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E’ morto Alfredo Amabili: attore, regista e commediografo di “Natale al Borgo”

SAN BENEDETTO - Il decesso, a Corropoli (Teramo), risale ad alcuni giorni fa. Si era trasferito lì da pochi mesi, lontano dal vecchio incasato dove era nato e vissuto per quasi 68 anni. Profondo conoscitore del vernacolo sambenedettese, lo ha fatto riscoprire in trent'anni di “scenette” che hanno allietato le feste natalizie dei sambenedettesi. Verrà eseguita l'autopsia
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di Epifanio Pierantozzi
AGGIORNAMENTO DELLE ORE 17,15 – Alfredo Amabili sembra fosse morto da alcuni giorni. La salma resta a disposizione della magistratura, e sarà l’autopsia a stabilire la causa della morte. Poi verrà restituita alla famiglia che potrà organizzare il funerale.
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E’ stato trovato morto in casa, a Corropoli dove da pochi mesi si era trasferito dal vecchio incasato del Paese Alto dove era nato e vissuto per quasi 68 anni, l’attore, regista e commediografo Alfredo Amabili. Un nome e un volto ben conosciuto in città e non solo.

Alfredo Amabili

Regista e anima della “Ribalta Picena” per decenni, venne conosciuto dai più per aver scritto e diretto tutte le scene in dialetto sambenedettese rappresentate per “Natale al Borgo”. Siamo a metà degli anni ’90 e il Comitato di quartiere del Paese Alto lo chiama sia per la sua profonda conoscenza della vita dei “sudentrini”, ai tempi quasi tutti pescatori, che per la sua capacità di dirigere dei dilettanti – ma non troppo per come hanno poi saputo rappresentare i personaggi in scena – presi tra le persone di tutti i giorni.

“Natale al Borgo” permise così di far scoprire, o riscoprire, il Paese Alto ai tanti che ne ignoravano le vie e le piazzette nascoste, e vedevano solo… Lu Campanò. Una regia e scrittura durata fino allo scorso Natale. Segno di una capacità di mettere in scena la vita di tutti i giorni, ai tempi che furono.
Da ricordare poi come Alfredo abbia calcato molti palcoscenici e aver partecipato al film del 2015 “Affari tropp segret”, del regista Marco Trionfante, ispirato a una commedia di Eduardo Scarpetta “Tre pecore viziose”.
«Una stupenda persona capace di ricordare e mettere in scena una vita quotidiana di cui si è persa la memoria. La sua profonda conoscenza del sambenedettese ha fatto riscoprire, a me per prima – ricorda l’allora presidente del Comitato di Quartiere Paese Alto, Patrizia Logiacco – un vernacolo del quale sarebbe bene non perdere memoria. In tanti anni di collaborazione ho avuto modo di apprezzare un Alfredo ogni volta capace di far recitare tutti quelli che volevano farlo».
La scoperta della sua morte è avvenuta ieri in tarda serata quando, atteso quale componente la giuria del “Film Festival” alla Palazzina Azzurra, non si è presentato. Qualche telefonata, nessuna risposta e l’allarme dato a Teramo e la tragica scoperta fatta dai sanitari del 118 a casa sua.

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