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Lettera dei sindaci a Draghi: diversi nomi del Piceno tra i firmatari

POLITICA - C'è anche il presidente della Provincia Sergio Loggi (Monteprandone). In serata si sono aggiunti primi cittadini di liste civiche. Non è tra loro Marco Fioravanti di Ascoli. Qui tutti i nomi. Mancinelli (Ancona) e Ricci (Pesaro) tra i primi a siglare il documento: «Il premier è rimasto molto colpito da questa iniziativa, si è mosso qualcosa». L'attacco di Morani ad Acquaroli
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Il premier Draghi, Franchi, Borraccini, Terrani, Moreschini, Polini, Massa

 

«Ho firmato fin da ieri e convintamente la lettera-appello a Mario Draghi perché resti alla guida del governo. E’ un appello bipartisan, sottoscritto da centinaia di sindaci, di sinistra e di destra».
A renderlo noto è anche il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli, con un post sul proprio profilo Facebook, tra le prime a siglare il documento che sta facendo il giro d’Italia, arrivando anche nel Piceno dove diversi primi cittadini, all’inizio prevalentemente di centrosinistra ma poi anche di liste civiche, hanno apposto il loro nome. Non è tra loro Marco Fioravanti, sindaco di Ascoli.

 

Nella lettera, i sindaci esprimono «incredulità e preoccupazione» per la crisi di Governo e chiedono al premier Mario Draghi «di andare avanti e spiegare al parlamento le buone ragioni che impongono di proseguire l’azione di governo». 

 

Valeria Mancinelli

«Ci sono i sindaci di Milano, Bergamo, Bari, Firenze. Ma anche il sindaco di Venezia e quello di Genova, civici e del centrodestra. Ha firmato anche il sindaco di Napoli, eletto con i voti dei 5 stelle – prosegue la Mancinelli – perché tutti siamo accomunati dalla preoccupazione di affrontare un autunno già difficile per le nostre comunità, le famiglie e le imprese. Gli scenari di guerra internazionali e la crisi energetica determineranno effetti pesanti sulle nostre vite ed è impensabile affrontarli senza interventi correttivi, senza un governo che possa farlo, senza una guida così autorevole».

 

Sindaci della provincia di Ascoli si legano appello. E sono Matteo Terrani di Folignano, Luigi Massa di Offida, Giovanni Borraccini di Rotella, Michele Franchi di Arquata, Sara Moreschini di Appignano, Alessandro Luciani di Spinetoli, Alessandro Lucciarini De Vincenzi di Ripatransone, Fabio Polini di Castignano, Graziano Fanesi di Castorano, Sergio Loggi di Monteprandone e presidente della Provincia, Roberto Luciani di Cossignano. All’inizio si trattava prevalentemente di primi cittadini di centro sinistra, ma in serata si sono aggiunti anche i colleghi di liste civiche. 

 

 

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Matteo Ricci

Tra i firmatari nel resto delle Marche anche Matteo Ricci, sindaco di Pesaro: «Da quello che abbiamo saputo il presidente Draghi è stato molto colpito dai vari appelli che gli sono arrivati e in particolare da quello bipartisan dei sindaci».

 

Così il coordinatore dei sindaci Pd, risponde alla “Adnkronos” sull’appello al premier Mario Draghi lanciato dai sindaci: «Nardella e Brugnaro stanno tenendo le fila delle adesioni e contiamo di arrivare entro stasera a oltre 1.000 sindaci in tutta Italia. Sindaci di centrosinistra, centrodestra e civici. C’è in ballo il Pnrr, c’è l’inflazione, il caro energia. Blocchiamo tutto per cosa? Per andare a votare 4 mesi prima? Tanto tra 6 mesi si vota. E’ assurdo e noi sindaci ancora una volta, stando a maggiore contatto con la realtà, vediamo da vicini gli effetti disastrosi che avrebbe una crisi adesso. Per questo c’è stata questa maxi adesioni di sindaci da Nord al Sud Italia».

 

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Alessia Morani, deputata del Pd

MORANI ATTACCA ACQUAROLI «I presidenti di Regione del partito della Meloni non firmano l’appello per Draghi. Tra loro anche il presidente della mia regione, le Marche, Francesco Acquaroli. Reputo questo comportamento gravissimo perché Acquaroli antepone l’interesse del suo partito al bene della comunità marchigiana». Lo scrive su Facebook Alessia Morani, deputata del Pd.

 

«La nostra regione – aggiunge – ha un importante tessuto di piccole e grandi imprese e migliaia di lavoratori che hanno assoluta necessità che il governo prosegua la propria azione per evitare che altre gravi crisi colpiscano un territorio già fortemente provato da delocalizzazioni e terremoto.

Non ci possiamo assolutamente permettere che si perdano i fondi del Pnrr e che non si prendano provvedimenti per la crisi energetica e per i rincari che stanno mettendo in difficoltà le famiglie. I marchigiani si meritano un presidente che pensi al loro bene e non un ‘soldato di partito’ impegnato più a compiacere la propria leader che a tutelare la propria comunità».

 


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