettivo”, attività disciplinata da specifiche disposizioni normative che prevedono, tra le altre cose, il possesso di specifica abilitazione da parte degli operatori e consentono tale attività solo in determinati periodi dell’anno.
La condotta illecita accertata, oltre a prevedere sanzioni previste dal codice penale, determina anche l’applicazione di quelle disciplinari a carico sia del singolo, resosi responsabile dell’illecito, sia dei componenti dell’intera squadra di caccia.
L’azione di vigilanza controllo dei Carabinieri Forestale nei confronti delle squadre di caccia al cinghiale non si limita tuttavia al contrasto del bracconaggio, ma risulta incentrato anche alla verifica del rispetto delle norme venatorie e di sicurezza connesse con l’esercizio delle battute di caccia, teatro, troppe volte, di incidenti anche mortali. Tra gli accertamenti più ricorrenti figurano la verifica del corretto uso degli indumenti ad alta visibilità e del rispetto
delle distanze da abitazioni e strade da parte dei cacciatori.


© RIPRODUZIONE RISERVATA


Torna alla home page


Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati




X