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Un centro per l’autismo a San Benedetto: il Comune chiede un finanziamento alla Regione

SAN BENEDETTO - L'idea è di realizzare una struttura con ambulatori e servizi interamente dedicati a persone affette da disturbo dello spettro autistico
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L’assessore alle Politiche Sociali Andrea Sanguigni

 

di Giuseppe Di Marco

 

E’ un progetto piuttosto ambizioso, quello che si propone di realizzare il Comune di San Benedetto all’interno del proprio territorio: un centro dedicato alle persone affette da disturbo dello spettro autistico.

Parallelamente alle altre iniziative promosse dal settore Politiche Sociali, il civico 124 di Viale De Gasperi ha iniziato un iter che porterà alla richiesta di finanziamenti, in Regione Marche, per l’inserimento di una struttura ad hoc entro i confini comunali o al massimo nei Comuni limitrofi.

Più nello specifico, nei prossimi giorni i referenti comunali avvieranno un confronto con il vertice di Palazzo Raffaello e con l’Asur per capire, oltre alla fattibilità dell’operazione, anche le tempistiche e le modalità operative. La Regione, comunque, dovrebbe finanziare solo i servizi da inserire nell’ipotetica struttura, dato che il Comune, secondo indiscrezioni, avrebbe già una rosa ristretta di possibili location da destinare a tale scopo.

Cosa si potrebbe inserire in un centro del genere? Tra le tante possibilità, priorità verrebbe data ad ambulatori specificamente programmati per il trattamento della sindrome e per i disturbi pervasivi dello sviluppo, dove ottenere valutazioni diagnostiche e accertamenti medici grazie al lavoro di personale neuropsichiatrico.

«Abbiamo avviato un confronto con gli enti per non proporre “doppioni” – spiega l’assessore al sociale Andrea Sanguigni – l’importante è realizzare una struttura del genere entro l’area del litorale Piceno. Poi certo, se sarà possibile farla a San Benedetto saremo ancora più contenti. Parliamo di un centro di cui il nostro territorio avverte l’esigenza, e per questo faremo il possibile per portare a compimento l’opera».

La Residenza “San Giuseppe”

Sulla stessa falsariga, San Benedetto sta cercando di portare avanti un’altra interessante richiesta: quella di una residenza per disabili gravi (RD3). A dover approvare una proposta del genere è sempre la Regione, alla quale va fornito un indirizzo concreto. In tal senso, le strade sarebbero due: realizzare una struttura da zero, oppure ampliare la Residenza “San Giuseppe”, in modo da farla rientrare in questa categoria.


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