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Giuseppe Conte parla alla Riviera: «Con Draghi duri scontri, la transizione ecologica è prioritaria» (Video e foto)

SAN BENEDETTO - Dal duro confronto con il premier Draghi alla bocciatura delle trivelle, all'Energy Recovery Fund: L'ex premier chiede ai sambenedettesi un voto di coerenza
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L'invito a votare rivolto ai Sambenedettesi

 

 

di Giuseppe Di Marco

 

Si sono assiepati a centinaia, attorno alla banchina Malfizia, per ascoltare l’ex premier Giuseppe Conte, arrivato a San Benedetto per lanciare la squadra che si è candidata nelle Marche per le elezioni politiche 2022. Dopo un breve giro in barca al largo della costa Picena, il leader del Movimento Cinque Stelle ha arringato la folla partendo dai temi di respiro nazionale per arrivare agli argomenti cari alla Riviera delle Palme.

 

Accanto a Conte, da subito, hanno sfilato l’ex ministro Sergio Costa, il senatore Giorgio Fede e il deputato Roberto Cataldi. Presente ma in disparte, invece, l’ex consigliere regionale Peppe Giorgini. Sotto un cielo che a più riprese ha minacciato pioggia, l’ex primo ministro si è soffermato in primis sulla questione trivelle. «Qui al largo di San Benedetto – ha detto Conte – ci sono varie piattaforme abbandonate, ma non dismesse, perché l’attività di dismissione presuppone dei costi e delle responsabilità. Ora le risorse si sono esaurite e rimangono questi scheletri al largo. Questo non è il futuro. Il futuro è tutelare gli ecosistemi marini non sottoponendoli allo stress di nuove trivellazioni. Anche perché per le trivellazioni servono degli investimenti a lungo termine molto costosi e quindi non rappresentano di certo la soluzione all’emergenza energetica».

Il deputato Roberto Cataldi con Giuseppe Conte

 

Passaggio obbligato anche il caro carburante, che in Riviera si è abbattuto specialmente sul settore ittico. «Sul gasolio si è passati da 30 centesimi a 1,40 euro a litro – ha continuato Conte – I costi si sono quasi quintuplicati e quindi molti pescatori non trovano più conveniente andare in mare, tra costi per il carburante, per i dipendenti e per i trasporti. Abbiamo a più riprese sollecitato Draghi perché approvasse delle misure che vanno assolutamente adottate, come l’Energy Recovery Fund, che abbiamo chiesto già da febbraio. Sul piano interno abbiamo voluto una norma sugli extraprofitti, ma è stata scritta male, e dei 9 miliardi attesi ne è entrato solo uno, quindi la legge su questa tassazione va riscritta. Poi abbiamo anche chiesto di estendere la tassazione sugli extraprofitti alle imprese assicurative e nell’ambito farmaceutico, che negli anni della pandemia hanno accumulato profitti ingenti».

 

La platea riunitasi in banchina Malfizia per assistere al comizio di Giuseppe Conte

 

C’è stato tempo, comunque, anche per le belle notizie, vale a dire l’importante iniziativa “A pesca di plastica” il cui progetto pilota è andato in scena proprio a San Benedetto e che è stata lodata anche da papa Francesco. «Una bellissima iniziativa dei pescatori sambenedettesi – ha commentato l’ex premier – che poi è stata tradotta nella legge “Salva mare” ad opera del nostro ministro Sergio Costa. Oggi quindi abbiamo una disciplina chiara che permette ai pescatori di recuperare rifiuti con le loro reti per riportare le plastiche a terra al fine di operare uno smaltimento differenziato».

 

Non poteva mancare, infine, qualche stoccata al primo ministro Mario Draghi, sul quale Conte si è soffermato più volte per rimarcare le differenze di visione politica. «Quando quel bontempone di Matteo Renzi ha avviato una crisi al buio – ha rimarcato il politico – abbiamo deciso di dar vita ad un governo a sostegno condizionato. Condizionato al proseguimento delle battaglie che avevamo avviato sul fronte della tutela ambientale e dell’inclusione sociale. Ma da allora ci sono stati numerosi passaggi complicati, come nel caso della riforma del processo penale. Tante volte ci è stato rinfacciato che volevamo far cadere il governo proprio durante l’emergenza». E ancora: «Avevamo puntato sul superbonus, che ha creato tanta occupazione e generato risparmio nelle famiglie. Ma Draghi in Senato si è scagliato contro questo provvedimento, ideato per favorire la rigenerazione del patrimonio urbano. Evidentemente, se un intervento non va a favore delle banche, non va bene».


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