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Appello: cari marchigiani votate i marchigiani!

POLITICA - A pochi giorni dall’ufficializzazione dei nomi dei candidati alle prossime elezioni politiche, urge un appello che possa rispondere ai principi della democrazia e quindi della rappresentazione. È ora di fermare la scellerata abitudine romana di accaparrarsi i seggi “sicuri” delle Marche come di altre regioni italiane
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di Nunzia Eleuteri

 

Le coalizioni di destra e sinistra (il centro sembra faccia fatica a trovare il coraggio di dichiararsi tale), stanno definendo in questi giorni le candidature alla Camera e al Senato.

 

Quelle che potrebbero essere voci, sembrano ormai diventare certezze. Ed ecco che nella “spartizione” dei seggi definiti “sicuri” troviamo gli stranieri. Parola non legata di certo all’immigrazione (tema tanto caro ad alcuni politici) ma che riguarda piuttosto l’opportunismo (nell’accezione più negativa del termine) di alcuni candidati che, trovando troppo rischiosa la candidatura nella loro terra di origine o residenza (forse perché lì sono conosciuti?!), si procurano la certezza di essere eletti in altre regioni di cui sanno a malapena il nome.

 

Il nostro è un Paese democratico?

 

Il punto interrogativo diventa d’obbligo perché tra i principi cardine della democrazia c’è la rappresentatività. I collegi stessi sono stati definiti secondo questo concetto che non solo è filosofico ma matematico, basato sulla popolazione di un territorio affinché lo stesso venga rappresentato in parlamento.

 

Ma non vorrei addentrarmi in un discorso troppo filosofico o addirittura giuridico. Mi limito a fare piuttosto una riflessione da semplice elettrice e un accorato appello a chi avrà il buon cuore di andare a votare per cercare di arginare il degrado politico attuale.

 

Da anni gli elettori stanno subendo l’imposizione dei candidati da Roma senza che ci sia, alla base, la minima attenzione alle necessità dei singoli collegi: è ora di dare una svolta a questo scellerato modus operandi. Se l’unica possibilità che abbiamo è di mettere una semplice croce per una coalizione senza poter scegliere i candidati, allora non ci resta che accantonare la nostra ideologia politica (momentaneamente) e votare le persone che rappresentano la nostra terra.

 

Le rivoluzioni partono da piccoli gesti. E questa sarà la nostra rivoluzione gentile: riappropriarsi dei territori e non lasciarli in balia di “conquistadores”.

 

Sono due gli appelli che sento di fare: il primo ai politici locali ma il secondo, quello in cui posso sperare di più, è agli elettori.

 

Ai dirigenti dei partiti regionali, che hanno ancora qualche giorno di tempo per difendere i loro diritti, chiedo a gran voce di pretendere di scegliere candidati autoctoni. Se i partiti locali fanno fatica ad ottenere il rispetto della territorialità, mostrando tutta la loro debolezza politica, non possiamo fare altro che provare dal “basso” a frenare questa depredazione.

 

E allora urge un appello più forte: cari marchigiani votate i marchigiani! E cari italiani, votate i rappresentanti delle vostre singole regioni! Sarà l’unica speranza per riportare i parlamentari ad avere un contatto con voi, con i problemi di quel territorio che conoscono perché lì affondano le radici come voi. Solo così potranno rappresentarvi al meglio e sposare le vostre cause. Solo così la politica riacquisterà quella credibilità che manca da troppi anni. Non lasciate che le vostre regioni continuino ad essere terra di conquista. Questo è l’unico potere che ci rimane: sappiatelo mettere a frutto!

 


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