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Accorpamento Medicina e Nefrologia, Marcucci (Pd) «Situazione insostenibile, siamo tornati indietro di 6 anni» 

ASCOLI - La segretaria del Circolo Sanità lancia anche un appello ai lavoratori: «A loro ci appelliamo perché continuino a denunciare senza indugi le mancanze»
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Manuela Marcucci

 

«È con rammarico che registriamo il ritorno all’epoca degli accorpamenti, ulteriore sintomo di una Sanità picena in difficoltà». Queste le parole di Manuela Marcucci, segretaria del Circolo Sanità del Partito Democratico.

 

«Con l’unione della Nefrologia alla Medicina generale – afferma la segretaria dem – la situazione appare talmente drammatica che probabilmente questa situazione andrà avanti anche a estate finita.

 

Siamo tornati indietro di sei anni, a prima cioè che la vecchia giunta di centrosinistra e un management accorto avevano deciso di non accorpare più i reparti durante l’estate, mantenendo un buon livello qualitativo e salvaguardando i diritti dei lavoratori della Sanità.

 

Dove sono dunque i difensori dell’ospedale di Ascoli? Dov’è il sindaco Fioravanti che, quando le cose andavano tutto sommato bene, si atteggiava a paladino della Sanità? Dov’è l’assessore regionale Castelli, quello che diceva che il Piceno con lui non sarebbe più stato la Cenerentola delle Marche?

 

Non so se se n’è reso conto: adesso stiamo messi molto peggio di una Cenerentola.

Perché l’ospedale continui ad andare avanti non possiamo che confidare nella pazienza e nella professionalità degli operatori. A loro inoltre ci appelliamo perché continuino a denunciare senza indugi le mancanze».

 


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