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Confindustria Ascoli, entro luglio il presidente: avviate le consultazioni da parte dei “3 saggi”

ASCOLI - Entro questo mese si concluderà il lavoro intrapreso da settimane per individuare la figura da sottoporre all'assemblea dei soci. A fine 2021 la scissione da Fermo: dalla speranza di rivedere unite le province attraverso gli industriali, alla presa di coscienza che il fattore "S", come separazione, è ancora forte nel sud delle Marche 
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La sede Confindustria di Ascoli

 

di Franco De Marco 

 

Chi sarà il nuovo presidente di Confindustria Ascoli dopo lo scioglimento di Confindustria Centro Adriatico e la separazione da Fermo? Di nomi ne circolano tanti ma per avere un indizio concreto bisognerà attendere che si concluda, entro questo mese, come da prassi, la consultazione avviata dai tre “saggi”, figure di spessore e rappresentative del mondo industriale ascolano di ieri e di oggi.

 

Con molta discrezione e pazienza i tre saggi sono al lavoro da alcune settimane. Difficile prevedere se da questa consultazione scaturirà un nome secco, indicato cioè in larghissima maggioranza dagli aderenti a Confindustria Ascoli, quindi pronto per l’incoronazione, oppure le indicazioni saranno diversificate tanto da dover formare una rosa di più nomi.

 

Sarà poi naturalmente l’assemblea dei soci ad eleggere il nuovo presidente. L’unica certezza è che, entro luglio, ci sarà questo nuovo condottiero di Confindustria Ascoli il quale avrà un non facile compito di ricompattare gli iscritti, fare squadra, ricreare entusiasmo, offrire alle imprese i sevizi migliori possibili  e fronteggiare i problemi sempre molto seri del mondo del  lavoro dopo la traumatica rottura voluta dai fermani.

 

Confindustria Centro Adriatico venne istituita, tra molte speranze, il 21 luglio 2017, ed è stata  sciolta il 12 novembre 2021. Dopo lo scioglimento il Collegio speciale dei probiviri confederali ha nominato un compitato di reggenza per Ascoli e uno per Fermo (vecchia Unione Industriali del Fermano).  Per Ascoli  furono chiamati Francesco Gaspari, Massimo Andreani e Valentino Fenni.

 

Con lo scioglimento di Confindustria Centro Adriatico, alla cui presidenza era stato eletto l’imprenditore ascolano Simone Mariani, amministratore delegato del Gruppo Sabelli, considerato molto preparato oltre che giovane e portatore di una moderna “filosofia” manageriale, si è consumata la “grande delusione”. Proprio quando dal mondo industriale, che solitamente sa guardare avanti, sembrava venuta una chiara indicazione aggregativa, per dimostrare che uniti si è più forti  dopo la storica e dolorosa separazione tra le province di Ascoli e Fermo, ecco di nuovo emergere quel fattore “S”, esse come separazione. Che questo fattore “S” sia un virus che colpisce preminentemente il sud delle Marche e non vuole scomparire  nemmeno dopo secoli?

 

Di sicuro il vaccino per combattere questo virus ancora non è stato trovato ed ormai le speranze sono ben poche. Dunque Ascoli e Fermo, nonostante la globalizzazione, nonostante che in tutti i settori, delle istituzioni, dell’economia, del sociale, della cultura, l’unione sia considerata un elemento per vincere e progredire, indispensabile al progresso,  hanno scelto di separarsi di nuovo. Vedremo i risultati.

 

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