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Stroncatura della Corte dei Conti al rendiconto 2019: «Rilevate criticità strutturali»

SAN BENEDETTO - La delibera dell'organo di rilievo costituzionale parla di criticità strutturali emerse nell'ambito dei pagamenti, della gestione di cassa, dei cronoprogrammi di spesa e nel rilascio di garanzie fideiussorie
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La Corte dei Conti ha bocciato il rendiconto di bilancio 2019, licenziato dall’Amministrazione Piunti

 

di Giuseppe Di Marco

 

E’ una vera e propria doccia gelata, l’analisi del rendiconto di bilancio 2019 inviata dalla Corte dei Conti – Sezione di Controllo della Regione Marche, al Comune di San Benedetto. Un’analisi che parla di «criticità strutturali» per quanto riguarda la tempestività dei pagamenti, l’entità dei residui passivi, la gestione di cronoprogrammi di spesa, il rilascio di garanzie fideiussorie e il prospetto di debiti e crediti maturati con propri enti e organismi partecipati.

Un documento articolato, che in quasi 30 pagine fotografa il consuntivo licenziato dall’Amministrazione Piunti. Un documento che getta sinistre ombre sul passato amministrativo dell’ente e che forse suggerisce la necessità di ulteriori verifiche alle casse dell’ente rivierasco, dato che su quel documento si sono basati i successivi sviluppi gestionali del Comune.

 

LA GESTIONE DI CASSA

 

La Corte dei Conti, presieduta da Vincenzo Palomba, ha innanzitutto posto l’attenzione sull’Indicatore di Tempestività dei Pagamenti (Itp) considerato di gran lunga superiore al limite legale. Allo stesso tempo, la delibera 47/2022 prodotta dall’organo di rilievo costituzionale ha evidenziato la presenza di un «considerevole accumulo di residui passivi», con tutta probabilità causato da «strutturali carenze organizzative e procedurali dell’ente». In totale, nel 2019, si registrarono più di 24 milioni di residui passivi, di cui oltre 2,8 privi di «esame completo e specifico».

Una considerazione interessante viene fatta a proposito dell’Itp, il cui deterioramento, scrive la Corte dei Conti, si traduce «in un aggravio degli oneri finanziari a carico dell’ente […] e conseguente eventuale insorgere di profili di responsabilità erariale».

 

LA SPESA

 

In questo ambito, la Sezione di Controllo rileva la presenza, peraltro comunicata dal Comune, di difficoltà con gli uffici tecnici nella corretta determinazione dei cronoprogrammi di spesa, soprattutto in riferimento a lavori di minore importo.

«Le risposte fornite dall’ente – sentenzia la Corte – fanno chiaramente trasparire un’inadeguata o comunque non del tutto appropriata o efficiente gestione dei cronoprogrammi di spesa, che, di conseguenza, si ripercuote sugli stati di avanzamento dei lavori».

 

LE GARANZIE FIDEIUSSORIE

 

L’analisi procede citando tre casi in cui il Comune ha siglato convenzioni con associazioni sportive, nelle quali era prevista anche la stipula di fideiussioni. La prima è una fideiussione da 100.000 euro rilasciata all’Unione Rugby San Benedetto per lavori di adeguamento al campo (2015), una da 125.000 al Fc Torrione Calcio 1919 per la gestione del campo “La Rocca” (2014) e una da 100.000 euro alla Asd Collection per la sponsorizzazione dei lavori alla pista di atletica e alla copertura della gradinata (2010).

Secondo la Corte dei Conti, «il rilascio di tali garanzie non appare pienamente rispettoso di quanto previsto nel Testo Unico degli Enti Locali». Il Tuel, infatti, consente il rilascio di garanzie fideiussorie in favore di terzi a condizione che il progetto in questione sia stato approvato dall’ente locale. Ma nella delibera si specifica che «i progetti non risultano esser stati sottoposti alla preventiva approvazione dell’ente locale» e che «manca o, comunque, appare gravemente lacunosa la regolamentazione dei rapporti finanziari tra l’ente locale e le associazioni in caso di rinuncia alla realizzazione dell’opera o di scioglimento anticipato della convenzione». La chiosa finale, a tal proposito, è tutt’altro che rassicurante: «le convenzioni – recita la delibera – prevedono consistenti oneri finanziari a carico del Comune».

 

IL PROSPETTO DEBITI/CREDITI

 

La disamina si conclude con l’annotazione che i prospetti dei reciproci rapporti debitori e creditori tra Comune e organismi partecipati non sono stati predisposti. «L’omissione – conclude la Corte dei Conti – sarebbe stata determinata da carenze organizzative interne del Comune, aggravate dal sopraggiungere della pandemia».


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