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RisorgiMarche 2022, tutto molto bello ma… il Piceno dov’è?

IL FESTIVAL nato per tenere alta l'attenzione sui luoghi colpiti dal terremoto da due anni si "dimentica" dell'Ascolano. Nel 2021 un solo live (ad Offida), stavolta nemmeno uno. Un trend diverso rispetto a quello del passato, quando in zona transitarono personaggi come Piero Pelù, Niccolò Fabi, Arisa e molti altri. Il dispiacere di tanti appassionati
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di Luca Capponi 

 

Poche ore fa è stato pubblicato il programma ufficiale della sesta edizione di RisorgiMarche, il festival nato nel 2017 da un’idea di Neri Marcorè e Giambattista Tofoni con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sui luoghi colpiti dal sisma. Il tutto attraverso la musica e i concerti, calamita potente in grado di tradurre questa attenzione (anche) in presenza fisica sui luoghi.

Uno degli eventi di Risorgimarche

Un obiettivo che, negli anni, ha sicuramente raggiunto il suo scopo, nonostante qualche polemica relativa ai costi dell’evento. Ma soprattutto grazie al felice mix di natura, passeggiate all’aperto, arte e sostenibilità. Tra le cornici spettacolari delle montagne marchigiane. Il nefasto arrivo della pandemia, nel 2020, ha rimescolato le carte ma non ha tarpato le ali alla manifestazione. Tanto che RisorgiMarche, complice ovviamente il fatto di svolgersi all’aperto, nei due anni duri del Covid non ha vissuto nessuno stop.

Ora, però, il discorso è un altro. Dopo l’ufficializzazione degli artisti che si esibiranno nell’edizione 2022 (si parte il 17 giugno), che comprende gente come, tra gli altri, Simone Cristicchi, Dargen D’Amico e Marlene Kuntz, quello che è balzato subito all’occhio è l’assenza del Piceno tra i luoghi scelti per ospitare i concerti. Quasi tutti gli eventi, infatti, si terranno in provincia di Macerata, eccezion fatta per quello del 9 luglio con Cristicchi che sarà tra Amandola (provincia di Fermo) e Sarnano.

Marcorè e Tofoni

Ci sta, dunque, che molti siano rimasti delusi nel constatare come l’Ascolano non compaia nel calendario. Anche perché, nel tempo, RisorgiMarche si è fatto molto apprezzare per la qualità della proposta e dell’organizzazione. Dunque, più che di una critica si tratta di manifestare un dispiacere, che tanti lettori ci hanno fatto pervenire. Va tenuto a mente, però, che nonostante l’idea del festival sia appunto quella di “regalare entusiasmo, emozione e senso di comunità a tutte le persone e le aziende colpite dal terremoto”, il Piceno non vanta di certo un “diritto divino” in materia.

Ad ogni modo la cosa stride un po’: possibile che non si sia potuta organizzare almeno una data nella zona più colpita dalla tragedia? Almeno una, anche simbolica? Possibile che stavolta l’organizzazione non abbia preso in considerazione l’idea? Oppure che non abbia ricevuto la disponibilità dei sindaci o trovato la situazione adatta? Possibile la fisiologica “rotazione” delle location ospitanti abbia completamente tenuto fuori la nostra provincia? O che, magari, l’ultima data in calendario, quella del 10 settembre con un concerto-escursione “da definire”, arrivi dalle nostre parti? O che, più semplicemente, si sia trattato solo di una scelta, condivisibile o meno, ma di una scelta?

Di sicuro di motivi ce ne saranno stati, e ciò non toglie nulla alla bontà di RisorgiMarche, che comunque, è bene tenerlo a mente, andrà a dare una mano a chi ne ha bisogno. Men che meno all’attaccamento che lo stesso Neri Marcorè, in primis, ha sempre manifestato per queste zone. Vero è che già l’anno scorso, edizione 2021, su 13 live ce ne fu solo uno nel Piceno, vale a dire quello con Ginevra di Marco ad Offida, un trend nettamente diverso a quello delle edizioni passate, quando in zona si esibirono lo stesso Marcorè, Brunoris Sas, Pacifico, Piero Pelù, Niccolò Fabi (fu suo il primo concerto in assoluto di RisorgiMarche, il 25 giugno del 2017 a Spelonga di Arquata), Arisa e molti altri.

 

Cristicchi, Dargen D’Amico e Marlene Kuntz: le 11 giornate di RisorgiMarche

 


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