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Arte Frida Art Academy

ASCOLI - La prima edizione del "Premio Sparti" vede più di cinquanta artisti in mostra su un tema stimolante "l'Arte e le catene". Quando i privati sono pronti a dare il loro contributo: Walter Sparti con la sua impresa ne rappresenta la prova provata
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Mauro Vitale con il premio tra Walter Sparti e Donatella Ferretti

 

di Walter Luzi

 

Ascoli & Cultura. Dopo la scoppola della mancata capitale si riparte. Grazie anche al privato. La prima edizione, si spera di una serie infinita, del “Premio Sparti”, ha visto la luce grazie alla Frida Art Academy, nella sua nuovissima sede del Polo Sant’Agostino. Più di cinquanta gli artisti in mostra a su un tema stimolante: l’Arte e le catene. Il modo migliore per ripartire dopo la scottante bocciatura nella finale per la designazione della Capitale italiana della Cultura 2024. Testa bassa, e pedalare ora. Ci vogliono quantità e, soprattutto, qualità, non solo spot, per tentare di andare oltre le velleità.

 

Riccardo Sgattoni

La sinergia che Frida Art Academy, accademia libera di alta formazione artistica, ha instaurato con l’Accademia delle Belle Arti di Macerata, potrebbe essere un primo, importante passo in questo senso. Sta alle Istituzioni locali pensare, e pesare, i progetti, segnare la rotta, ed investire, oculatamente ed adeguatamente, in prospettiva. Si chiama visione tutto questo. Che deve chiamare a raccolta le menti illuminate, i portatori di esperienza ed energie vive, i talenti brillanti. Possibilmente le forze migliori disponibili sul territorio.

 

I privati, Walter Sparti con la sua impresa ne rappresenta la prova provata, sono pronti a dare il loro contributo, quando i progetti sono ambiziosi e concreti. E quando si è pronti a scommettere sul miracolo di riuscire a trasmettere la Cultura, quella con la C maiuscola, da pochi adepti a tutti. Sa ancora di vernice fresca la sede di Frida Art Academy, in spazi che appaiono come ritagliati su misura per lei, all’interno di un Polo Sant’Agostino destinato a diventare il fulcro culturale della ricorsa della città alle prossime sfide.

 

Con la biblioteca “Gabrielli”, finalmente riaperta al pubblico, il museo “Licini”, e, appunto, il laboratorio artistico sperimentale proteso verso nuove, ardite frontiere espressive, diretto da Zeno Rossi: “Il premio Sparti – commenta il responsabile, pittore, docente ed esperto d’arte – si è rivelato una zona franca per molteplici linguaggi. Un appuntamento appena nato e di conseguenza non gravato da una storicità conformante. E’ stata una sorpresa la necessità dialettica di tanti artisti giovanissimi. Un urgenza generazionale lasciata scoperta in questi periodi di oscurantismo sociale ed etico”.

 

“Peace Colors”: acrilico su tela, 50×70 cm di Riccardo Sgattoni

Circa una sessantina le opere presentate al “Premio Sparti”, che resteranno esposte fino al prossimo nove maggio. Appartengono ad una moderna Babele trasversale dei linguaggi: nft, video performance, allestimenti, sculture, aggregazioni spaziali, e persino tatuaggi innovativi. Le hanno firmate Artists selezionati per l’occasione, Guest ad invito, e docenti dell’accademia fuori concorso. In giuria fra gli altri, impegnati Ado Brandimarte, Gabriele Coccia, Gigi Morganti e Maria Jenie Rossi. Nomi famosi e talenti locali semisconosciuti, fianco a fianco. Età media degli artisti, ovviamente, molto bassa, fra qr code per nft, post-umani parlanti e azionismo estremo. Nuove frontiere espressive, come detto, che potrebbero anche far drizzare i capelli in testa al professor Stefano Papetti, curatore scientifico ed autentica istituzione vivente a capo della vicina civica Pinacoteca Comunale. Ci sarà un gran bisogno di tanti come lui, preparato ed entusiasta, appassionato e competente, ad ogni livello, e in ogni ambito, per arrivare a tagliare certi impegnativi traguardi.

 

La mission sarà riuscire a creare una tradizione d’arte attraverso eventi di livello, che congiungano, indissolubilmente, la città alla sua Storia e alla sua straordinaria bellezza, sottolineata ancora, di recente, sul grande schermo. In proposito anche di Scenografia e Arte Cinematografica, Regia cinematografica e teatrale, oltre alle arti visive  e performative e sound design offrirà opportunità, in una offerta multidisciplinare di livello, la Frida Art Accademy. Tornando al “Premio Sparti” risulta sempre antipatico stilare delle classifiche, quando c’è l’arte di mezzo, e, soprattutto, quando le forme espressive sono moderne, talvolta tecnologiche, sempre estreme.

 

Il primo  riconoscimento è andato a Mauro Vitale con Ritratti dell’ingiustizia, excursus fotografico sulle popolazioni più ai margini, con la seguente motivazione: “ Per un viaggio infinito lungo una vita, per la sensibilità dimostrata, per la maestria tecnica nell’attimo”. L’armatura, opera di Sophia Ruffini, La muta, la pelle si aggiudica la menzione speciale per le istallazioni “Per la novità tecnica, per il superamento del concetto spaziale, per un’estetica funzionale al concetto”. Alla giovanissima Aguara, con Sensory Overload, è andato il premio come miglior artista emergente “Per la toccante opera, frutto di un lavoro intimo e profondo”. Le due borse di studio, messe a disposizione da Frida Art Academy, sono andate a Sara Ferranti con l’opera Pane quotidiano “ … per la sensibilità dimostrata nel cogliere un attimo intimo, con un linguaggio immediato e scevro da ogni preconcetto o stilema esistente” e Riccardo Sgattoni per Peace of colors con la motivazione: “Quando il colore cambia il significato, quando la materia diventa espressione ed il rappresentato un mero veicolo”.

 

Proprio quest’ultimo evergreen, il cinquantatreenne RS artmaker ascolano, vanta un curriculum fra i più consistenti, con una serie di mostre, concorsi e riconoscimenti raccolti, in Italia e all’estero, lunga così. Un talento locale, poco noto ai più, che il primo Premio Sparti” ha avuto, fra i tanti, anche il merito di mettere in luce.  

 


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