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Piscina comunale, Cogese e Pool Nuoto a un anno dalle proteste: «Quando riaprirà l’impianto?»

SAN BENEDETTO - Le associazioni su piede di guerra: «Non abbiamo un rapporto costruttivo con questa amministrazione e i ristori sono finiti. Intanto, non abbiamo date relative alla riapertura»
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Claudia Rossetti, Fabio Eleuteri, Andrea Benedetti e Valeria Damiani

 

di Giuseppe Di Marco

 

La piscina comunale è il vero boomerang dell’amministrazione. A un anno dalle proteste contro Pasqualino Piunti e la sua maggioranza, i referenti delle società Cogese e Pool Nuoto tornano a chiedere al Comune soluzioni concrete allo stallo in cui versa l’impianto natatorio, di cui tuttora non si conosce la data di riapertura.

 

I referenti delle società che operano nella “Gregori” si dicono estremamente preoccupati per la mancanza di notizie certe sul futuro della propria attività, che coinvolge centinaia di maestranze, iscritti ed atleti.

 

«Speravamo di avere un rapporto più costruttivo con la nuova amministrazione – dice Fabio Eleuteri, presidente della CogeseIn tutti gli incontri abbiamo manifestato una certa difficoltà e la delusione per il fatto che non sappiamo ancora niente. A maggio abbiamo sollecitato l’ultima riunione, ma da allora non c’è stata alcuna novità. Abbiamo saputo che la piscina riapre in autunno, ma non sappiamo quando: il 22 settembre o il 20 dicembre? Ribadiamo l’importanza di avere una data. I lavori da bando dovrebbero essere completati entro agosto. Rischiamo di vedere compromessa la quarta stagione consecutiva. Si prospetta, in altre parole, la distruzione di quanto si è costruito in questi anni. Dal marzo 2020 noi non abbiamo operato più in piscina. A maggio sono anche finiti i ristori previsti dall’amministrazione Piunti».

 

«Quasi tutti i genitori scelgono di iscrivere i propri figli ad ottobre – spiega Andrea Benedetti, vicepresidente di Pool – Riaprire ad ottobre, pertanto, si rivela per noi fondamentale. Per ricominciare c’è bisogno di tantissime energie coordinate a far ripartire la macchina. Leggiamo che i ritardi sono dovuti all’operazione di smontaggio del tetto, ma facciamo notare che il lavoro è iniziato a settembre. Cosa è stato fatto in tutti questi mesi? Inoltre tali problemi non sono stati evidenziati dalla perizia dell’anno scorso, ma in corso d’opera».

 

Le società, nel frattempo, hanno conosciuto una drastica riduzione degli iscritti. «Nel giro di un anno l’attività agonistica è crollata – conclude Benedetti – I migliori atleti hanno preferito migrare in altre società: dei circa 150 che avevamo prima del lockdown, ne sono rimasti, fra le due società, tra 30 e 35. Ma quel che è peggio è che molti hanno rinunciato».


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