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Pazienti dializzati hanno rischiato di rimanere a piedi

ASCOLI - A denunciare il fatto, Michele Giovanili delegato locale Aned che ne spiega i motivi e ringrazia pubblicamente chi ha permesso di garantire il servizio almeno per tutto il 2022
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Michele Giovanili

 

 

Pazienti dializzati hanno rischiato di restare a piedi: è accaduto ad Ascoli, dove la cooperativa che li accompagna a fare la terapia non riusciva più a stare dentro con i costi.

«Se non fosse stato per la sensibilità dimostrata da parte del consigliere comunale Micaela Girardi, del consigliere regionale Andrea Maria Antonini, del sindaco Marco Fioravanti e della Fondazione Carisap, il servizio sarebbe stato interrotto a dicembre 2021».

 

A dirlo è Michele Giovanili, delegato Aned (Associazione Nazionale Emodializzati Dialisi e trapianto) per Ascoli, che spiega i motivi: «A causa dell’insostenibilità dei costi per organizzare con adeguati mezzi e personale i trasporti dei pazienti, visto l’esiguo rimborso previsto dalla normativa regionale, la cooperativa “Il Picchio”, alla quale va riconosciuto il massimo sforzo per continuare nel suo impegno, ha ritenuto inevitabile dover sospendere il servizio al 31 dicembre 2021».

 

Giovanili, di fronte alla criticità, si è immediatamente attivato per “reperire fondi”, che sono arrivati appunto, e motivo per cui lo stesso Giovanili, a nome della categoria che rappresenta, vuole ringraziare tutti pubblicamente: «E’ solo grazie a loro (Girardi, Antonini, Fioravanti e vertici della Fondazione, ndr) che è stato possibile raccogliere i fondi necessari a coprire tutte le spese, per far sì che il servizio del trasporto dializzati continuasse almeno fino al 31.12.2022. L’Aned pertanto li ringrazia pubblicamente anche a nome di tutti i pazienti che hanno bisogno di questo trattamento salvavita e che non hanno la possibilità di recarsi in maniera autonoma al centro dialisi, riconoscendo loro una non comune sensibilità ai temi sociali e ai diritti legati a questa condizione».

La questione riguarda quelle persone che, pur essendo autosufficienti perché non sono in carrozzina oppure allettati, non hanno nessuno che possa accompagnarli. In questo caso usufruiscono di quello che si definisce “trasporto collettivo”, servizio gratuito per gli utenti, offerto ad Ascoli dalla cooperativa “Il Picchio”, in ragione di una convenzione con l’Area Vasta 5 e che prevede un rimborso regionale.

Ecco, questo rimborso regionale sta provocando problemi in tutte le Marche, poiché non copre più le spese, sia perché è sceso il numero degli utenti, sia perché il costo della gestione è lievitato. Risultato, ad Ascoli non si poteva andare avanti senza un aiuto extra.

«L’Aned – afferma ancora Giovanili – rappresenta e tutela fin dal 1972 i pazienti nefropatici, dializzati e trapiantati. In Italia ogni settimana pazienti in dialisi percorrono centinaia di chilometri per recarsi ai propri centri in maniera autonoma oppure accompagnati da familiari o dalle varie associazioni, Croci, cooperative che effettuano un servizio di trasporto collettivo.

Esiste naturalmente una normativa regionale che stabilisce rimborsi per le spese di trasporto, a seconda della situazione in cui il paziente si trova. Purtroppo in tutta la regione Marche il trasporto collettivo rappresenta ancora un problema perché, anche se modificata varie volte negli ultimi anni, la normativa in materia di rimborsi non garantisce in tutti i centri il funzionamento del servizio».

m.n.g.


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