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Sanità, la Rsu di Area Vasta 5 mantiene la mobilitazione generale nonostante la prima tranche di 266.000 euro

ASCOLI - Dopo l'incontro tenutosi ad Ancona con in vertici di Asur e Regione, i rappresentanti di tutte le sigle sindacali ritengono "inaccettabile la prevista riduzione del 10% del personale sanitario da conseguire nel solo esercizio 2022 e l’ipotetica mancata proroga dei 160 precari con contratti che scadono il 15 settembre". Prossimo faccia a faccia il 31 agosto
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Gli ospedali “Mazzoni” di Ascoli e “Madonna del Soccorso” di San Benedetto

 

La rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) di Area Vasta 5, coordinata da Paolo Grassi (vice Stefano Sudati), si è riunita insieme ai rappresentanti delle organizzazioni sindacali Fp Cgil (Viola Rossi), Cisl Fp (Giorgio Cipollini), Uil Fp (Paolo Sabatini), Nursind (Maurizio Pelosi), Nursing-Up (Roberto Tassi), Fials (Fausto Menzietti), Usb (Mauro Giuliani), Ugl (Benito Rossi) per esaminare l’esito dell’incontro tenutosi ad Ancona con i vertici di Asur e Regione Marche sulla restituzione prestito fondo risorse decentrate 2021 pari a 495.000 euro, riallineamento fondi contrattuali rispetto alle altre Aree Vaste, finanziamento implementazione dotazione organica e personale tempo determinato.

 

I sindacati hanno preso atto che la giunta regionale, in coerenza con quanto anticipato dall’assessore al bilancio Guido Castelli il 4 agosto, in data 8 agosto ha provveduto a deliberare un primo stanziamento pari a 266.000 euro in favore dell’Area Vasta 5, a parziale rideterminazione/riallineamento dei fondi contrattuali.

 

Ma ritengono “improcrastinabile il termine del 31 agosto 2022 per la definizione delle tre problematiche sopra esposte in considerazione della drammatica situazione organizzativa in cui versa la Sanità picena. L’apertura di otto nuovi servizi, attuata negli anni precedenti senza il benché minimo incremento della dotazione organica; la mancata copertura dei posti resisi vacanti a seguito di pensionamento, malattie lunghe, permessi straordinari, maternità (legge 104), inidoneità alla mansione, assenze per covid, infatti, non solo stanno esasperando il personale che continua ad accumulare ferie e straordinari sino a livelli inammissibili, ma addirittura stanno compromettendo la bontà dei livelli essenziali di assistenza nonché hanno elevato drasticamente il rischio clinico negli ospedali di Ascoli e San Benedetto tanto da ipotizzare l’accorpamento se non addirittura la chiusura di alcune Unità Operative a salvaguardia dell’utenza”.

 

Nel giudicare inaccettabile la prevista riduzione del 10% del personale sanitario da conseguire nel solo esercizio 2022 e l’ipotetica mancata proroga dei 160 precari con contratti in scadenza al 15 settembre 2022, i sindacati “auspicano che nella prossima riunione fissata per il 31 agosto 2022, Asur e Regione assicurino, attraverso atti amministrativi, l’adozione di adeguati provvedimenti finalizzati ad evitare il totale depauperamento del servizio sanitario pubblico del nostro territorio”.

 

Per questo, è confermata la mobilitazione generale in attesa delle risultanze del prossimo incontro del 31 agosto.


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