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Ospedale di primo livello su due plessi: la conferma di Saltamartini in Consiglio comunale

SAN BENEDETTO - Tutto deciso: il presidio ospedaliero del Piceno sarà distribuito su due plessi, di cui uno a San Benedetto, che avrà una dotazione di 225 posti letto. Smentita ogni possibilità di ristrutturare l'ospedale esistente. Ecco tutti gli interventi del lungo pomeriggio
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L’intervento di apertura del sindaco Antonio Spazzafumo al Consiglio aperto sulla Sanità

 

di Giuseppe Di Marco

 

E’ stato un Consiglio fiume. Aula strapiena, interventi ben oltre il minutaggio, scintille fra avversari di vecchia data dello scenario politico Piceno. Insomma, un pomeriggio, quello di oggi giovedì 12 maggio, con tutti gli ingredienti messi a fermentare in mesi, anni di dibattito sulla Sanità.

 

E come in ogni incontro del genere, tante sono state le novità, alcuni dubbi fugati, altri no. A partire dalla Medicina d’Urgenza, che a detta del vertice Asur non verrà chiusa, per arrivare al tema delle strutture di comunità, su cui l’Azienda sanitaria assicura adeguato e sovrabbondante investimento. Infine, la questione madre: l’ospedale nuovo, tra realtà e chimera, dati e annunci. Un ospedale che sarà di primo livello spalmato su due plessi.

 

L’assessore Saltamartini

Per l’occasione l’aula si è riempita: a partecipare al Consiglio, fra gli altri, sono stati gli onorevoli Lucia AlbanoGiorgio Fede e Rachele Silvestri, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, gli assessori regionali Guido Castelli e Filippo Saltamartini, la direttrice dell’Asur Nadia Storti, il direttore di Area Vasta 5 Massimo Esposito, il presidente della Provincia di Ascoli Sergio Loggi, i consiglieri regionali Andrea AssentiAndrea Antonini, gli ex consiglieri regionali Fabio Urbinati e Peppe Giorgini, il presidente del Comitato “Salviamo il Madonna del Soccorso” Nicola Baiocchi, oltre che referenti politici, istituzionali e sindacali della riviera e del Piceno.

 

Il sindaco Spazzafumo

IL SINDACO

Il discorso d’apertura, come da etichetta, è spettato al sindaco Antonio Spazzafumo: «La Sanità locale, negli ultimi vent’anni, non è stata attenzionata – ha detto il primo cittadino – nessuno si è preoccupato di questo ospedale: è come se io fossi stato messo alla guida di una macchina che andava a 200 chilometri orari, ma che non andava in nessuna direzione. Voglio vedere se c’è voglia di costruire o si fa solo finta di voler costruire. Abbiamo fatto incontri in maggioranza in cerca di punti in comune da presentare al presidente Acquaroli. Sulla Sanità tutti vogliamo la stessa cosa, quindi lasciamo da parte la politica e cominciamo a pensare alla nostra città».

 

Lorenzo Marinangeli

I CONSIGLIERI

A seguire, sono stati i capigruppo sambenedettesi a dire la loro. Lorenzo Marinangeli (Lega) ha chiesto quando verrà avviato lo studio di pre-fattibilità per la realizzazione di un nuovo ospedale, già finanziato dalla Regione Marche con 400.000 euro. Paolo Canducci (Verdi) ha sottolineato come la possibilità di un confronto sia stata di fatto annullata dalla programmazione degli interventi, in base alla quale il governatore delle Marche ha parlato per ultimo.

Aurora Bottiglieri

Atteso anche il discorso di Aurora Bottiglieri (Pd, Articolo Uno e Nos), secondo la quale a San Benedetto spetterebbero due case della comunità “hub”, due “spoke” e un ospedale di comunità. A detta della dottoressa, però, la Regione non avrebbe stanziato sufficienti risorse per realizzare tutte queste strutture in Riviera. L’ex sindaco Pasqualino Piunti ha domandato specifica elencazione delle risorse che verranno assegnate alla realizzazione dell’ospedale nuovo a San Benedetto.

Giorgio De Vecchis

Giorgio De Vecchis (San Benedetto Viva) ha chiesto alla dottoressa Storti trasparenza per quanto riguarda i dati pubblici relativi ai presidi sanitari delle Marche. Il consigliere di maggioranza ha inoltre fatto notare come il trattamento della Regione nei confronti della sanità sambenedettese risulti tanto antieconomico da poter suscitare un intervento della Corte dei Conti.

 

LA MEDICINA D’URGENZA

Sulla Murg di San Benedetto è intervenuta la dottoressa Storti: «La Medicina d’Urgenza non chiuderà – ha detto il direttore Asur – perché non è proprio possibile. I posti letto sono qualificati, non di osservazione breve intensiva. Il personale infermieristico sarà rimesso nella Murg e formeremo nuovi medici di Pronto Soccorso, attraverso la attivazione di 8.000 nuove borse di studio. Bisogna avere un po’ di pazienza perché stiamo pagando la carenza di medici in tutte le specializzazioni più critiche».

 

Paolo Canducci

LE STRUTTURE DI COMUNITA’

E’ la stessa Storti a mettere in chiaro quale sarà la superficie della futura casa di comunità: «Nella tabella inviata al Ministero e vagliata da quest’ultimo, abbiamo una Casa della comunità per 2.700 metri quadri – afferma Storti – da un punto di vista strutturale le superfici sono adeguate. Per i tempi di realizzazione dovremo attendere il 2026».

 

L’OSPEDALE NUOVO

A chiarire una volta per tutte la querelle sull’ospedale nuovo è stato l’assessore Saltamartini, che ha formalmente preso l’impegno di realizzare, nella futura entità istituzionale picena, un ospedale di primo livello «spalmato su due plessi», con un investimento per San Benedetto di 80 milioni di euro e, sempre per l’ospedale rivierasco, una dotazione di 225 posti letto. «Ci impegniamo con voi, di fronte a questo consesso, a spendere 80 milioni – ha asserito Saltamartini – dopo aver stralciato ogni possibilità di un ospedale unico ci siamo messi a lavorare ad una proposta differente. Per noi è conforme al Decreto Balduzzi realizzare un presidio spalmato su due plessi».

 

Emiciclo pieno per questa seduta straordinaria del 12 maggio


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