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Elezioni comitati quartiere, Canducci: «Deriva preoccupante, vanno sospesi almeno per un anno»

SAN BENEDETTO - Santini e candidati a presenziare per non perdere nemmeno un voto. In alcuni seggi sono dovute intervenire le Forze dell'ordine. Il consigliere comunale, ex assessore ed ex candidato sindaco: «Nascono e devono restare apartitici, mantenere la propria autonomia nei confronti dei partiti ma spazio dei cittadini e per i cittadini. E invece è invasione della politica»
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Paolo Canducci, capogruppo di Europa Verde

«Quello a cui stiamo assistendo ai seggi per il rinnovo dei Comitati di Quartiere non so se definirlo più comico o tragico. In poche settimane siamo passati dalla mancanza assoluta di candidati, che costringeva i direttivi uscenti a supplicare gli abitanti del quartiere per convincerli a candidarsi, a una miriade di persone che addirittura hanno preparato santini con tanto di campagna elettorale e presidiano fisicamente i seggi per non perdere nemmeno un voto».

 

Comincia così la disamina dell’election day per il rinnovo dei Comitati di quartiere di San Benedetto del consigliere comunale Paolo Canducci (Verdi), ex candidato sindaco ed ex assessore.

 

«In alcuni seggi sono addirittura dovute intervenire le Forze dell’ordine – continua Canducci – perché si assisteva a scene patetiche di candidati che cercavano di intercettare i voti dei residenti compiendo azioni chiaramente illegali: mai avvenuto prima. Tutto questo nasce dal fatto che mai come quest’anno la politica, nella sua accezione più negativa, ha cercato e sta cercando di influenzare i direttivi dei Comitati di quartiere inserendo dei propri referenti, molti dei quali si erano candidati alle ultime Amministrative con esiti fallimentari. I partiti del centrodestra cittadino, in particolare, hanno candidato loro iscritti ovunque, forse nella speranza di avere la rivincita dopo la sonora bocciatura elettorale. E questa discutibile scelta ha spinto anche la maggioranza e gli altri a correre ai ripari, ed ecco spiegate le risse ai seggi.

 

L’atteggiamento e la scelta di invadere il campo dei quartieri di questi partiti, mostra con estrema chiarezza quale sia la loro visione della democrazia, della partecipazione e, da ultimo, dei Comitati di quartiere intesi come braccia da armare contro l’Amministrazione quando si è all’opposizione o a sostegno quando si è in maggioranza.

 

In realtà i Comitati nascono e devono restare apartitici. Devono mantenere la propria autonomia nei confronti dei partiti. Nascono come spazio dei cittadini e per i cittadini. Volerli controllare dall’interno, o indirizzarli verso un parte o l’altra, utilizzarli unicamente come trampolino di lancio per una futura carriera politica o come ripiego dopo una sonora bocciatura elettorale, assesterà il colpo finale ai Comitati stessi e all’interesse che i normali cittadini nutrono verso la politica vera

 

Come ho detto in Consiglio comunale – insiste Canducci – in occasione dell’approvazione delle modifiche al regolamento per l’elezione dei Comitati è necessaria e urgente una riflessione su ruolo, funzioni e numero (16 sono troppi) dei comitati di quartiere. Nel frattempo che il Consiglio comunale discute sulle nuove regole sarebbe opportuno, almeno per un anno, sospendere elezioni e gli stessi comitati. Del resto i cittadini sono ampiamente rappresentati dai consiglieri comunali eletti, come previsto dalla legge».


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