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Tempi di vestizione, altra tegola per l’Area Vasta 5, Cipollini (Cisl): «Soddisfatti ma c’è ancora molto da fare»

ASCOLI - Sbloccato l'accordo: l'ente pubblico dovrà tirare fuori oltre 2 milioni e 200.000 euro per 276 dipendenti di entrambi gli ospedali del Piceno ai quali la Corte d'Appello aveva dato ragione, sul riconoscimento di 20 minuti supplementari rispetto al turno di lavoro
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di Maria Nerina Galiè

Tempi di vestizione per il personale sanitario, c’è l’accordo tra Cisl funzione pubblica (dalla sua parte c’è la sentenza della Corte d’Appello) e Area Vasta 5, che dovrà tirare fuori oltre 2 milioni e 200.000 euro per 276 operatori dell’ospedale di Ascoli e di San Benedetto: il riconoscimento di 20 minuti al giorno supplementari, rispetto al turno, impiegati per indossare e dismettere la divisa di lavoro nel periodo 2011-2018.

«Possiamo ritenerci soddisfatti, ma con le dovute cautele e antenne dritte – afferma Giorgio Cipollini, segretario provinciale Cisl – il risultato ottenuto è positivo ma c’è ancora tanto da fare. Intanto è sconcertante che è stato necessario rivolgersi alla giustizia per veder riconosciuto un diritto. Poi è stato coperto il periodo 2011-2018. Dal 2018 c’è una norma che sancisce il principio che ci siamo visti riconoscere dentro l’aula di un tribunale. Ma l’Asur non si è ancora adeguata».

 

Ma non solo: «Siamo in presenza di un contratto scaduto due volte da allora – rimarca il sindacalista – e sappiamo che il 15 giugno scorso è stata depositata un’ipotesi di nuovo contratto per il periodo 2019-2021.

E sul nuovo contratto, per il quale abbiamo iniziato il confronto, si ventila la possibilità che la parte pubblica compensi questo indennizzo con crediti orari. Non ci staremo e siamo pronti ad un’altra azione legale se necessario. Con la differenza che stavolta sarà supportata da una norma contrattuale espressa, non dall’avanzamento di un diritto, seppure legittimo».

 

La Corte d’Appello di Ancona nel 2020 aveva dato ragione agli operatori che si erano rivolti alla giustizia per vedersi riconosciuto il compenso di 20 minuti a turno. I vertici della Sanità picena erano scesi a trattativa con il sindacato che aveva promosso l’azione. Ma la questione si era impuntata i primi di giugno.

I quasi 400 colleghi rappresentati dalla Cgil proprio in quei giorni avevano trovato un intesa sul 61% di quanto richiesto, pari a 10 minuti contro i 20, per il periodo 2011-2018.  

 

Alla fine l’accordo a saldo e stralcio c’è stato anche con la Cisl ed è «contenuto in due documenti separati, per gli ospedali di Ascoli e San Benedetto», precisa Cipollini e recepiti da due determine diverse dalla direzione di Area Vasta 5.

 

I termini sono il riconoscimento “di 20 minuti per ogni turno di servizio – si legge in entrambe le determine firmate da Massimo Esposito per il periodo indicato in sentenza a decorrere dal 25/07/2011 sino al 20/05/2018. Ogni ricorrente rinuncia al 15% delle differenze retributive per il periodo dal 25/07/2011 al 25/07/2016 (con conseguente pagamento dell’85% della somma dovuta), ed al 35% delle differenze retributive per il periodo dal 26/07/2016 al 20/05/2018 (con conseguente pagamento del 65% della somma dovuta)”.

 

Uno dei due accordi gemelli, relativo a 197 dipendenti, parla di una somma complessiva di  1.169.526,10 euro (di cui  819.569,80 a titolo di sorte, il resto sono oneri a carico dell’amministrazione). L’altro per 79 dipendenti recita una somma complessiva di 1.102.109,26 euro (772.326,04 a titolo di sorte).

 


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