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Cultura, Cesetti al vetriolo: «Non è una priorità per la giunta Acquaroli»

IL CONSIGLIERE regionale Pd: «Il nostro impegno si sposta ora in Consiglio, dove daremo battaglia per invertire questa visione miope e dannosa, che spinge le Marche verso un già palpabile declino. Ma lo faremo, come sempre, in modo costruttivo, proponendo modifiche e miglioramenti»
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«Fin dall’inizio del suo mandato, la cultura non ha mai rappresentato una priorità per la giunta Acquaroli. Se ne fosse servita una conferma, questa è puntualmente arrivata dall’approvazione in I commissione del Programma regionale del 2022, a cui ho convintamente votato contro.

 

Fino al 2020, grazie alle risorse messe a disposizione di enti e associazioni dalle Amministrazioni regionali di centrosinistra, le Marche hanno potuto godere di un’offerta culturale ricca e di qualità che ha segnato una significativa crescita del tessuto sociale e culturale dei nostri territori, con progetti ed eventi di respiro nazionale e internazionale. Oggi non è più così e, non a caso, ciò che a fatica continua a resistere è eredità di quella feconda stagione, tanto che il centrodestra governa ancora con la pianificazione delle risorse da me realizzata nel 2019». A dirlo è il consigliere regionale del Partito Demcoratico Fabrizio Cesetti.

«Anche nel 2022 – spiega il consigliere dem – registriamo un drastico taglio dei fondi che colpisce in modo particolare realtà associative ed enti locali già messi a dura prova dalla pandemia. Difficoltà che diventano l’anticamera di una crisi nei territori delle Marche meridionali, dove ai guasti prodotti dal Covid si aggiungono le problematiche del sisma. Basti pensare alle leggi e ai bandi che non saranno rifinanziati, mentre altri, riguardanti autentiche eccellenze come lo spettacolo dal vivo, i festival, il teatro, il cinema, la fotografia e l’arte contemporanea, saranno pressoché dimezzati.

 

Gravissima, poi, è stata la decisione senza precedenti di presentare solamente uno primo stralcio della programmazione, anziché quella completa e annuale. Ciò, oltre a impedire a sindaci, enti e associazioni una visione di insieme sulle politiche dell’Assessorato alla Cultura, dimostra inequivocabilmente l’assenza di una strategia che porta la Regione Marche a navigare a vista».

 

«Purtroppo – conclude Cesetti – sembra di essere tornati indietro di decenni, quando alcuni asserivano che con la cultura non si mangiasse. Invece non solo con la cultura si mangia, tanto che questo settore è ormai inscindibile dal turismo e dà lavoro a migliaia di persone, ma contribuisce a far crescere valori e sensibilità che aumentano la qualità della vita delle nostre comunità.

 

Un compito che in nessun modo può essere affidato alla miriade di leggine spot, spesso non finanziate in sede di bilancio, che la destra continua copiosamente a produrre, senza alcuna visione e originalità, per sostituire una programmazione seria, strutturata e costruita con la partecipazione di tutti gli stakeholders. Il nostro impegno si sposta ora in Consiglio, dove daremo battaglia per invertire questa visione miope e dannosa, che spinge le Marche verso un già palpabile declino. Ma lo faremo, come sempre, in modo costruttivo, proponendo modifiche e miglioramenti, proprio perché noi, a differenza loro, siamo assolutamente consapevoli del ruolo fondamentale che la cultura ricopre per il futuro della nostra regione».

 


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