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Urbanistica, Cambia San Benedetto: «Il piano regolatore lo abbiamo già. Ora si dica “no” alle varianti»

SAN BENEDETTO - La lista di centrosinistra chiude la porta ad un nuovo piano regolatore e striglia la maggioranza sulle varianti urbanistiche
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L’area Brancadoro

 

di Giuseppe Di Marco

Cambia San Benedetto torna sulla breccia con una forte reprimenda nei confronti dei vecchi sodali del coordinamento “Stop al Consumo di Suolo” e soprattutto del sindaco di San Benedetto Spazzafumo.

Il tema è quello della pianificazione urbanistica della città, che secondo i membri della lista non dovrebbe passare attraverso la redazione di un nuovo piano regolatore.

«Leggiamo dal “Coordinamento fermiamo il consumo di suolo” che San Benedetto avrebbe bisogno urgentemente di un nuovo Piano Regolatore Generale (Prg) – dichiara il referente Giorgio Mancini – In merito a questa affermazione ci sentiamo di dover quantomeno chiarire che San Benedetto un Prg lo ha. Datato senz’altro ma soprattutto non realizzato.

San Benedetto piuttosto avrebbe bisogno di soldi per espropriare le aree a standard del Prg del 1990 (sarebbe interessante capire quanti soldi dall’approvazione del Prg siano stati messi a questo fine, a nostro giudizio davvero pochini). Poi può ripianificare quelle stesse aree (per noi è necessario togliendo volumi non realizzati) ma fare un PRG nuovo non necessariamente porta ad una città nuova (e pubblica) soprattutto se non si hanno i soldi per realizzarla. Per questo spendere i soldi per un nuovo Prg non ci sembra scelta oculata».

Mancini si sofferma, inoltre, sulla necessità di rifiutare le varianti al piano regolatore attraverso uno specifico atto del consiglio comunale.

«Come coordinamento Fermiamo il consumo di suolo (quando ne facevamo ancora parte) infatti avevamo scritto, nella mozione consiliare, documento fondativo del coordinamento stesso (poi discussa in Consiglio comunale), che eravamo contro le varianti di Piunti ed in generale contro il consumo di suolo e chiedevamo invece varianti in peius, cioè che togliessero i volumi previsti dal Prg del 1990. Volumi privati e volumi pubblici (che senso ha mantenere ad esempio una destinazione sportiva sull’area Brancadoro con tutte quelle migliaia di metri cubi quando, nel frattempo, sono stati realizzati in altre zone della città impianti sportivi). Ricordiamo tra l’altro che quella mozione è stata bocciata ma ebbe il voto favorevole di due consiglieri comunali che oggi siedono in giunta, Pellei e Capriotti. Questo ci sentiamo ancora di chiedere oggi.

Ci pare, purtroppo, che questa amministrazione, non sia però in grado di andare oltre i pronunciamenti da campagna elettorale. Ad esempio: l’assessore all’urbanistica Gabrielli, pochi giorni fa, in una intervista, ha affermato che la maggioranza è contro le varianti ma che attendono la sentenza del Tar sul ricorso della Areamare srl, sperando che questa non sia favorevole alla Areamare srl perché potrebbe scatenare altri ricorsi da parte di altre società. Ma la causa è sulla mancata risposta dell’Amministrazione alla proposta di variante dell’Areamare srl e non può certo esprimere un giudizio di merito. Il Tar potrebbe dare ragione alla Areamare srl intimando al Comune di decidere in breve tempo sulla loro variante ma non certo indicare se quella variante vada fatta o no.

È per questo che non capiamo perché se si è (veramente) contro le varianti non si è proceduto allo stop dell’iter già da tempo. Se si fosse fatto questo oggi il ricorso sarebbe decaduto. Tralasciamo poi la vicenda che ne è seguita sulla nomina di un avvocato fratello di un consigliere di maggioranza. Sbagliata secondo un consigliere della stessa maggioranza (Pasquali), ed aggiungiamo noi, inopportuna ed imbarazzante».

 


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