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 La morte di Romano Melosso, il toccante ricordo della Cgil provinciale

ASCOLI - Era andato in pensione da direttore da direttore  delle Poste di Centobuchi, era considerato una colonna portante del sindacato «Vuoto difficile da colmare, ma i suoi valori impongono di raccoglierne il testimone e proseguire l'impegno»
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Romano Melosso

La Cgil e lo Spi della provincia di Ascoli piangono la scomparsa del compagno Romano Melosso, 81 anni, di Monsampolo.
Ex dipendente delle Poste, aveva iniziato da precario portando telegrammi.
Entrato poi in pianta stabile, come spesso capitava in quei tempi, aveva girato l’intera provincia, toccando i posti più impervi e scomodi. Raccontava spesso del suo lavoro, i suoi giri con la Fiat 500, il dormire in ufficio perché la neve gli impediva di riprendere la strada di casa.

La sua passione civile, il suo credo politico e sindacale gli hanno permesso di conciliare l’attaccamento alla sua amata famiglia, alla moglie Giuseppina e ai suoi figli Sandra e Davide con il lavoro e l’attività sindacale.

Insieme a Nando Venieri, anche lui scomparso poco più di un anno fa, Romano Melosso è stato la colonna portante della Cgil Poste, battendosi con determinazione ed intransigenza per la difesa e la tutela dei diritti sociali e dei valori costituzionali dei lavoratori a partire dagli ultimi, i precari e i postini, ma anche molto attento ai bisogni della cittadinanza con uno spirito di servizio di alta statura morale e impegno civico encomiabile.

E’ andato in pensione da direttore delle Poste di Centobuchi, ma non ha smesso il suo impegno sindacale con lo Spi, il sindacato dei pensionati, dando il suo contributo alla sede di San Benedetto del Tronto, in quella di Centobuchi e a Cupra Marittima, distinguendosi per l’attivismo civico e sociale e l’attenzione e la sensibilità nei confronti della parte più debole della società.

Dentro la Cgil Melosso si è particolarmente contraddistinto nel trasmettere sempre con giovialità ma con rigore alle nuove generazioni di compagne e compagni i valori costituzionali e civili che sono stati gli assi portanti della sua vita.

Nel sindacato e nella società oggi resta un vuoto difficile da colmare, ma i suoi valori impongono di raccoglierne il testimone e proseguire l’impegno.
La Camera del Lavoro di Ascoli tutta si stringe con affetto alla famiglia, alla moglie, ai figli ed alla nipote.

 


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