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Via i container “anti macerie” a Pescara del Tronto: «Ferite rimarginate e segnale di ripartenza»

ARQUATA - Lo ha detto il presidente della Regione Acquaroli, che ha assistito alla rimozione dei cassoni navali dalla Salaria, insieme con l’assessore regionale  Castelli, il capo Dipartimento nazionale della Protezione Civile  Curcio,  l’amministratore delegato di Anas  Isi, il Commissario per la Salaria  Soccodato e le autorità civili e militari
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Pescara di Arquata dopo il sisma del 2016

 

Via i container da Pescara del Tronto, Arquata. Sono state rimosse ieri, 15 luglio, le strutture allestite sulla Salaria, a protezione di eventuali crolli provenienti dalla frazione particolarmente colpita dagli eventi sismici del 2016.

 

Ad assistere alle operazioni c’erano il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli, l’assessore regionale alla Ricostruzione Guido Castelli, il capo Dipartimento nazionale della Protezione Civile Fabrizio Curcio,  l’amministratore delegato di Anas Aldo Isi, il Commissario per la Salaria Fulvio Soccodato e le autorità civili e militari.

 

«Con la rimozione dei cassoni navali – ha sottolineato Acquaroli – assistiamo al significativo superamento di una fase che dopo sei anni porta un po’ di normalità in un territorio distrutto dalle ferite del sisma del 2016 che qui più di tutti ha lasciato un segno indelebile.

 

l’assessore regionale Castelli (allora sindaco di Ascoli) ed il sindaco di Arquata Petrucci durante un sopralluogo nei luoghi del sisma, qualche anno fa

Le infrastrutture – sono ancora le parole di Acquaroli –  rappresentano un elemento essenziale in questi luoghi e l’impegno di tutti noi, della filiera istituzionale che rappresentiamo, è quello di programmare gli interventi nei tempi più brevi. Oggi condividiamo una forte emozione nel ricordo di chi, con quelle tremende scosse, ha perso la vita. Qui a Pescara del Tronto furono 48 persone, 52 in totale in tutto il territorio arquatano. Un pensiero lo voglio rivolgere al sindaco Petrucci, alla sua passione e alla sua determinazione.

 

Questo momento di oggi che permetterà la riapertura completa della strada rappresenta uno stimolo per accelerare la ricostruzione e garantire sempre di più una risposta utile a far rivivere questi luoghi. Abbiamo la necessità di guardare avanti per la memoria di quelle persone che hanno perso la vita che con la caparbietà, determinazione e attaccamento a queste terre hanno dimostrato che questo territorio era un loro punto di riferimento.

 

Noi siamo convinti e la presenza delle istituzioni a questo evento – conclude Acquaroli – lo confermano, che con l’impegno e l’attenzione che queste terre meritano possiamo vivere una fase di rinascita di un territorio veramente straordinario. Siamo in un posto che confina con l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo un territorio di confine che ha tanto ancora da scrivere e raccontare e che contribuisce alla rinascita del nostro straordinario Appennino».

 

Nelle prime ore dopo il terremoto del 24 agosto 2016, venne tempestivamente effettuata la rimozione dei detriti e delle macerie su sede stradale, garantendo il transito sulla via Salaria anche al fine di garantire le procedure di soccorsi e la logistica della gestione emergenziale.

 

Tuttavia, visto il perdurare dello sciame di scosse sismiche, destavano particolare preoccupazione le macerie e i residui di fabbricati incombenti sulla statale. Al fine di ovviare a tale pericolo, in uno straordinario esempio di efficace collaborazione tra Enti tecnici dello Stato, Anas, in collaborazione con il Dipartimento di Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Genio Militare dell’Esercito, si occupò di sviluppare e mettere in atto un intervento emergenziale a protezione della strada, utilizzando dei blocchi di containers navali, di dimensione 6 x 2,4 x 2,4 metri, zavorrati.

 

La rimozione del presidio segna una vera e propria rimarginazione delle ferite e rappresenta un segnale di ripartenza con una pagina nuova da scrivere sul territorio.


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