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Gemellaggio: 40 fedeli a Napoli per assistere alla liquefazione del sangue di San Gennaro

IL PELLEGRINAGGIO, interrotto dalla pandemia, è ripreso in ragione della fratellanza tra Ascoli ed il capoluogo campano, in nome di Sant'Emidio ed il martire napoletano. A capo della delegazione il vescovo Palmieri e don Carlo Lupi
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La delegazione ascolana a Napoli

 

E’ ancora pellegrinaggio a Napoli in ragione di un gemellaggio che lo scorso anno ha celebrato il 20esimo anniversario: tra Ascoli e Napoli, nel nome dei martiri San Gennaro e Sant’ Emidio.

Dopo la pausa dovuta all’emergenza Covid, si è rinnovata quella che era diventata una tradizione e che vedeva una delegazione ascolana partire alla volta del capoluogo campano, in occasione della  festa della traslazione delle reliquie di san Gennaro, in cui si ripete l’evento della liquefazione del sangue del santo.

Erano circa 40 i fedeli della diocesi di Ascoli. Ad accompagnarli, il vescovo Gianpiero Palmieri e don Carlo Lupi, ora parroco di San Giacomo della Marca, promotore 21 anni fa del gemellaggio che ha poi abbracciato l’intera Diocesi, tra Napoli e San Gennaro di Folignano, di cui don Lupi era alla guida.

L’idea, poi messa nero su bianco in un libro, è valsa al religioso il titolo “Emidius” lo scorso anno (leggi qui).

L’ultima esperienza napoletana per la delegazione picena è stata all’insegna della fede, del rispetto per i santi patroni, ma anche un momento per rinsaldare il legame tra le due Diocesi, ascolana a napoletana. Ad accogliere gli ascolani, sede il cardinale emerito Crescenzio Sepe, uno dei principali protagonisti del gemellaggio, ed rettore della basilica dell’Incoronata, Madre del Buon Consiglio a Capodimonte, monsignor Nicola Longobardo.

 

Poi il momento cruciale, la liquefazione del sangue: l’estrazione delle ampolle custodite nella cassaforte nella cappella del tesoro, ha rivelato il prodigio, con il sangue che si era già sciolto, tra gli applausi dei fedeli.

Toccante l’omelia dell’arcivescovo, durante la celebrazione religiosa, che ha attualizzato l’evento del prodigio, affermando che il sangue viene ancora versato nella città di Napoli e nel mondo e invocando un cambiamento dei cuori che porti alla pace.

 

 


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