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Pedane fuori norma, Luca Cardola: «Disabili discriminati, il Comune controlli le spiagge»

SAN BENEDETTO - Sono stati in pochissimi, fra gli chalet, a dotarsi di pedane di 1,2 metri, come prescritto dal piano spiaggia comunale. Disposizioni nuove? Nient'affatto: il regolamento è in vigore dal 2010
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Luca Cardola (Azione)

 

di Giuseppe Di Marco

 

San Benedetto è città rinomata per l’accoglienza turistica. Ma che fama può vantare una comunità che non offre adeguati servizi alle categorie più deboli? Di cosa deve essere lodata, la Riviera delle Palme, se non garantisce pedane a norma per i portatori di handicap?

 

E’ quanto si chiede Luca Cardola. L’ex dirigente comunale muove un duro attacco nei confronti di tutti quegli stabilimenti che non si dotano di servizi per le esigenze dei disabili, chiedendo al Comune di effettuare i controlli sul rispetto di normative in vigore da 12 anni.

 

«La stagione estiva è ampiamente iniziata – afferma il membro di Piceno in Azionee mentre le spiagge di San Benedetto si riempiono di turisti, continua ad esistere una categoria di persone, quella dei disabili, a cui il diritto all’accesso agli arenili viene negato da quasi tutti i gestori degli stabilimenti balneari i quali, nonostante disposizioni normative esistenti ormai da molti anni, si sono resi ancora una volta quasi tutti inadempienti dall’obbligo di predisporre presso i propri stabilimenti percorsi e attrezzature che consentano alle persone meno fortunate di frequentare la spiaggia.

 

Sempre pronti a piangere quando si toccano i loro privilegi, anche esponendo ridicole bandiere contro la direttiva Bolkestein, i concessionari mostrano tutta la loro arroganza quando si tratta di ignorare le istanze dei più deboli contando, come sempre, nel silenzio dei partiti “amici” e nella colpevole inerzia, che è sempre più simile ad una complicità, degli amministratori e dei funzionari locali, senza dimenticare le autorità portuali.

 

Anche con la nuova amministrazione comunale, come era ampiamente prevedibile, nulla è cambiato rispetto al passato. L’attuale sindaco, che avrebbe il compito di accertare e perseguire coloro che violano apertamente disposizioni di legge che tanti altri esercizi commerciali (a cominciare, ad esempio, da bar e ristoranti) sono chiamati ad applicare con la massima puntualità, si guarda bene dal disturbare, per evidenti motivi di consenso, i concessionari trasgressori, e preferisce voltarsi dall’altra parte.

 

Anche la Capitaneria di Porto non risulta pervenuta, così come l’autorità giudiziaria, già interessata l’anno scorso da un esposto sulla questione. A questo punto è probabile che nulla cambierà questa vergogna che umilia tutti i sambenedettesi per bene, per cui chiediamo all’assessore Sanguigni di dimostrare un minimo di coraggio effettuando le dovute ispezioni e costringendo anche anche i concessionari di spiaggia inadempienti ad applicare le leggi dello Stato, così come avviene per tutti i cittadini».

 

Ci sia concesso di aggiungere che, oltre ad effettuare i controlli, le forze dell’ordine dovrebbero essere tenute ad elevare verbaliirrogare sanzioni.


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