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La Fondazione Simona Orlini dona un ventilatore polmonare al reparto Rianimazione del Mazzoni

ASCOLI - Il generoso gesto della Onlus presieduta dall’avvocato Tina Orlini, da anni al servizio della comunità e vicina alle istanze della sanità locale, va a migliorare la strumentazione a disposizione degli operatori dell’ospedale ascolano. Un contributo determinante nel percorso di cure per il coronavirus, ma anche per tutti i pazienti del reparto gestito dalla dottoressa Di Giacinto alle prese con patologie come asma e polmonite. Il commento del direttore Esposito sull’andamento dei contagi: «Segnali incoraggianti, ma il servizio sanitario è provato da difficoltà economiche e organizzative. Speriamo di tornare a dare presto risposte importanti ai cittadini».
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di Federico Ameli

 

L’emergenza sanitaria sembra aver allentato la morsa sul servizio sanitario nazionale in termini di contagi e posti letto destinati ai pazienti Covid, ma l’esperienza degli ultimi due anni e mezzo suggerisce di muoversi con cautela nell’ambito delle previsioni e di non abbassare la guardia.

 

È anche in questo senso che si spiega la scelta della Fondazione Simona Orlini Onlus di donare un ventilatore polmonare al reparto di Rianimazione dell’ospedale Mazzoni di Ascoli, fornendo all’équipe diretta dalla dottoressa Ida Di Giacinto un dispositivo di ultima generazione e all’avanguardia, in grado di garantire un ulteriore passo avanti nella gestione della ventilazione nei pazienti con criticità, che necessitano il massimo dell’affidabilità e della sicurezza in termini di cure.

 

Massimo Esposito

«Siamo particolarmente lieti e onorati di questo atto di grande generosità – dichiara il direttore generale di Area Vasta 5, Massimo Espositocompiuto da un’associazione che da tempo è vicina all’amministrazione sanitaria, con un sostegno significativo alle risorse già messe a disposizione dalla Regione.

 

Al giorno d’oggi, con un’evoluzione tecnologica sempre più accelerata, abbiamo l’esigenza di poter contare su macchinari all’avanguardia, che è l’unico unico modo che abbiamo per offrire un buon servizio.

 

A volte come amministrazione non abbiamo la disponibilità per intervenire su tutte le aree da finanziare, ma quando accanto a noi, nella tutela della salute pubblica, scendono in campo realtà che si mettono al servizio degli altri con generosità e risorse non possiamo che essere immensamente grati.

 

Alla Fondazione Orlini va il mio personale ringraziamento e quello della collettività. Questo dispositivo di ultima generazione contribuirà a dare un senso di prospettiva, offrendo un servizio aggiuntivo rispetto a quello che stiamo erogando in un momento storico in cui l’epidemia ha messo in ginocchio l’intero servizio sanitario nazionale.

 

Non posso che augurarmi che l’esempio della Fondazione Orlini possa essere seguito anche da altre realtà del territorio».

 

Un ringraziamento – e al tempo stesso un appello alla generosità di enti e associazioni locali – condiviso appieno dalla dottoressa Ida Di Giacinto, giunta al Mazzoni di Ascoli poco meno di un anno fa ma già entrata perfettamente a far parte del tessuto socio-sanitario locale.

 

«Quando la Fondazione ci ha annunciato la volontà di donare un’apparecchiatura all’avanguardia al nostro ospedale non ho potuto non pensare a un ventilatore meccanico di ultima generazione, di piccolissime dimensioni ma estremamente intuitivo, da affiancare alla professionalità del personale.

Ida Di Giacinto

 

Con la Fondazione Orlini abbiamo messo in campo fin da subito una sinergia che consente di dare maggiori garanzie ai pazienti. I cittadini devono sentirsi al sicuro nel far riferimento all’ospedale di Ascoli o a quello di San Benedetto, due strutture che possono contare su competenze e macchinari all’altezza».

 

L’emergenza Covid resta inevitabilmente sullo sfondo, ma il ventilatore non darà manforte solo nell’ambito del programma di cura dei contagiati, ma anche di tutti gli altri cittadini con patologie respiratorie.

 

«Tutti i pazienti che giungono in reparto ne beneficeranno – conferma la dottoressa Di Giacinto – compresi quelli alle prese con asma e polmoniti. Questo ventilatore meccanico consente di passare dalla respirazione più invasiva a quella spontanea: è la stessa macchina a scandire le tempistiche del passaggio e a fornire un aiuto in più nella cura dei pazienti.

 

Voglio ringraziare i componenti della Fondazione Orlini per il sostegno offerto, sono onorata e commossa per aver incontrato persone come queste. Spero che questo gesto possa rappresentare uno spunto di riflessione anche per altre associazioni: lavoriamo insistentemente, talvolta senza riposo o  senza ferie, e il fatto che certe realtà comprendano le nostre esigenze significa molto per noi. Siamo a completa disposizione per far conoscere le nostre necessità a chi volesse aiutarci».

Il nuovo ventilatore meccanico

Non è la prima volta, peraltro, che la Fondazione Orlini si rende protagonista di un gesto di generosità nei confronti dell’ospedale ascolano. Già nel giugno 2020, infatti, in piena emergenza sanitaria, l’associazione aveva donato un primo ventilatore al personale del Mazzoni, oltre a dei presidi di protezione individuale per gli operatori sanitari.

 

Tina Orlini

«Con le nostre azioni continuiamo a ricordare con amore e affetto la forza d’animo e la resilienza di Tonino ed Elisabetta Orlini – afferma l’avvocato Tina Orlini, presidente della Fondazione e cugina della compianta Simona – che in una situazione drammatica come quella del lutto ha reagito trasformando il loro dolore in un qualcosa di bellissimo come la Fondazione.

 

Come presidente porto avanti questa tradizione con l’aiuto degli altri componenti del consiglio, che mi aiutano a raggiungere gli scopi della fondazione, particolarmente rilevanti dal punto di vista etico e sociale per l’intera comunità ascolana. Siamo felici e onorati di poter fare questa donazione al reparto di Rianimazione, così mirabilmente guidato dalla dottoressa Ida Di Giacinto e da uno staff che ogni giorno si batte per il bene della collettività».

 

La nascita della Fondazione si deve a Elisabetta e Tonino Orlini, che decisero di aiutare, nel nome di Simona, chi avesse bisogno, dedicando a questa istituzione tutte le loro risorse.

 

Diversi i traguardi raggiunti in quasi trent’anni trascorsi al servizio della comunità: dalla ristrutturazione della scuola di via Galiè alla creazione del centro polifunzionale diurno e notturno per disabili “Simona Orlini”, diurno e notturno, senza dimenticare le borse di studio per gli studenti meritevoli, il premio annuale “Antonio Orlini” all’atleta più promettente del panorama marchigiano, il premio nazionale per la marcia “Serafino Orlini”, il restauro di opere d’arte locali e le sovvenzioni ad associazioni sportive dilettantistiche.

Il vescovo Gianpiero Palmieri

Il consiglio di amministrazione della Fondazione è attualmente composto dal sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, Giampietro Spinelli, Adriano Vespa, Tommaso Pompei, Carlo Cantalamessa, il vescovo di Ascoli Giampiero Palmieri – presente in conferenza stampa – e Anna Rita Forti a svolgere la funzione di revisore dei conti.

 

«Voglio sottolineare la dinamica del gesto della famiglia Orlini – afferma il vescovo – con un lutto che anziché diventare elemento di autocommiserazione si tramuta in solidarietà superando l’individualismo, che per molti è il male del nostro tempo.

 

Da un grande dolore, troppo spesso gestito individualmente e con un ripiegamento su sé stessi, si arriva a guardare a chi soffre come noi e a spendere tutte le energie per essere vicini a chi ne ha bisogno».

 

Solidarietà a parte, non poteva mancare un commento sulla recente evoluzione dell’andamento dei contagi.

«Gli ultimi segnali sono senza dubbio incoraggianti – conferma il direttore Esposito – dato che la curva sta progressivamente scendendo, ma dobbiamo comunque fare i conti con un servizio sanitario stanco e provato da un lungo periodo di difficoltà economiche e organizzative, anche sul fronte del personale.

 

 

Il Covid ha minato non solo la salute della collettività, ma ha messo anche in crisi un sistema organizzativo che aveva già le risorse contate, le cui presenze in servizio sono state ulteriormente ridotte per via dei contagi, il che comporta maggiori difficoltà nell’erogare il servizio ai cittadini.

 

Mi auguro che una risoluzione dell’evento epidemico possa farci tornare a dare risposte che in questo momento, nonostante la qualità del personale e delle apparecchiature, si fa fatica a fornire, anche per via di una forte richiesta di prestazioni sanitarie dopo un periodo in cui il timore di poter essere contagiati era forte».


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