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«Jova Beach Party a Casabianca, diffida delle associazioni ambientaliste»

IL COMITATO Tag Marche: «Contrarietà di tutte le associazioni ambientaliste alle manifestazioni che si tengono lungo le spiagge, ed in generale in tutte le aree maggiormente sensibili all’impatto antropico»
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Il Jova Beach Party

Associazioni ambientaliste contro le manifestazioni che si tengono lungo le spiagge. A spiegare il perché, sabato 28 maggio, alle 18 a Porto San Giorgio, l’architetto e fumettista Franco Sacchetti dal titolo “Sì fratino, no party”.

 

«Si parlerà chiaramente – fanno sapere dal comitato Tag Marche che riunisce svariate associazioni ambientaliste – del problema Jova Beach Party nella località di Lido di Fermo, location già contestata alla prima edizione, scelto nuovamente per la seconda che si terrà nelle date del 5 e 6 agosto»

Fratino-adulto

Il fratino

 

«Autore del fumetto “Fratini d’Italia” e curatore del blog “A chi Jova beach tour”, l’architetto Sacchetti  è tra i maggiori conoscitori della problematica a cui ha dedicato articoli e pubblicazioni fino alla forte presa di posizione contro eventi in spiaggia come quello appunto organizzato dalla Trident Music srl dal 2019 in poi.

Scopo dell‘iniziativa – spiegano dal Tag – è quello di far conoscere alla popolazione il perché della contrarietà di tutte le associazioni ambientaliste alle manifestazioni che si tengono lungo le spiagge, ed in generale in tutte le aree maggiormente sensibili all’impatto antropico».

 

«Nella stessa giornata sarà presentata al pubblico – aggiungono dal Comitato con il portavoce Luigi Silenzi la diffida inviata al Comune di Fermo dal Tag Costa Mare, con l’approvazione dalle maggiori associazioni ambientaliste, contro la eventuale decisione dell’amministrazione comunale di Fermo in merito alla autorizzazione dei due nuovi appuntamenti in quello stesso luogo a Casabianca, indicata oggi, come allora, quale area di nidificazione del Fratino, specie di uccello altamente protetto.

 

Tutti sono invitati a partecipare all’incontro, anche gli amministratori, fermani e non, perché si possa comprendere che il concetto di tutela ambientale mal si sposa con forme di spettacolo che risultano altamente impattanti, che i siti naturalistici delicati sono da rispettare e che per fare business non bisogna essere necessariamente contro i principi della conservazione della natura».


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