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Dal potenziale della Moldova agli ostacoli per l’autotrasporto: Galanti ai microfoni di “Zoom” (Videointervista)

OSPITE del direttore Giorgio Fedeli a Radio FM1, il console onorario della repubblica Moldova per Marche e Abruzzo e segretario nazionale Unilavoro P.M.I.A. l'ascolano Roberto Galanti. I focus della puntata su commercio estero e internazionale, trasporti, logistica e infrastrutture
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L'intervista ai microfoni di Radio FM1 a Roberto Galanti

Roberto Galanti

di Francesco Silla

 

Un nuovo appuntamento ieri sera con Zoom, programma di approfondimento politico e non solo, di Radio FM1 e Cronache Fermane. Ai microfoni il console onorario della repubblica Moldova per Marche e Abruzzo, Roberto Galanti, intervistato dal direttore Giorgio Fedeli. Un’ occasione per fare il punto sui rapporti tra Italia e Moldova, sulle problematiche insorte a seguito alla guerra in Ucraina e sul traporti. Nella prima parte del programma spazio alla discussione sulla Moldova. Galanti, ascolano, presenta il paese partendo dalla situazione politico-economica: «La Moldova è un paese cuscinetto molto importante. Avendo delle zone franche, nove per la precisione, come la Transnistria al suo interno, era un ottimo punto di partenza per la Russia, prima dello scoppio della guerra. In questa situazione di crisi, nonostante il territorio della Transnistria sia indirettamente controllato dalla Russia, la Moldova è stata molto operativa per l’accoglienza dei rifugiati. Molti rimangono in Moldovia in attesa di rientrare in Ucraina, una volta finito il conflitto».

 

Galanti continua poi raccontandoci le eccellenze del paese: «In questi sette anni come Console onorario ho lavorato molto per far conoscere la Moldova e le sue eccellenze. È un paese piccolo ma molto attento a scambi e cooperazioni. Spero che possa ripartire per poter garantire nuove cooperazioni internazionali. Non è solo un paese ponte ma è anche un paese con una sua identità e dignità, sia commerciale che culturale. In questi anni ho cercato di creare collegamenti tra i settori forti del nostro territorio e quelli della Moldova. I loro prodotti di eccellenza sono collegati al settore agroalimentare, con vini riconosciuti al livello internazionale e una alta produzione di frutta. Importanti marchi internazionali producono, sul famoso terreno nero moldavo, arachidi e nocciole per le loro produzioni. Le nostre regioni devono tessere nuovi legami con territori come la Moldova per un favorevole scambio reciproco di materie prime, turismo e cultura. Le Università o le figure dei consoli onorari possono essere il mezzo necessario per un rapporto prolifico».

 

Il discorso, nella seconda parte della trasmissione, si sposta poi al settore dei trasporti, essendo Galanti il segretario nazionale Unilavoro P.M.I.A. e sulla problematica delle infrastrutture «I lavori sulla A14 sono un problema che grava sui tempi di consegna, mettendo a rischio il lavoro dell’autotrasportatore. Il trasporto in Italia, per conformazione fisica va su gomma e un’infrastruttura anacronistica come la A14 crea non pochi problemi. Il recente problema del caro-benzina crea un’altra barriera alla possibilità di fare questo lavoro serenamente. Abbiamo cercato di introdurre le tariffe a forcella e i costi minimi per la sicurezza ma queste iniziative non sono state ben accolte. Spesso la colpa è del trasportatore che non fa corpo unico. Si lascia spazio al “fai da te” che non porta a un reale miglioramento della situazione. Non si parla una lingua comune tra gli autotrasportatori».

 

Galanti, ha così deciso di dare vita a “Prima”, casa comune, come lui stesso la definisce, per l’autotrasporto: «Nasce come associazione per aggregare le voci e collegare il mondo degli autotrasporti, sperando di collaborare con Unatras, che evidentemente non accontenta tutti. “Prima” è una casa comune, non nasce in contrapposizione con Unatras ma come aggregante. Se non si collabora, gli scioperi non hanno effetto e non raggiungono lo scopo. Il problema infrastrutturale e quello del caro-benzina gravano sul settore e l’unico modo per far sentire la nostra voce è sedersi a un tavolo comune. Guardate che se l’autotrasporto muore, salta la pace sociale».

 


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